“Brida” di Paulo Coelho

 

Brida ha 21 anni ed in cerca della sua strada. Il suo istinto le dice che la troverà nei misteri dell’esoterismo.
Va quindi alla ricerca di un maestro che possa insegnarle la dottrina della Tradizione del Sole. Trascorrendo un’unica notte da sola nella foresta apprenderà cos’è la Notte Buia, ma il destino la porterà su un’altra strada lungo la quale una Maestra la condurrà nei sentieri della conoscenza della Tradizione della Luna.
Brida diventerà una strega a imparerà che ogni anima, quando il corpo muore, si scinde e che spesso uno degli scopi della vita è ritrovare quella parte d’anima che nel reincarnarsi abbiamo perso, la nostra Altra Parte.
Il libro narra del suo percorso per diventare strega, per distinguere la scissione tra ciò che è tangibile e quello che invece fa parte del mondo degli spiriti. Il tutto raccontato ovviamente, alla maniera di Coelho.

Brida ci dice di essere fermi nelle nostre decisioni, ma anche che non sempre è facile non scegliere, ma capire qual’è la nostra strada. Ci insegna anche che la magia è dovunque, non solo nei grandi maghi e nelle Maestre, non solo nei tarocchi o nei sabba. Spesso ci sono persone in contatto con il mondo delle cose non tangibili che però non sono a conoscenza delle loro capacità, sanno solo di avere una sensibilità più elevata degli altri, un cuore aperto a tutto ciò che il mondo concreto e spirituale è pronto a dare.

“La notte è soltanto una parte del giorno”

“La magia è un ponte”

” – E come posso sapere chi è l’Altra Parte di me? –
– Correndo dei rischi- disse. -Correndo il rischio del fallimento, delle delusioni, delle disillusioni, ma non cessando mai di cercare l’Amore. Chi preserverà nella ricerca, trionferà”

“Solo i guerrieri sceglievano come morire. Ma quella donna stava offrendo la sua vita per amore: per lei, forse l’amore era una forma sconosciuta di guerra”

“Dio si manifesta in ogni cosa, ma la parola costituisce uno dei Suoi mezzi preferiti per agire, giacché essa è il pensiero trasformato in vibrazione. Parlando, introduci nell’aria intorno a te ciò che prima era soltanto energia. Stai sempre molto attenta a tutto quello che dici.”

” – Nel mondo non esiste nulla di completamente sbagliato, figlia mia, –  le aveva detto il padre  – persino un orologio fermo riesce a segnare l’ora esatta due volte al giorno – “

“Reputarsi peggiore del prossimo era una delle manifestazioni d’orgoglio più violente che conoscesse, perché significava adottare il modo più distruttivo per mostrarsi diversi”

“Dio era il signore degli Impavidi. E avrebbe saputo capirlo, perché i coraggiosi sono coloro che decidono nonostante la paura. Che sono tormentati dal demonio ad ogni passo del cammino. Che si angosciano per ogni loro azione, domandandosi se siano nel giusto o nell’errore. E nonostante ciò, agiscono: agiscono perché anch’essi credono nei miracoli, proprio come le streghe che danzavano intorno al falò poco prima.”

“Chi cerca di possedere un fiore, vede la sua bellezza appassire. Ma chi lo ammira in un campo lo porterà sempre con sé”

 

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50 sfumature di Twilight


Lo sapevate voi? Io l’avevo sentito dire, ma poi stamattina, mentre bevevo il caffè, leggendo un numero di “D” che avevo dimenticato incelofanato chissà da quanto tempo, ne ho avuto la conferma.
Avete presente il caso letterario dell’anno? Lo pseudo porno sadomaso “50 Sfumature di grigio” e il resto della trilogia? Beh, la storia della vergine Anastasia e del bel Christopher Grey non vi ricorda nulla? Canini aguzzi a parte, la saga delle 5o sfumature nasce in realtà come una fanfiction di Twilght.
Cos’è una fanfiction?
Prendete i vostri personaggi preferiti e scrivete una storia in cui gli fate fare quello che volete. Io da piccola scrivevo storie in cui le guerriere Sailor incontravano i Cavalieri dello Zodiaco.
Ecco che Edward Cullen diventa Christopher Grey, Bella diventa Anastasia e il desiderio di sangue si trasforma in desiderio di sadomaso.
Perdonatemi, ma la cosa mi ha lasciata perplessa…

“Sposala e muori per lei”

(Articolo scritto per TuDonna)

Costanza Miriano conosce bene gli uomini. Ne fa una descrizione dettagliata nel suo secondo libro “Sposala e muori per lei” disponibile in libreria e preceduto lo scorso anno da “Sposati e sii sottomessa”.

Dicevamo, la Miriano conosce bene gli uomini, sa quanto possono essere pigri mentalmente e fisicamente, sa quali sono i loro limiti, e, soprattutto, conosce in quali aspetti si differenziano dalla donne. Quegli aspetti di cui noi ci lamentiamo sempre, quel “in casa non muove un dito” o il “non distingue un pannolino da un assorbente”. Infondo la stessa Miriano è una donna sposata con parecchi figli a carico, quindi chi meglio di lei può conoscere questa situazione, chi meglio di lei può parlarci degli uomini e di come affrontarli.

Mettete da parte la vostra Carrie Bradshow e le sue perle di sopravvivenza urbana, Costanza Miriano ha le sue di perle di saggezza e nel formularle scomoda addirittura San Paolo.

Ed ecco venire fuori il manuale della perfetta sposina, che probabilmente duemila anni fa sarebbe stato un best seller, ma che oggi suona un po’ come un azzeramento di cinquant’anni di lotta per l’emancipazione femminile.

Si, perchè Costanza Miriano conosce bene gli uomini e nonostante lasci trasparire una sottile vena di “matriarcato” («la grandezza di un uomo sposato non può prescindere da quella della sua donna, mentre a lei può succedere di trovare la sua grandezza anche vicino a un uomo non esattamente nobile») il suo consiglio per combattere l’uomo poco collaborativo è di non combattere per niente.Diverse volte ho scritto di come la figura del maschio stia cambiando, di come in realtà non esista più, dei motivi per cui a volte gli uomini sono più donne di noi donne. Su questo, io e la Miriano ci troviamo d’accordo se non fosse che come soluzione a tale problema lei propone un’involuzione della figura femminile, che deve tornare ai fornelli e ai pannolini, lasciando che gli uomini montino i mobili e portino i soldi a casa.Non credo che la Miriani metta in discussione la parità dei sessi, non parla di superiorità di uno nei confronti dell’altra, ma di diversità. Diversità che non vanno cambiate.La donna ha i pannolini, l’uomo aggiusta le cose. Non possiamo lamentarci di una figura maschile poco virile se pretendiamo che questo indossi il grembiule e prepari da mangiare!Purtroppo la cara Costanza utilizza parole come “Chanel” e “sottomissione” nello stesso libro nel quale non si parla di sottomissione alla moda, ma ad un uomo. Sembra quasi che voglia comprare le sue lettrici con quel pizzico di glamour che tanto va nei romanzi rosa, quando poi sta esprimendo concetti che non solo non sono mai stati “giusti”, ma che finalmente sono stati combattuti. La Miriani sembra voler occultare gli anni di evoluzione che la figura femminile ha subito, sembra rinnegare l’epoca in cui vive, un’epoca in cui non solo la donna necessita di una propria identità che va ben oltre la moglie e la madre, ma nella quale è la società stessa a richiedere che i due sessi si eguaglino in diritti e doveri. In conclusione, cercare di spiegare il matrimonio prendendo come punto di riferimento San Paolo, con tutto il rispetto per il santo, è un po’ come cercare di spiegare il funzionamento di un iPhone basandosi sugli scritti di Meucci (quello che nel 1871 ha inventato il telefono, giusto per capirci).Fortunatamente ci sono donne che preferiscono lottare piuttosto che fingere di essere sottomesse.

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“Blu” di Sergio Bambaren

 

Il mio soprannome è Onda e non posso non amare i libri di Bambaren. In verità ne ho letti solo due. Il primo, “Il delfino” me lo fece leggere una persona molto cara che oggi non c’è più, la stessa, che cercando la parola “Onda” mi fece conoscere Ludovico Einaudi e il suo lavoro più famoso, “Le Onde”.

Ma ecco che nella mia libreria trovo questo volume, “Blu”, la copertina è per l’appunto, blu, con un corallo rosso. Mi ricorda un’isola Greca, ma in verità la storia è ambientata a Tobago, nei Caraibi. L’autore, il protagonista, insomma, lui, decide di intraprendere un viaggio su quest’ isola poco conosciuta, per surfare. Ma nell’attesa delle onde che non arrivano, la delusione cresce, fino a quando una cameriera, scorto il viso triste del turista, lo spinge a cercare altrove quello che le onde tardano a portare. Se stesso. E se il mare non può essere cavalcato, può essere esplorato. Il surfista mette da parte la sua tavola sostituendola con un paio di bombole e una maschera iniziando la scoperta dei fondali dell’isola e trovando nella quiete al di sotto della superficie quello che aveva sempre raggiunto solo nella furia delle onde.

Il libro è questo, un percorso attraverso le diverse immersioni fino a raggiungere quelle che sono dette “gli angeli del mare”, le mante. I linguaggio è semplice, a volte forse un pò ripetitivo, ma è il modo migliore per esprimere concetti che non tutti possono percepire. Sentirsi non parte del mondo, ma il mondo stesso, capire in quale modo ci sentiamo vivi e sapere che esistono varie strade per arrivare alla stessa meta se solo si ha la forza di tenere gli occhi aperti e focalizzati sul tutto e non solo sull’uno, essere disponibili alle esperienze diverse che la vita ci pone di fronte e, soprattutto, non avere paura.

“Vede, pensavo che sarei stato vecchio a diciott’anni. Ma quando ho raggiunto quell’età, ho creduto chemi sarei sentito vecchio a trent’anni. E poi quando li ho compiuti, che mi sarei sentito vecchio a quarantacinque anni. E a quarantacinque anni, ero sicuro che mi sarei sentito vecchio a sessant’anni. Ora ne ho sessantacinque, e ancora non mi sento vecchio. Non trova che sia meraviglioso?”

“La vera felicità ti abbraccia quando riesci a vedere quelle persone che hanno imparato a vivere soltanto con ciò di cui hanno realmente bisogno”

“La paura non è qualcosa con cui siamo nati. E’ qualcosa che impariamo sulla nostra pelle, dopo. E’ qualcosa che altri ci insegnano, Dio sa perchè”

“Ho pochissimi amici e i migliori sono l’oceano e quella voce speciale che sgorga da dentro”

“La gente sogna con la propria libertà, ma al tempo stesso si innamora in qualche modo delle catene che la trattengono. L’immaginazione è la voce di chi osa”

“Ciò che a molti sembra pazzia è soltanto un sogno per pochi”

“La paura è parte integrante del sentirsi vivi, non sei d’accordo, Andrè?”

“Forse sono nato per errore tra gli uomini, perchè ho sempre sentito di appartenere di più al mondo di acqua salata.”

“Perchè mi sono reso conto che non è importante ciò che fai per vivere. Semmai è ciò che fai per sentirti vivo”

“La paura pu essere ladra, la più temibile del covo dei sentimenti. Può portarti via ogni cosa, persino i tuoi sogni più dolci”

“Non avere paura. Capisco quanto solo e ramingo ti sentirai quando abbandonerai l’oceano. Eppure è quello che capita spesso a coloro che hanno la volontà di vivere l’esistenza con tanta intensità: la maggior parte delle volte vedono una luce dove gli altri possono scorgere soltanto tenebre”

“L’universo non ci è dato due volte. Vedi e tocca la meraviglia che è in ogni cosa”

“Faccio surf da più di tre ore. Il mio viso è scottato dal sole. Mi fanno male i muscoli. Mi sento tremendamente stanco, ma non ci faccio caso. E’ quasi l’ora del tramonto, e so che devo fare mia l’ultima onda. Aspetto. E lei mi viene incontro”

“…e il rendersi conto che le cose migliori della vita sono gratuite, e nascono avendo per culla la libertà…”

 

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“Il giardino del Profeta” di Kahlil Gibran


Dopo aver lasciato la terra dove è rimasto per dodici lunghi anni, il Profeta Almustafa torna nella sua patria, dove viene accolto con grande gioia. Egli si ritira nel giardino che fu della sua famiglia e dopo mesi di solitudine, accetta con sé nove discepoli ai quali lascia i suoi insegnamenti e le sue parole, prima di lasciarli di nuovo.

“Ma che dire dell’onda che si frange la dove non l’udrà nessun orecchio? E’ il non essere uditi che alimenta in noi il più profondo dolore. Ma è, anche, il non essere uditi che modella in una sua forma la nostra anima, che foggia il nostro destino”

“Spesso diamo alla Vita nomi amari, ma solo quando noi stessi siamo nell’amarezza e nell’oscurità”

“Abbiate commiserazione della nazione che mai leva la sua voce se non in un funerale, che non ha orgogli se non tra le rovine, che non si ribella se non quando ha disteso il suo collo tra la spada e il ceppo”

“Ma il mare vi è venuto dietro, e il suo canto è ancor in voi. E benché abbiate dimenticato il vostro lignaggio, l’immensità marina per sempre affermerà la sua maternità, e per sempre vi chiamerà a sé”

“La distanza che vi è tra voi e il vicino che non vi è amico è in verità più grande di quella che è tra voi e la persona che amate e che vive al di là delle sette terre e dei sette mari”

“Voi siete spiriti anche se vi muovete nei corpi; e, comeolio che arde nell’oscurità, siete fiamme, anche se tenute in lampade”

“Tutto ciò che in voi è immortale è libero di giorno così come di notte, e non potrà essere né addomesticato né incatenato”

“L’immagine del sole del mattino in una goccia di rugiada non è da meno del sole. Il riflesso della vita nella vostra anima non è da meno della vita”

“Questa oscurità è alba non ancora nata”

“Bene è per te bere da solo la tua coppa dolorosa; e da solo berrai anche la tua coppa gioiosa”

“Più saggio sarebbe parlare meno di Dio, che non possiamo comprendere, e più di ognuno di noi, che possiamo invece comprendere.”

“Soltanto i nudi vivono nel sole. Soltanto i semplici cavalcano il vento. E solo colui che smarrisce mille volte la sua via troverà quella che lo riporta alla sua casa.”

“Meglio se io fossi una canna calpestata sotto i piedi,
Giacché ciò sarebbe preferibile all’essere una lira dalla corde d’argento
In una cosa il cui padrone non ha dita
E i cui figli sono sordi”

“Sulla vostra strada incontrerete uomini con zoccoli d’animali; date loro un pò delle vostre ali. E uomini con corna d’animali; date loro corone d’alloro. E uomini con lingue biforcute; date loro miele per le loro parole”

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“Il Profeta” di Kahlil Gibran

Il Profeta Almustafa, dopo 11 anni lontano dal suo paese, scorge all’orizzonte la nave che finalmente lo riporterà a casa e prima di imbarcarsi, il popolo con cui ha trascorso l’ultimo periodo della sua vita, gli chiede di fermarsi e parlare loro per l’ultima volta.
A metà strada tra poesia e canto religioso, il Profeta pazienta un’ultima volta e lascia a quella gente che lo ha accolto per tanti anni, i suoi ultimi insegnamenti affrontando, uno alla volta, i diversi argomenti che insieme compongono l’esistenza.

…..

“Una voce non può recare con sé la lingua e le labbra che le diedero le ali. Dovrà da sola cercare l’etere”

“Un esploratore dei silenzi sono io, e quali tesori ho io trovato nei silenzi perché possa con sicurezza dispensarli?”

“Quando l’amore vi chiama, seguitelo,
Benché le sue via siano ardue e rapide.
E quando le sue ali vi avvolgono, abbandonatevi a lui,
Anche se la spada nascosta tra le sue penne può ferirvi.
E quando esso vi parla, credetegli,
Anche se la sua voce può infrangere i vostri sogni come il vento del nord quando devasta il vostro giardino.”

“L’amore non dona che se stesso e nulla pretende se non da se stesso.
L’amore non possiede ne vorrebbe essere posseduto;
Poiché l’amore basta all’amore.”

“Amatevi reciprocamente, ma non fate dell’amore un laccio:
Lasciate piuttosto che vi sia un mare in moto tra le sponde delle vostre anime.
Riempia ognuno la coppa dell’altro, ma non bevete da una coppa sola.
Scambiatevi il pane, ma non mangiate dalla stessa pagnotta.
Cantate e danzate e siate gioiosi insieme, ma che ognuno di voi resti solo,
Così come le cordedi un liuto son sole benché vibrino alla stessa musica.”

“Datevi il cuore, ma l’uno non sia la custodia dell’atro.
Poiché soltanto la mano della Vita può contenere entrambi i cuori”

“I vostri figli non sono i vostri figli […]
Essi vengono attraverso voi, ma non da voi,
E benché vivano con voi non vi appartengono.”

“Potete dar ricetto ai loro corpi, ma non alle loro anime,
Poiché le loro anime dimorano nella casa del domani, che neppure in sogno vi è concesso di visitare”

“Ed io vi dico che davvero la vita è tenebre se non vi è slancio,
Ed ogni slancio è cieco se non vi è conoscenza,
Ed ogni conoscenza è varia se non vi è un’operare,
E ogni operare è vuoto se non vi è amore;
E quando operate con amore legate voi stessi a voi stessi, e ad ogni altro, e a Dio”

“E se non riuscite ad operare con amore, ma soltanto con disgusto, meglio sarebbe lasciare quel vostro lavoro e sedere davanti alla porta del tempio e ricevere l’elemosina di coloro che operano con gioia”

“Quanto più penetra e scava il dolore dentro di voi, tanta più gioia potrete contenere”

“In verità siete come bilance oscillanti tra il dolore e la gioia. Soltanto quando siete svuotati, siete fermi e bilanciati”

“In verità, la brama di benessere uccide la passione dell’anima, e poi sogghigna alle sue esequie. Ma voi, figli dell’aria, insonni nel sonno, voi non sarete intrappolati né domati.”

“E non lasciate che chi ha mani sterili partecipi alle vostre transazioni, perchè costoro venderebbero le loro chiacchiere per la vostra fatica. Dovreste dire a tali uomini -Venite con noi nei campi…-”

“E se colà verranno i danzatori e i cantanti e i suonatori di flauto, ebbene, comprate pure i loro doni, Poichè anch’essi sono raccoglitori di frutti e d’incenso e ciò che essi vi recano, benché fatto di sogni, è di ornamento alla vostra anima.”

“Sarete davvero liberi non quando i vostri giorni saranno privi di affanni e le vostre notti saranno senza carenze e dolore. Ma, piuttosto, quando queste cose cingeranno la vostra vita e tuttavia vi leverete al di sopra nudi e senza vincoli”

“Ragione e passione sono il timone e le vele della vostra anima navigante”

“Poiché se la ragione governa da sola è una forza che imprigiona e la passione, incustodita, è una fiamma che brucia fino a distruggersi”

“Non dite – Ho trovato il sentiero dell’anima”. Dite piuttosto – Ho incontrato l’anima sul mio cammino- .
Poiché l’anima cammina sui sentieri di tutti.”

“Il pensiero è un uccello dell’aria, che in una gabbia di parole può anche spiegare le ali, ma senza poter volare”

“Che altro è il male se non il bene torturato dalla sua fame e dalla sua sete?”

“Il piacere è un canto di libertà,
Ma non è la libertà.
E’ la fioritura dei vostri desideri,
Ma non il loro frutto.”

“Il corpo è l’arpa dell’anima,
E tocca a voi ricavarne dolce armonia o confusi suoni”

“La bellezza è la vita quando la vita disvela il suo volto benedetto.
Ma voi siete la vita e siete il velo.
Bellezza è eternità che si mira in uno specchio.
Ma voi siete l’eternità e siete lo specchio.”

“Chi indossa la sua moralità come suo abito migliore meglio farebbe ad andarsene nudo”

“Per noi viandanti che sempre siamo alla ricerca della via più solitaria, nessun giorno comincia la dove è finito il giorno precedente; e nessun’alba ci torva la dove il tramonto ci ha lasciato”

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“Summer and the City” di Candace Bushnell


Quando l’ho comprato pensavo ad una lettura leggera e senza troppe…complicazioni.

“Summer and the City” prima parte del prequel di “Sex and the City” è questo. Un romanzo scorrevole, ironico, vivace, si lascia leggere in maniera “frivola” anche da chi non è seguace della serie tv.

A differenza del primo libro, quello da cui è stata tratta la serie, questo non è un saggio sul “sesso a New York”, in questo caso è il contrario, è il libro che prende ispirazione dalla serie tv introducendo tutti i personaggi cruciali dello show, comprese Samantha, Miranda e una spruzzatina di Charlotte.

Un’ancora minorenne (e vergine) Carrie mette piede per la prima volta a New York per frequentare un corso di scrittura creativa e inseguire il suo sogno di diventare un’autrice di successo.

Due mesi, i due mesi estivi che precedono l’inizio dell’università e Carrie non sarà più la stessa. Incontrerà l’amore, la delusione, l’amicizia, lo sconforto e la paura. Ma soprattutto la sua prima Chanel.

Carrie viene descritta come una ragazzina insicura ma molto originale, diversa dalle altre. diversa dalle ragazze di provincia dalla quale proviene e diversa dalle ragazze di New York.

Il romanzo è molto meno “glamour” della serie. Certo ci sono locali e feste e VIP, ma quelli alla portata di una neo-diciottenne.

Il tutto gira intorno al primo approccio di Carrie con il Sex e con la City, ma anche con il suo sogno di diventare una scrittrice, per questo credo che più che Carrie, in questa prima parte della storia ci sia Candace Bushnell e il suo desiderio di scrivere, di andare oltre i fallimenti, rischiare e imparare ad affrontare le disfatte in una città dove quella che a molti può sembrare una sconfitta per alcuni non è altro che un punto di partenza.

 

ps volevo farvi notare quanto sia fashion la copertina americana a forma di borsetta  😀

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“La fratellanza della Sacra Sindone” di Julia Navarro

Torino, 1991. Domate le fiamme divampate nel duomo, viene rinvenuto il cadavere carbonizzato di un uomo senza lingua. Un particolare che mette in allarme il capitano dei carabinieri Marco Valoni, che inizia a sospettare che l’incendio non sia stato causato da un corto circuito. Coadiuvato dall’affascinante storica dell’arte Sofia Galloni e da una giornalista spagnola, si mette sulle tracce di una ristretta élite di uomini colti, raffinati, ma soprattutto di grande potere, che sembrano nutrire un particolare interesse per il lenzuolo con l’immagine del Cristo sofferente. Valoni dovrà ripercorrere l’intera storia del Sacro Lino, tra complotti e miracoli, eresie e Crociate, apostoli e Templari, mentre presente e passato si fondono in un thriller ingegnoso ed entusiasmante, in una storia che sembra avere molti misteri da svelare. Tradotto in 15 lingue, La fratellanza della Sacra Sindone è stato un bestseller assoluto in Spagna e nel mondo, con oltre un milione di copie vendute, tanto da essere considerato l’erede più autentico del Codice da Vinci di Dan Brown.

Ok, questo è quello che si trova in giro su questo titolo, ma veniamo ai fatti. Ho davvero fatto fatica ad arrivare alla fine di questo libro. Non voglio fare la critica, però in effetti è il caso di dire che a metà romanzo avevo già capito a cosa l’autrice voleva puntare e una volta arrivata alla giustificazione dell’autenticità della Sacra Sindone volevo chiudere il volume e non aprirlo più.
La prima parte sembra interessante e si lascia anche leggere, ambientata a Torino, si passa dal presente Italiano, al passato in medio oriente, le Crociate, poi ovviamente arrivano i Templari, una sfilza di nomi che alla fine anche se non li ricordi non succede nulla e una conclusione che sembra che anche l’autrice non vedeva l’ora di far arrivare.  L’ho finito di leggere solo perchè pensavo che alla fine ci fosse qualche ricco colpo di scena, anche assurdo, o che comunque la scrittura prendesse più ritmo. Ma l’autrice non fa altro che seguire i suoi personaggi durante le loro indagini, rivelare tutto ai lettori e così le ultime cento pagine non sono altro che la ripetizione a conferma di quello che i protagonisti hanno scoperto durante le prime trecento pagine.

Non ho altro da dire. Passiamo al prossimo 😀

 

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“La voce del maestro” di Kahlil Gibran

Quando l’anima del Maestro “rigetta la schiavitù del corpo”, lascia il compito di  diffondere le sue parole al discepolo Almuhtada, il quale, nel nome del suo mentore, inizia un pellegrinaggio fatto di insegnamenti e verità, meditazione e saggezza.

“Ascolta la mia storia” gli dice il Maestro poco prima di morire “Sta attento, ma non commiserarmi: giacché la commiserazione è da rivolgere ai deboli, mentre io sono ancora forte pur nelle mie afflizioni”.

“La voce del maestro” è una raccolta di pensieri e riflessioni pubblicata postuma nel 1963 e nella quale Gibran affronta, con la sua classica poesia spirituale temi come “il primo sguardo” o ” la musica”.

Come ogni libro del genere, bisogna essere predisposti. Non è un romanzo, non vi sono raccontate storie, e non è un manuale di filosofia, è un inno alle parole attraverso le quali Gibran cerca di descrivere alcuni aspetti dell’animo umano e della vita stessa per i quali spesso non è semplice trovare dell’espressioni adatte nell’intero vocabolario.

“O sei un capo religioso, che dalla semplicità dei fedeli tesse un manto scarlatto per il suo corpo; e dalla loro generosità una corona d’oro per la sua testa; e che mentre vive intanto nell’abbondanza della fortuna sputa parole d’odio contro Satana? Se così è, tu sei un eretico, e non importa che tu digiuni tutto il giorno e preghi tutta la notte”

“E tuttavia, quando poi riguardai, vidi dentro il tuo cuore amante un altro cuore solitario che invano invocava di rivelare i suoi segreti a una donna: e, dentro alla tua anima colma d’amore, un’altra solitaria anima simile a una nuvola errante, che invano desiderava di potersi sciogliere in gocce di pianto negli occhi della tua amata…”

“Anche il più saggio fra noi si piega sotto il formidabile peso d’Amore; eppure esso è, in verità, leggero come la brezza lieve del Libano”

“(il primo bacio) è il nesso tra il silenzio dei sentimenti e il loro canto dispiegato. E’ una parola espressa da quattro labbra che dichiarano il cuore un trono, l’amore un re, e la fedeltà una corona.”

“Cristo guarì i ciechi, gli storpi, i paralitici e i lebbrosi. Ma non potè curare gli sciocchi”

“La musica è il linguaggio degli spiriti”

“Non rinunciare alla speranza, non abbandonarti alla disperazione a causa di ciò che è passato, giacché rimpiangere l’irrecuperabile è la peggiore delle umane debolezze”

“(il vento) Scrivi i tuoi canti sul volto delle acque; e rapido li cancelli. Così fa il poeta quando crea”

“La Verità sceglie il silenzio per trasmettere alle anime amate quel che vuole significare”

“La donna che io ho amato […]”…è mite come una colomba, astuta come il serpente, fiera come il pavone, amabile come il bianco cigno, terribile come la livida notte. E’ composta di una manciata di terra e di una spruzzata di schiuma marina. […] La donna che il mio cuore ha amato si chiama Vita

“Vidi i poveri che gettavano il seme e i forti lo mietevano: mentre l’oppressione, impropriamente chiamata Legge, stava a difesa”

“Io ero parola senza suono nel cuore della Notte; oggi sono un canto sulle labbra del Tempo”

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“Lettere d’Amore del Profeta” di Kahlil Gibran


Bazzicavo su vari siti di aforismi alla ricerca dell’illuminazione per il mio prossimo tatuaggio da fare in arabo, quando mi sono imbattuta in una frase

“Ho conosciuto il mare meditando su una goccia di rugiada” di Kahil Gibran.

Bella, bellissima, mi è piaciuta da subito, ma non puoi tatuarti sulla pelle le parole dette da un uomo che non sai manco chi è, così ho fatto una veloce ricerca e scopro che tale Kahil Gibran è libanese e la sua lingua madre è l’arabo. Penso che sia il destino. Dopo il tatuaggio in latino, la citazione di Cicerone, volevo una frase in arabo, ma non semplicemente una frase qualunque tradotta, ma proprio la frase di un autore arabo.

E’ destino.

Leggo altre frasi di questo Gibran, mi innamoro. Mi vesto e corro alla Fnac, devo assolutamente comprare qualche suo libro, non posso limitarmi a leggerne alcune frasi. Ma alla Fnac hanno finito tutto. Così triste triste prendo la via di casa, ma faccio una fermata alle bancarelle che vendono libri, giusto per dare un’occhiata e vedere se c’è qualche romanzo superscontato.

Senza volerlo mi trovo a cercare tra i libri di Coelho e trovo questo “Lettere d’amore del Profeta”, ci impiego un minuto a capire che in realtà il ibro è “a cura di Paulo Coelho”, ma che il suo autore è nientepopodimeno che: Kahlil Gibran!


Esulto!

E’ sul serio destino!!!

Prendo il libricino e vado dal tizio della bancarella

“Hai altri libri di questo autore?”

“Coelho? Stanno dove hai preso questi”

“No no, Gibran!”

“Ah si, aspetta”

Torna con quattro libri e io ero al settimo cielo! Adoro quando il destino si manifesta in questo modo così chiaro. Cercavo un tatuaggio e Gibran ne sarà sicuramente l’autore!

Ne compro due, il primo che avevo preso tra le mani e “La voce del Maestro”. Finiti questi tornerò a prendere gli altri. (ho un fatto un calcolo, ad Agosto ho speso circa 90,00 € in libri).

“Lettere d’Amore del Profeta” raccoglie una serie di missive che Kahlil inviò tra il 1909 e il 1924 a Mary, la sua amata, con la quale ha però un rapporto molto particolare, non solo per la distanza.

Le sue parole sono poesia, la sua conoscenza dell’amore e della vita sono talmente profonde da lasciare senza fiato. Nonostante egli non condivida il pensiero dell’amore visto come due che diventano uno, l’affinità presente tra lui e la sua Mary farebbe pensare al contrario, almeno per il primo periodo. Gibran scrive di un sentimento forte, che non è dipendenza, ma volontà di amare anche a distanza…

“Forse l’allontanamento che siamo stati costretti ad accettare durante questi giorni e stato benefico: le cose molto grandi di possono vedere solo a distanza.”

“Ho sempre pensato che quando qualcuno ci capisce, finisce per renderci schiavi, giacchè noi accettiamo tutto per essere compresi.”

“Le persone che sforzano di essere interessanti sono le più noiose di tutte”

“Se le piante sono sicure che la primavera verrà, perchè noi, esseri umani, non crediamo che un giorno saremo capaci di raggiungere e ottenere tutto ciò che vogliamo?”

“Le persone cercano sempre una sicurezza, e a volte la ottengono: ma la sicurezza è già un fine, e la Vita non ha fine”

“La morte fa parte della vita. E, nonostante io sia morto più volte durante questi cinque anni, non mi è rimasto alcun segno, e il mio cuore non è appesantito da alcuna amarezza.”

“L’anima ha due poteri: il desiderio di ricercare e la capacità di lottare per questo desiderio”

“Tutte le cose sono belle, e lo diventano ancora di più quando non abbiamo paura di conoscerle e prevarle. L’esperienza è la Vita con le ali.”

“Che io non tema di fare qualcosa che nessuno ha mai fatto prima, anche se dovessi essere ferito. Lasciami essere stupido oggi, perchè la stupidità è tutto ciò che possiedo da donare stamane.”

“Non possiamo portare gli altri a capire il vero significato della vita: hanno bisogno di scoprire da soli ce alcune parti dell’albero ascendo al cielo e altre affondano nel suolo”