Non sono vegetariana, evito di mangiare cose a cui potrei affezionarmi

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Già da un po’, per motivi “dietetici”, avevo limitato il consumo di carne di maiale e di bovino, nutrendomi solo di carne bianca. Sono circa dieci giorni che ho eliminato anche quella.
Non è una scelta facile. Dire di no alla carne significa dire di no al ragù di mammà, e sebbene io viva a circa 800km da mia madre, fa sempre brutto, anche a distanza, dire di no al ragù della domenica.
Significa dire di no al McDonald, e questa potrebbe essere una scelta saggia. Significa dire addio a salsiccia e friarielli, all’hamburger, al bacon, al salame, alle polpette, alle braciate e agli hotdog.
Non è semplice, per niente, ma ti ritrovi di fronte ad un bivio chiamato “coerenza” e devi prendere una decisione.
Vi faccio un esempio.
Luogo: divano di casa; Orario: indefinito. I nostri eroi hanno tre stagioni di “the Walking Dead” da recuperare. La puntata in questione è ambientata nella prigione dove i protagonisti hanno trovato dimora, coltivando il loro orticello e allevando i loro maiali. Poi una mandria di zombie distrugge tutto e allora, per distrarli, vengono immolati dei maialini.
Diciamo la verità, non è che avrebbero fatto una fine diversa se gli zombie non avessero invaso la prigione. Sarebbero cresciuti e Daryl gli avrebbe piantato una faccia in mezza agli occhi per poi metterli sulla brace. Ma chissenefrega, Rick, brutto bastardo, hai lanciato dei maialini vivi agli erranti!!
La sottoscritta è in lacrime.
In lacrime! O sono pazza o ho qualche problema, le alternative sono poche. Non sto nemmeno guardando un servizio di Report, è un cazzo di telefilm in cui uomini truccati fingono di mangiare dei maialini.
Tralasciando quelli che potrebbero essere seri problemi psicologici, qui sopraggiunge la questione morale. Che credibilità hanno delle lacrime spese per dei maialini se il giorno dopo mi faccio una bella pizza con salsiccia piccante?
Si, lo so, nel 2015 la coerenza non va più tanto di moda, ma io ho questo animo un po’ vintage che a volte viene fuori e mi spinge a fare cose strane, tipo chiedere al mio ragazzo di trovarmi l’ebook “craccato” di “50 Sfumature di grigio” perché non posso continuare a criticarlo solo per sentito dire, anche se effettivamente non mi va di spendere 10 euro per una stronzata annunciata. Ma questa è un’altra storia.
Fatto sta che ho eseguito un “innesto” nella mia stessa mente, convincendomi che non sono in grado di mangiare la carne di un animale a cui potrei affezionarmi e qui pare che gli unici animali a cui non posso affezionarmi sono ragni e scarafaggi, ma quelli mi fanno schifo. Quindi siamo apposto.
Mi ritrovo una fetta di carne di maiale davanti, ne mangio un pezzettino e capisco che ormai l’innesto è pronto. Guardo il mio ragazzo, lui ricambia lo sguardo e senza dire niente si prende la carne dal mio piatto. Più felice io e più felice lui che sa che quelle salsicce in freezer non dovranno più essere condivise.
Ora non saltate a conclusioni affrettate, la coerenza di cui parlo non è nei confronti del mondo, la mia non è la verità assoluta della serie “io sono nel giusto e voi siete dei mostri carnivori”, parlo delle coerenza che dovremmo avere nei confronti di noi stessi. Quella coerenza alla Heidi che non si sarebbe mai mangiata le caprette che le facevano ciao.
Non mi permetto di affrontare la discussione “giusto e sbagliato”. Lo faccio con me stessa ogni volta che mi ritrovo a leggere commenti a immagini “vegane” su Facebook, sotto le quali carnivori e nuovi hippies, esauriti gli argomenti, iniziano ad insultarsi.
La mia idea è che l’uomo abbia spostato di troppo i confini della naturale catena alimentare ponendosi al di sopra di essa e di tutto ciò che comprende, non come un leone nella savana, ma come le macchine evolute in Matrix, che coltivavano esseri umani in una sorta di macello futuristico.

E vista la carnagione chiara e l’aspetto malaticcio che aveva, penso che anche Neo fosse vegetariano.

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