Odiare con positività

 

Per quanto ti possano dire che è sbagliato, negativo e distruttivo, odiare è bello. Non come amare, ma altrettanto naturale. Per questo, anche se non lo cerchiamo, troviamo sempre l’odio. In tutte le sue più disparate forme.

Esattamente come l’amore, lo schifio ci aiuta ad apprezzare di più noi stessi.

Non ha la stessa potenza, l’odio vero, quello in grado di raggiungere il potere del vero amore è raro, o per lo meno ci sforziamo perché sia tale, spinti dell’evoluzione che ci ha insegnato che odio è brutto. Quello più comune, parecchio comune, è appunto lo schifio, che può essere basilare come quello che ho provato per la tipa seduta qui di fianco che ha poggiato le carte che ha trovato sul suo tavolino sul mio tavolino convinta che io non la stessi guardando, o lo schifio complesso, lo schifio full contact all inclusive, per uno che già lo vedi e pensi che lo schifi, poi lo senti parlare e pensi che lo schifi ancora di più. Schifio a prima vista, un colpo di clava più che un colpo di fulmine.

Quindi non parlo dell’odio semplice, tipo quello nei confronti della squadra di calcio che ha appena fregato il secondo posto in classifica alla tua squadra del cuore. Parlo di quell’odio rivolto a quelle persone che quando le guardi pensi “ecco il tipo di cristiano che io non vorrei mai essere” quello che riesce a stimolare ogni sinapsi del tuo cervello girandole come un interruttore che spegne direttamente la tua pazienza.

In certi casi non è colpa dell’odio che ti porti dentro, sono proprio loro che sono dei coglioni che pure il DalaiLama dovrebbe contare fino a dieci prima di mandarli a fanculo.

Eppure, anche se questi personaggi riescono in un niente ad annullare i risultati di anni e anni di autocontrollo intossicandoci il sangue, non possiamo far a meno di tornare con la mente a quanto siano odiosi e che soddisfazione deriverebbe nel riuscire a sfanculizzarli, magari in presenza di telecamere in diretta mondiale.

Il bello dell’odio.

Quando ami pensi a che bella soddisfazione sarebbe rendere felice l’oggetto del tuo amore.

Quando odi pensi a che bella soddisfazione sarebbe rendere infelice l’oggetto del tuo odio.

Poli opposti, stesso luogo di nascita.

 

Ma l’odio ci aiuta, ci fa sentire migliori ed esattamente come speriamo che il tipo che ci piace sia nel locale dove stiamo andando a ballare, speriamo che il tipo che odiamo ci sarà alla prossima riunione, per toglierci qualche soddisfazione, per vederlo cadere, per sfidare lui e noi stessi, per avere un motivo in più per odiarlo.

Perché odiare ci piace, per questo amiamo tutti quei film in cui il cattivo non solo è cattivo, ma è pure antipatico, tipo Malfoy con Harry Potter, perché ci sentiamo pienamente liberi di schifarlo senza pensare che magari è cattivo perché da piccolo il papà lo picchiava con la bacchetta magica, ma è cattivo perché è proprio infame e quindi vai con l’odio libero.
Quando lo sfigato di turno vittima dei bulli della scuola scopre di avere i superpoteri e li mette tutti ko, la soddisfazione che proviamo deriva dall’odio che abbiamo sviluppato nei confronti dei suddetti antagonisti.

L’odio, in piccole dosi, può darci una marcia in più e renderci competitivi, ma è bene stare attenti, se dopo una settimana ancora facciamo piani di vendetta, è il caso di iscriversi in palestra e prendere a pugni un bel sacco 😉

 

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