Le origini del Carnevale

Lo scorso Halloween, come ogni anno, si sono scatenate le proteste di chi vive la celebrazione di tale festività come un’esaltazione del demonio legata alle sue origini pagane. Ho letto di mamme che ritenevano opportuno evitare che i figli partecipassero a quei festeggiamenti e che l’unico momento in cui ci si dovrebbe travestire sia il Carnevale, non solo perché festa di origine italiana (gli irlandesi festeggiamoli a casa loro), ma perché comunque legata alla tradizione della Chiesa cattolica. Effettivamente il Carnevale si presenta con una nota più allegra rispetto ad Halloween, ma mi sono posta una domanda: perché ci si traveste? Cosa c’è di cattolico in “A Carnevale ogni scherzo vale”?. Assolutamente nulla, anzi. Ma andiamo per gradi.
Oggi il Carnevale è considerato come una festa per bambini, ricco di colori, musica e scherzi, ma le sue origini sono ben più cupe e profonde.

(Alberto Angela mode on)

Il termine “Carnevale” fa le sue prime apparizioni in forma scritta verso il 1400 e pare che tragga le sue origini dal latino “carnem levare” e che quindi faccia riferimento all’obbligo di non mangiare carne per tutto il periodo della quaresima. In realtà il Carnevale ha origini ben più antiche. I Saturnalia e i Lupercalia latini e anche la festa della Navigium Isidis, romana, ma di origine egizia nella quale si vedevano sfilare carri a
forma di navi detti carrus navalis, altro termine dal quale potrebbe derivare la parola Carnevale.

Qualunque di questi riti sia l’origine del carnevale nessuno ha come unico scopo quello del travestirsi per puro e semplice divertimento. Tutte le celebrazioni in Italia, ma anche in Europa, presenti in questo periodo dell’anno, avevano le stesse caratteristiche di base dalle quali poi si è evoluto l’attuale Carnevale.
In primis si festeggiava il passaggio dall’Inverno alla Primavera. L’uomo antico ha sempre percepito in maniera importante il ciclo stagionale, difatti la maggior parte delle festività ricadono proprio al passaggio da una stagione e l’altra, ed è proprio questo essere consapevole della ciclicità della vita che fonda le basi del Carnevale.
Così come ogni anno l’Inverno lascia spazio alla Primavera, tutto  gira e torna e questo concetto  faceva dei Saturnalia il momento in cui tutto poteva essere capovolto per interrompere, per pochi giorni, il processo inesauribile di ciclicità. Nel periodo di festa quindi tutto era concesso (a carnevale ogni scherzo vale), i ruoli venivano invertiti, il povero diveniva ricco, il ricco veniva umiliato dal povero e il caos la faceva da padrone, non vi erano regole ne limiti, il ciclo naturale dell’Universo veniva interrotto e per questo i morti tornavano sulla terra sotto forma di spiriti vendicativi. Perché vendicativi? Nell’antichità si riteneva che i morti facessero parte di un mondo cupo e tetro e che non potendo tornare sulla terra odiassero tutti quelli che invece erano vivi cercando di trascinarli con sé nel loro mondo. Allo stesso tempo vi era una sorta di rispettoso culto degli antenati, i quali avevano imposto delle norme sociali e vegliavano sui vivi perché questi le rispettassero. Tale culto venne poi rappresentato nei così detti “cortei dei morti” che hanno poi preso il nome di “chiarivari” e che altro non erano che cortei di persone mascherate munite di strumenti chiassosi (tamburi, pentole etc.) che rappresentavano per l’appunto i morti, e che di solito si recavano fuori le abitazioni di persone ritenute poco meritevoli che quindi venivano pubblicamente insultate e umiliate. D’altra parte si ritiene anche che le maschere servissero non solo a rappresentare i morti, dandogli in qualche modo la possibilità di manifestarsi attraverso di esse, ma che il travestimento potesse servire proprio a difendersi dagli spiriti maligni che approfittavano del momento di caos per passare dagli inferi alla terra. 
Lo stesso Arlecchino ha in realtà origini infernali. Era infatti un demone sotterraneo il cui nome trae origine dal tedesco “Holle Konig” che significa Re dell’inferno, divenuto poi Helleking o Harlequin (la Harley Quinn di Batman trae le sue origini da Arlecchino 😀 )

Il Carnevale era quindi un momento in cui l’uomo prendeva possesso del suo destino rovesciando anche i ruoli degli dei, erano giorni in cui nulla era proibito, non vi erano rinunce, non vi erano sacrifici o regole. Una sorta di pausa sociale senza sensi di colpa. Cibo, sesso, insulti senza giudizio. Per questo le maschere non servivano a nascondere la propria identità, perché quello che succedeva a Carnevale rimaneva con il Carnevale. Ma essendo solo un periodo di transizione non poteva durare in eterno, per questo veniva eletto un Re sotto forma di fantoccio che alla fine dei festeggiamenti veniva bruciato come simbolo di ritorno alla normalità, di riconciliazione tra uomo e divinità.

(Alberto Angela mode off)

Il Carnevale è quindi una festa pagana spesso condannata dalla Chiesa in quanto abbracciava ed esaltava tutte quelle che erano le debolezze dell’uomo, (alcool, gola, sesso, volgarità), ma le cui tradizioni sono talmente radicate nella nostra cultura che la religione, pur avendoci provato, non è mai stata capace di annullare del tutto.
E’ una festa che nasce nello stesso identico modo in cui è nato il Samhain celtico divenuto poi l’attuale Halloween, durante il quale si attraversa un periodo di transizione ciclico per cui tutte le barriere vengono abbattute e le cui maschere rappresentano morti e demoni. Solo che mentre il Samhain era famoso per i sacrifici umani i nostri Saturnali lo erano per le orge 😀
Ma noi siamo sempre stati più simpatici dei Celti, alla fine loro c’hanno la nebbia e la pioggia e l’inverno che dura ventimila mesi, noi c’abbiamo il mare e il sole e pizza e mandolino e quindi i nostri morti quando tornano sulla terra portano il terrore, ma allo stesso tempo ti prendono un po’ per il culo perché tanto a Carnevale ogni scherzo vale.

 

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