Cammina per 10 minuti a Napoli e riceve 40 molestie, una proposta di matrimonio e un cuoppo di frittura di pesce

Nuova casa, pareti da tinteggiare, mobili da pulire e ora? Non ci vedo più dalla fame!
Ma il panino al latte con la Nutella me lo sono già mangiato e mentre lo mangiavo ho letto di una cosa che mi ha spinto a trovare un po’ di tempo per sedermi e scrivere! Evviva!!
E’ un argomento che mi è sempre stato a cuore, perché, soprattutto a Napoli, è molto difficile essere una ragazza. Per tanti motivi, ma in particolar modo perché a volte pare di vivere su una nave di soli uomini che ha preso il largo sette anni fa e tu sei la prima donna che ci mette piede. In pratica, pare che non hanno mai visto na femmina in vita loro.
Perché penso a questa cosa? Per i video viral che stanno girando sul web della tipa che cammina per strada e tutti la fischiano o le rivolgono frasi poco gentili, seppur nella loro testa non risultino tali.

Cammina per strada per 10 ore e riceve 40 molestie.

Dieci ore? Avete mai provato a fermarvi dieci minuti a Via Caracciolo? Io si, lavoravo lì  e ogni giorno andavo a trascorrere la pausa pranzo vicino al mare con un buon libro, buon libro che fu presto sostuito da un diario nel quale segnavo chi e in che modo si fermava ad importunarmi. Non è che andassi a leggere a Via Caracciolo stesa sugli scogli in bikini, me ne stavo lí per cazzi dei miei e puntualmente arrivava qualcuno. Purtroppo ho perso quel diario, ma ricordo: due tipi in una decappottabile, uno sul motorino insieme al figlio di 7 anni, un altro che, sentitosi rifiutato, mi disse che ero una scema. Al pervertito che si faceva una sega dietro l’albero capii che era il caso di cambiare zona.
Non è una grossa scoperta il fatto che una ragazza, qualunque sia il suo aspetto, non sia libera di camminare per strada senza sentirsi osservata come una stripper che fa la pole dance in tanga.

“Ciao bella”
“Posso sapere il tuo nome (o “nomo”, dipende dalla zona)”
“Dove vai”
“Vuoi un passaggio”
“Complimenti alla mamma”
“È tutta robba tua?”
“Posso farti compagnia”
“Mamma mia”
“E che ti farei ”

Tutte ci siamo sentite dire almeno una volta una frase del genere o peggio ancora, siamo state attraversate dagli sguardi a raggi x del tizio di turno che si crede sciarmante come George Clooney, mentre invece sarebbe capace di mettere in difficoltà anche Sasha Grey.
Tutte abbiamo avuto a che fare, almeno una volta nella vita, con il tipo che non si stacca di dosso, quello a cui devi fare un disegnino per fargli capire il significato della frase “sono sola e non voglio compagnia”. E tutte ci siamo trovate in quella situazione in cui lui ti guarda con disprezzo perché è così maleducato non accettare un passaggio da un tizio sul motorino mentre tu aspetti l’autobus, tutte accettano passaggi sul motorino. Mi ricordo che uno cercò anche di rassicurarmi “non ti preoccupare, non avere paura…vado piano!”
Ma soprattutto, tutte ci siamo ritrovate nella più classica delle conversazioni:

“Ciao bella, sei fidanzata?”
“Si”
“Vabbè, io non sono geloso”

La poca originalità di questa frase è direttamente proporzionale al giramento di coglioni che provoca.

Comunque, tornando agli importuni al volo, tipo quelli che ti lampeggiano in auto con la loro fidanzata seduta di fianco. Parliamone. Perché non devi essere un femminone per destare tali reazioni negli uomini (e io ne sono la prova). Basta che hai le tette, poi magari sotto puoi avere anche la banana dell’uomo nero, a loro non interessa, vedono un paio di tette e un viso senza barba e partono in automatico. Fischi, sguardi, frasi che cercano di catturare la tua attenzione.

Uh, come quelli che leggono le scritte che hai sulla maglietta. Quelli sono i più belli, cercano di impressionarti mostrandoti la loro abilità nella lettura.

Comunque, ogni volta che succede mi chiedo perché lo fanno. Per la legge del mercato, se una campagna di marketing ha avuto successo la si mantiene nel tempo, quindi significa che ci sono donne che effettivamente si conquistano così? Andando a sbattere con il motorino in faccia ad un palo perché mentre passi devi constatare se oltre al culo c’ha pure le tette?
No, credo che sia nella loro natura, come quando io sento il suono di una moto e mi giro a guardare. Loro sentono il suono della figa e devono in qualche modo rispondere a tale richiamo…che però è presente solo nella loro testa.
Perché parliamoci chiaro. Si, la questione del video è bella, ma non dimostra nulla. Più che altro se ne dovrebbe fare uno in cui ad ogni “richiamo” la ragazza in oggetto risponde con quelli che sono i suoi pensieri in quel momento.
Oh si cari ominidi,  nel momento in cui aprite bocca per lanciare il vostro richiamo sessuale, non ci state regalando una rosa dicendoci che siamo belle e che volete passare il resto della vita con noi, non state recitando Shakespeare, ci state solo dicendo che apprezzate il nostro culo e che probabilmente gradireste avere dieci minuti per mostraci quanto siete uomini.

Ora fermiamoci un attimo a riflettere su quali potrebbero essere i pensieri che attraversano la mente di una ragazza quando il tizio seduto sopra al motorino fuori alla sala scommesse le rivolge la parola:

1) Ciao bella
a) Oh mio dio, ha detto che sono bella, quasi quasi mi fermo e gli lascio il mio numero
b) Ci sarà sua mamma dietro di me
c) Accir’t
2)”Posso sapere il tuo nomo?”
a) Ma certo, se vuoi ti do anche il mio numero, è così bello che tu possa interessarti al mio nome e che non cerchi di portarmi solo a letto senza sapere niente di me
b) E una volta che l’avrai saputo? Mi intesti la tua villa al mare?
c) Accir’t

3) “Dove vai?”
a) A lasciare il mio ragazzo ora che ho visto te
b) A lottare nel fango con le mie amiche in bikini
c) Accir’t

4) “Vuoi un passaggio?”
a) Certo, mia madre mi ha sempre detto di accettare passaggi dagli sconosciuti. E sei così gentile che quasi quasi faremo anche sesso nella tua bellissima Fiat Uno
b) Ti ringrazio per l’offerta, sono solita salire in auto con gente che non conosco, ma stasera ho proprio voglia di starmene un’altra oretta sotto la fermata dell’autobus
c) Accir’t

5) “Complimenti alla mamma”
a) Oh che carino, grazie, se vuoi ti lascio il mio numero, a mia madre farà proprio piacere
b) Povero papà, nessuno lo caga mai
c) Accir’t

6) “È tutta robba tua?”
a) Ma certo, ti piace? Andiamo dentro che ti faccio vedere che sul serio è tutto mio!
b) No, i capelli sono tinti, le unghia sono finte, le sopracciglia sono tatuate e le tette le ho prese in saldi dal cinese giù la strada
c) Accir’t

7)”Posso farti compagnia”
a) Grazie, mi sento così sola e indifesa, ho proprio bisogno di uno sconosciuto che mi faccia compagnia su questa strada di sera, ti ringrazierò con del buon sesso
b) Certo, ho le cuffiette, ma sono spente, e questo libro lo tengo solo per fingere, in realtà non so leggere, meno male che l’hai capito
c) Accir’t

8) “Mamma mia”
a) Gli ricordo sua madre, che carino! Ora mi fermo e lo vado a conoscere
b) Mamma mia mamma mia mamma mia let me go!!!
c) Accir’t

9) “E che ti farei”
a) Cosa? Fammi vedere, sono curiosa!
b) Io ti prenderei a calci in bocca
c) Accir’t

 

 

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