Le foto profilo e il tricolore francese

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Io di guerra e terrorismo non ne capisco niente. Non sono un’esperta di geopolitica, non sono un super comandante dell’esercito, sono solo una che ama il vintage e per questo pensa che il buonismo vada sempre di moda.
Cosa che invece non sembra piacere alla maggioranza della popolazione mondiale.
Ecco, su di un argomento un po’ di esperienza ce l’ho, e sono i social. Lo specchio più o meno distorto della nostra società.
I social sono come un matrimonio, qualunque cosa organizzerai ci sarà sempre qualcuno che si lamenta. E io oggi voglio parlare della reazione dei social. Volevo farlo con un semplice post, ma la questione si è rivelata troppo lunga. E quindi eccomi qui.

Dopo i fatti di Parigi, come dopo ogni evento di portata mondiale, tutti si sono scatenati, ed è giusto così, forse è anche meglio così. Facebook (è il social che più utilizzo) ti da la possibilità di affrontare argomenti che magari al bar con gli amici non affronteresti mai perché sei troppo impegnato a guardare le tette di quella al bancone o sei troppo ubriaca. Ma nel momento in cui dai il tuo parere, più o meno giusto, devi essere pronto a riceverne altri con i quali confrontarti, non puoi limitarti ad insultare o a dire “questa è la mia pagina Facebook e ci scrivo quello che voglio”, se questo è il tuo ragionamento, tanto vale che i tuoi pensieri te li tieni per te. Ma allo stesso tempo bisognerebbe imparare il significato di “critica costruttiva”, ma qui entriamo nel difficile mondo del saper campare e non è il caso di divagare.

Comunque dicevamo che i social si sono scatenati, partendo dalla foto con il tricolore francese.
Iniziata a girare la foto del tricolore sono iniziati i commenti di inutilità alla foto del tricolore paragonata ai vari #iostoconvale, #jesuischarlie, la foto con i colori dell’arcobaleno e così via. Segui la massa, obey, tutti uguali etc etc .
Di base è vero, vedi selfie di culi di gallina ricoperti dal tricolore francese, persone che pensano che l’Isis sia una nuova serie di Fox Crime condividere articoli dalle più disparate fonti, ma alla fine qual’è il problema? L’ipocrisia? Ne siete sicuri? Conoscete davvero quelle persone? Cosa vi fa sentire così in alto da poter giudicare una piccolo gesto rispetto al non fare nulla.
Piccoli atti di solidarietà rappresentativa sono sempre esistiti. La fascia nera al braccio del capitano di una squadra di calcio non serve a nulla, non riporta i morti in vita o la pace nel mondo, è solo un segno, un simbolo che quando lo vedi ti fa ricordare perché più che ricordare altro non possiamo fare.
E si, magari ci sono persone che si sono colorate la faccia con la bandiera della Francia, ma che non hanno mai letto un giornale in vita loro. Ma insultare tutti quelli che hanno deciso di mostrare il loro cordoglio così è un po’…un po’ come dire che tutti gli islamici sono terroristi.
Nel vostro piccolo voi state alimentando una guerra ponendovi contro altre persone, giudicandole. Se ritenete queste persone stupide, non adatte al vostro profilo Facebook, forse dovreste cancellarle invece che criticarle o semplicemente farvi i fatti vostri e campare felici così.

Altrettanto dovrebbero fare quelli che “Vi scandalizzate per la Francia senza pensare ai morti di qua e i morti di la”
L’ipocrisia, di nuovo.
Voi ci avete mai pensato?
Eccola qui, la guerra di “quali morti sono più importanti”. Qualche tempo fa io avrei detto la stessa cosa, ma poi mi sono fermata a ragionare. L’ho fatto quando la gente la su Facebook ha iniziato a fare a gara a botta di foto di bambini morti.
Il terrorismo, la guerra, sono come un cancro.
Ogni giorno migliaia di persone muoiono di cancro in tutto il mondo. In realtà non c’è bisogno di andare così lontano, probabilmente qualcuno sta morendo di cancro ora a meno di un chilometro da casa vostra. Ma nessuno piange i morti di cancro fin quando il cancro non li tocca da vicino.
Noi non ricordiamo i morti di Hiroshima, ma ci teniamo a ricordare le nostre vittime.

Per quanto triste da dire, le morti violente, le morti premature, sono una cosa normale come è normale che ogni famiglia pianga le sue perdite.
E’ giusto, giustissimo che si parli delle guerre nel mondo, che ci sia maggiore informazione, ma è difficile sentire nostro un dolore che è così lontano e bisogna essere dotati di una sensibilità estrema per condividere un’ingiustizia che noi non abbiamo mai provato.

Anche a questi  lanciatori di zizzania, portatori di critiche, campioni mondiali del “devo pormi contro la massa” io direi una cosa: sono molto più irrispettose le vostre critiche che le foto di culi di gallina con il tricolore francese. Voi portate astio dove ce n’è già abbastanza. Se la massa vi infastidisce restate in silenzio, almeno in un momento come questo, poi da domani #tutticonVale e voi potete tornare a condividere le vostre frasi del tipo “ieri non ne capiva nulla di motociclismo, oggi sta con Vale”.
Ma almeno in certe occasioni si può evitare, almeno in certe occasioni è meglio portare un segno di pace in massa che cacare il cazzo singolarmente (che poi tanto singoli non siete).

Un altro personaggio che spunta fuori in situazioni del genere è quello che ne approfitta per sparare a zero su tutte le religioni, a prescindere “questa è una merda” “dio di qua e dio di la”.
A questi ricorderei un paio di cose: 1) è per ragionamenti simili che siamo arrivati a questo 2) la guerra è sempre esistita, prima di Cristo e di Maometto, è l’uomo che è una merda.

Ed infine, a quelli che invitano alla violenza, esaltano la guerra, incitano all’occhio per occhio, invocano Putin e si stava meglio quando c’era Mussolini, a loro dico che forse c’aveva ragione Miss Italia, la guerra non basta leggerla sui libri di scuola.

Un volta si parlava dell’esistenza del diavolo, dissi che non ci credo, mi fu risposto che una delle maggiori armi del diavolo è far crede all’uomo di non esistere, che il male sia insito nella natura umana trovando così motivazioni per porci gli uni contro gli altri e non gli uni contro il male. Io non lo so se il diavolo esiste, ma se c’è è qualcosa di molto simile al terrorismo…o a Facebook.

Ora mi sono sfogata. Torno a pensare a cose inutili…anche se mi sa che non ho mai smesso. Buon lunedì.

 

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