Io, le mie orecchie a sventola e altre decine di problemi mentali inesistenti

Quando ero piccola mi prendevano in giro perché avevo, ho, le orecchie a sventola. Ovviamente da piccola si notavano di più, per questo mia madre cercava di tranquillizzarmi dicendo che poi ci sarebbe cresciuta la testa in mezzo e loro sarebbero diventate normali. Normali proprio non lo sono diventate, diciamo che adesso hanno una grossa mania di protagonismo e sono sempre lì.
Torniamo però alla questione importante, mi prendevano in giro. “Ciao Dumbo” “Wa e che orecchie enormi” e via dicendo. Non mi sento di chiamarlo bullismo, è una parola che oggi quasi mi spaventa utilizzare, erano ragazzini e ragazzine che non si rendevano conto di ciò che facevano, era uno sfottò innocente, nella loro testa. Nella mia testa, anzi, sulla mia testa invece io avevo le orecchie a sventola, diverse da quelle delle altre ragazze, piccole, affusolate e attaccate al cranio. Le mie stavano lì eleggendosi con prepotenza a protagoniste del mio viso. Chi se ne fotte se hai il naso alla francese e gli occhi da cerbiatta, fanculo noi siamo orecchie a sventola e la comandiamo!
Ecco perché, mentre mi avvio verso i 34 anni, posso dire che per più di 20 anni della mia vita io non ho mai portato i capelli legati in pubblico.
Non è grave, insomma, ci sono ragazzine che hanno subito del bullismo serio che ha provocato in loro conseguenze serie, io ho solo risparmiato in elastici per capelli, e mollette, e cappellini e in qualsiasi altra cosa che potesse mettere in risalto le mie orecchie. I miei capelli erano sempre lunghi abbastanza da coprirle e non li legavo mai, in estate, quando mi allenavo, ad una festa, non parliamo della spiaggia poi. Mai! Quando andavo dal parrucchiere era “fai quello che vuoi, basta che non si vedano le orecchie”.

Ed è più o meno quello che gli ho detto quando sono andata a farmi sistemare i capelli per il matrimonio. Il giorno in cui ogni donna agogna la perfezione, ore di prove, sveglia alle 6 del mattino, chili di lacca e poi volete sapere com’è andata a finire? Manie di protagonismo, una delle mie orecchie è riuscita in qualche modo a farsi strada tra trecce e lacca ed eccola lì in quasi tutte le foto del mio album di nozze. Per 30 anni le ho tenute nascoste, come la mamma pazza che tiene nascosta sua figlia nella soffitta. Ricordo che una volta nello spogliatoio della palestra del liceo per un attimo misi i capelli dietro un orecchio e una ragazza mi guardò esclamando “Uà Giò, che hai fatto all’orecchio?!”. Presa dal panico farfugliai qualcosa e la ricoprì all’istante.
La questione è che vedendo quanto fosse un tasto dolente, quanto ci tenessi a nasconderle, a un certo punto anche le persone che mi volevano bene non insistevano più nel dirmi che non erano poi così a sventola.Poi un giorno faceva caldo, mi ero da poco trasferita a Milano e faceva MOLTO caldo. Quando ti trasferisci in una nuova città dove non conosci nessuno ti sembra quasi di essere in vacanza e di solito in vacanza osi quello che a casa eviti. Quel vestitino particolare, quel cappello strambo, quelle orecchie a sventola. Comunque faceva un caldo assurdo e dovevo portare giù Altair, così abbozzai una coda, guardai mio marito, all’epoca fidanzato, e gli chiesi “Sono ridicola se scendo così?” (è la domanda tipica di quando non sono convinta del mio aspetto) e la sua risposta fu “Perché mai dovresti essere ridicola, sei così carina!”. “Ma le orecchie?” gli chiesi “Sono carine pure loro” mi rispose.
Così scesi di casa.
Siete mai andati in giro con un cucciolo di Husky al guinzaglio? Un morbido cucciolo di Husky che sembra un Trudi, ma più coccoloso? E’ come se l’intero mondo si fermasse colto da un improvviso attacco di coccolosinaggine puntando verso di voi con sguardi persi nel fantastico mondo dei cuccioli, saltando all’improvviso urlando “oh mio dio!” come se l’universo stesse finendo, ma hanno solo visto un cucciolo, destinando tutta la loro attenzione a voi e solamente a voi che avete la fortuna di portare in giro un essere così infinitamente peloso. Ora prendete tutte queste attenzioni e giratele verso una che per vent’anni non ha mai legato i capelli e che in quel momento sta facendo outing con l’intero pianeta. Nella sua testa il cucciolo di Husky passa in secondo piano. Nella sua testa la gente sta provando pena per lei e le sue gigantesche orecchie.
Ma ho resistito all’istinto di sciogliermi i capelli, avvolgere la testa in una sciarpa, infilarmi un casco integrale e darmi fuoco, e ho camminato a testa alta fiera delle mie orecchie, e pure del mio cucciolo di Husky. E così ho scoperto che la gente ha altro a cui pensare che alle mie orecchie. Prima di tutto se avete un cucciolo di Husky voi non esistete, siete solo un appendice del guinzaglio in cui sono state inserite della frasi pre registrate quali “ha 5 mesi, è maschio, si chiama Altair. No Aldair, come il giocatore della Roma, Altair come l’assassino”. E poi sul serio, perché mai, con tutto il mondo che ci circonda, la gente dovrebbe essere interessata alle mie orecchie?! E anche se fosse?! Dopo 30 anni sono arrivata alla conclusione che mi piace come mi stanno i capelli legati, e che mi sono privata di questa comoda acconciatura a causa di qualche ragazzino a cui non è mai stato insegnato a farsi i cazzi suoi. “Oh si” avrei dovuto rispondere “ho le orecchie a sventola, è un tratto distintivo della mia famiglia. Qual è quello della tua, a’ facc e cazz?”. Ma non l’ho fatto e ora mi tocca guardare i tutorial della mia amica Karotina per recuperare decine di anni in cui non ho mai imparato nemmeno a farmi una treccia!

Non nego che a volte nella mia testa si è fatta strada l’idea della chirurgia plastica, mi è stato detto “Se ti serve per sentirti meglio va bene”, ma la verità è che non mi serviva per sentirmi meglio, la verità è che ci sono rimasta così male quando ero piccola, quando mi prendevano in giro, che poi sta povere orecchie le ho solo odiate e nascoste, non ci ho mai avuto un rapporto sano, non mi sono mai fermata davanti allo specchio a guardarle, a farci amicizia. Sono sempre stata fiera del mio naso, di quando mi chiedevano se lo avessi rifatto, e le orecchie? Ora le guardo, se ho il sole alle spalle sono più rosa perché ci passa la luce, sono simpatiche, guardandole bene poi non sono nemmeno così tanto grandi
e grazie a loro ho rivalutato tutto il resto.
A volte mi fermo davanti mio marito, mi metto di profilo, alzo la maglia, schiaffo le mani sulla pancia e dico “Guarda amore, guarda che bella panza, questi so due gemelli, altro che Beyoncè, se so maschio e femmina li chiamiamo Pizza e Puparuolo”.
Guardo le mie gambe e quella cellulite che inizia ad affacciarsi, ma ho iniziato a mettere i pantaloncini e i vestitini che prima non mettevo mai, sempre convinta che la gente vivesse per venire a guardare le mie gambe imperfette. Se devo scendere al volo non sento più la necessità di truccarmi perché non si dica mai che Giovanna è una che va al supermercato con le occhiaie in bella mostra o che porta a pisciare il cane sfoggiando un brufolo fresco fresco. A volte penso “Dovrei mettermi a dieta, perdere giusto qualche chilo”, ma la verità è che quando mi guardo allo specchio lentamente sto imparando a mettere in secondo piano questi difetti che fanno parte di me, e vedere ciò che sono: una donna felice.

ps E vi ho risparmiato quelli che notavano quanto le mie mani fosse viola in inverno, e che me lo dicevano convinti, come se io non ci avessi mai fatto caso. In effetti questa è un’altra storia.

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