Riflessioni sulla donna da spogliarellista

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Eccoci arrivati ai giorni post 8 Marzo e tutti questi commenti sulla festa delle donne mi hanno fatto ragionare.
Partiamo dal presupposto che per me la festa delle donne è un po’ una cagata. Non una cagata come alcuni dicono del San Valentino o come quelli che affermano di odiare il Natale.
Per me la festa delle donne è una cagata perché mi sa tanto di contentino, di quel giocattolo dato alla bambina rompipalle per farla stare zitta.
Che significa “ricordare le lotte e i nostri diritti”? Insomma, io trovo giusto che ci sia tipo una giornata della memoria per le vittime dell’olocausto, che se no veramente ce le dimentichiamo. Ma abbiamo bisogno di un giorno per ricordarci dei nostri diritti? Noi non siamo vittime nel senso che siamo morte e ci dovete ricordare, noi siamo vive, che i nostri diritti vengono calpestati e che ci facciamo un culo a tarallo per essere rispettate ce lo ricordiamo ogni maledetto giorno, dal momento in cui apriamo gli occhi.
Quindi per me sta storia della festa delle donne bla bla bla è na grande cazzata.
Comunque, chiarito sto concetto, arriviamo al punto.

Fino a qualche anno fa la pensavo in maniera diversa, credevo fosse una data importante e disprezzavo le donne che lo prendevano come un giorno di libera uscita per andare a zoccoleggiare.
Offendete la memoria delle donne che hanno lottato per arrivare dove siamo, offendete a destra e offendete a sinistra.
Ma la cosa che in realtà più mi faceva spostare la nervatura non era quello che le donne facevano l’8 Marzo, era il fatto che lo facessero solo l’8 Marzo!
L’ora di libertà. Mogli, fidanzate, figlie, rinchiuse tutto l’anno che l’8 Marzo escono. Come il 15 Agosto che tutti si sentono in dovere di fare qualcosa.
Perché non lo fate sempre?
Perché non festeggiate sempre il vostro essere donne?
Io festeggerei sempre il Natale. Ah se fosse possibile…penso a Babbo Natale tutti i giorni, esattamente come penso ai diritti delle donne.
Comunque, convegni di qua, convegni di la, ma alla fine chi festeggia la festa delle donne lo fa elevando al massimo la propria femminilità.
Tacchi alti, vestitini e atmosfera alla Sex&theCity…quando i toni sono pacati. Quando i Toni sono un po’ più Tammaro invece, si arriva al locale, l’alcool, gli spogliarellisti e le torte dalla forma fallica. In pratica un addio al nubilato internazionale.
Eh si, perché tutti a scandalizzarsi della festa delle donne, ma nessuno che avesse mai aperto bocca sull’addio al nubilato della moglie.
Comunque, ecco qui che partono poi i commenti del giorno dopo.
Qualche anno fa mi sarei sicuramente schierata dalla parte degli indignati, oggi mi sono un po’ rotta le palle.
Si, mi sono stancata di leggere e sentire tutti questi “cagne, troie, assetate di sesso”; “vogliono l’uomo serio e poi guardale lì” “che volgarità” “che tristezza” e via discorrendo.
Questi maschietti puritani con la cronologia di Internet Explorer più pulita della fedina penale di Papa Francesco mi fanno girare i coglioni.
Voi che state lì a sbavare su tette e culi, che distribuite cagne e troie e stronze e zoccole e puttane per tutto l’anno che pure Sgarbi si darebbe un contegno, eccovi lì, che vi ergete a difensori dei diritti delle donne che poi chi va a vedere gli spogliarelli manca di rispetto la memoria delle festa delle donne. Fatemi capire na cosa, quindi se ci vado il 9 Marzo a mangiare i biscotti a forma di pene non sono più troia? O lo sono un po’ di meno?
E poi le donne che chiamano altre donne cagne…mi fa na tristezza…si mi fa più tristezza dell’uomo scandalizzato.
“Sono queste le donne che mi fanno vergognare di essere donna”. L’unica donna che mi fa vergognare di essere donna è la Santanché, ma lei intacca un po’ il genere umano in generale.
“Io l’8 marzo mi chiudo in casa perché ovunque vai ti trattano come una cagna”…e fai bene! Fai pure due mandate alla porta che l’accalappiacani è di ronda e non si sa mai! Nessuna donna può giudicarne un’altra, nessuno può giudicare nessuno. Se una vuole fare cose che tu non faresti mai l’importante è che sia tu a sapere che non lo farai mai, disprezzare chi lo fa non ti rende migliore. Farti i cazzi tuoi ti rende migliore.

Abbiamo lottato per i nostri diritti, lo facciamo ancora tutti i giorni. Magari alcune donne oggi certe cose le danno per scontate e invece di una conferenza sulla prima donna che ha votato preferiscono un nero palestrato unto in perizoma. Ma qual’è il problema, non sono mica i Testimoni di Geova che vi vengono a bussare a casa: “Salve, siamo cagne in calore, portiamo la parola di Magic Mike, ci incontriamo la sera allo strip, posso lasciare una brochure per sua figlia, consumazione inclusa”. Loro vanno, quello che fanno saranno pure fatti loro. Anche per questo abbiamo lottato, per fare quello che ci va di fare senza essere giudicate, classificate e umiliate. Se credete che sia siano umiliate da sole, beh non credete sia sufficiente questo, invece di ribadire la vostra presa di posizione? Lo sappiamo che siete dei puritani, lo sappiamo che siete brave ragazze.

E pensateci su quando partite con le vostre frasi di repertorio.

Magari chi va a festeggiare così dell’uomo serio se ne sbatte.
Magari non è una reclusa sessuale che deve sfogare, magari la sera prima s’è fatta il vostro il fidanzato.
Magari ha una mente così leggera che se ne frega del resto.
Magari mentre lei era lì a farsi fare foto con oggetti fallici la vostra fidanzata scandalizzata era a scoparsi un altro.
Magari se vi fate un po’ i cazzi vostri campiamo tutti meglio.

p.s. non avevo mai notato che in Magic Mike c’è uno che si chiama Manganiello di cognome…

 

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