Psicologia di una traditrice


Esistono due tipi di donne che tradiscono. Le stronze e le infelici. Lo dico per esperienza.
Prima di tutto bisogna dire qualcosa sul tradimento. C’è il tradimento “Oh mio dio ero ubriaca, che cosa ho fatto” e il tradimento “mio marito non torna mai a casa prima delle 8”.
Il primo è quello che capita per una serie di ragioni poco chiare rese ancora meno chiare dall’alcool. Quel tradimento che già mentre lo stai solo immaginando ti senti in colpa e che il giorno dopo cerchi di cancellare dalla tua vita bruciando i vestiti che indossavi e formattando la memoria del cellulare dove avevi addirittura segnato il suo numero. E’ il tipo di tradimento che in futuro definirai errore, perché sei dannatamente innamorata del tuo partner e quindi non riesci a capire cosa cazzo di passava per la testa. E’ il tradimento che non ci interessa.
Quello di cui invece mi va di parlare è il secondo. Il tradimento intenzionale, ripetuto e durevole, quello che mentre lo fai ti fa stare meglio di quando stai con il tuo ragazzo, con il quale stai male perché non solo state a problemi, ma anche perché mentre ci sei insieme pensi che lo tradisci. Se la coscienza non è un optional questo pensiero dovrebbe farti stare male. Dovrebbe.
Quindi, sei fai parte del secondo gruppo delle traditrici incallite, ci sono due motivi per cui lo fai. O sei stronza o sei infelice.
Non lo dico per giudicare o perché magari ho letto libri o articoli su Donnamoderna.
Lo dico perché mi sono ritrovata ad ascoltare varie teorie sul perché si tradisce e allora ho cercato di farmene una anche io, di teoria.
La prima conclusione a cui sono arrivata è che, poco ma certo, il tradimento non è la soluzione ai problemi, ma ne è un sintomo. Esattamente come una droga.
C’è il tossico che si fa perché la coca gli fa dimenticare i suoi problemi, solo che quando l’effetto passa non solo se li ricorda, ma ci deve aggiungere pure la coca tra i suoi problemi (l’infelice).
E c’è quello che vive na favola, senza preoccupazioni, ma sniffa giusto perché gli piace (la stronza).
In entrambi i casi c’è comunque una dipendenza.
Nel caso della donna che tradisce la dipendenza non è la coca, cioè l’amante, ma a questo punto è il fidanzato!
L’infelice tradisce perché la sua relazione non va più bene, non è più innamorata o non si sente più amata, o magari non lo è mai stata.
La stronza tradisce perché le va, perché le piace essere cacciatrice, o le piace essere corteggiata o semplicemente perché la sua vagina ha bisogno di un pene diverso da poter abbinare ai suoi outfit stagionali, come un paio di scarpe.
Entrambe hanno un problema. Entrambe sono fidanzate. Ed entrambe non riescono a farne a meno.
E’ così difficile privarsi di quell’unico punto fermo della propria vita, è difficile pensare di lasciare una persona, anche se non l’amiamo. Quindi preferiamo cornificarla. Ma tenercela buona.
Tradire è sintomo e conseguenza di qualcosa che non va, nella nostra relazione o nella nostra vita. Non c’è nulla di sbagliato nel non amare il nostro partner o nell’essere uno spirito libero. Quello che ci porta nel torto è mantenere una relazione senza sentimento nella paura di perdere le nostre abitudini, o semplicemente impegnarci con un’unica persona quando invece siamo vogliose di cambiamenti.
Quello che ci porta nel torto è la paura di rimanere sole, per un giorno, un mese o tutta la vita.

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