Pianura come Scampia?

 

Droga, armi, omicidi di camorra, blitz dei Carabinieri. Non è Scampia, è Pianura, da oggi sorvegliata speciale. Sorvegliata speciale per evitare che questi avvenimenti raggiungano i livelli dell’ormai famoso quartiere, il cui nome è arrivato alle orecchie di tutti in Italia, nel mondo, come una delle più grandi piazze di narcotraffico in Europa. Il narcotraffico e tutte le sue conseguenze.

E ora, dopo quel drammatico periodo della così detta “emergenza spazzatura”, Pianura torna a far notizia a livello nazionale per fatti di cronaca che questo territorio già martoriato e in fase di rinascita, davvero non merita.

All’inizio erano piccoli casi di piccoli spacciatori, i soliti, i piccoli mali. Piccoli mali che nell’ultimo anno sono diventati sempre più frequenti e che spesso hanno coinvolto donne. Piccoli mali che hanno iniziato a mescolarsi con i grandi fatti di cronaca, piccoli male divenuti sintomo di un’infezione che lentamente si sta espandendo.

Gennaio 2012, Pianura, viene arrestata una donna di 78 anni la cui casa, protetta da tecnologiche telecamere, era diventata un via vai di tossici. La donna aveva addosso quasi 10mila euro, frutto della vendita di stupefacenti.

Stesso periodo, stesso quartiere, viene arrestata una donna di 28 anni per spaccio di hashish e extasy. Come la nonnina, anche lei utilizzava la sua casa come luogo di ritrovo. Viveva con i suoi due bambini.

Marzo 2012, la polizia arresta in flagrante un ragazzo di 21 anni che utilizzava come base l’androne del suo palazzo. Al momento dell’arresto una scena classica, i suoi coinquilini lo difendono cercando di sottrarlo alle mani degli agenti di polizia.

Ancora Marzo, ancora una donna, 59 anni, incensurata. La sua casa fungeva da deposito e luogo di spaccio.

Maggio 2012, una giovane donna di 22 anni viene trovata in possesso di 4kili di hashish, una pistola e relative cartucce.

Agosto 2012, viene arrestato a Pianura Alfredo Vigilia, 45 anni, pluripregiudicato ai vertici del clan Grimaldi per il quale gestiva lo spaccio di droga.

Maggio 2013, in un agguato 3 uomini scaricano circa 20 colpi di arma da fuoco su Bruno Alfonso, pregiudicato affiliato al clan Mastella-Pesce.

Fine Maggio 2013, di fianco ad una scuola materna, nascosti in un cunicolo, i Carabinieri sequestrano una pistola Smith & Wesson, 600 munizioni di vario calibro e due giubbotti antiproiettile in kevlar, il tutto riconducibile al clan Mastella-Pesce.

Giugno 2013, altra donna, 26 anni, incensurata, gestiva la sua piccola piazza per lo spaccio di droga all’interno della sua abitazione.

Sempre Giugno, i Carabinieri arrestano due uomini che confezionavano la droga protetti da 3 porta blindate, 2 barriere di metallo e 2 grate, più diverse microtelecamere di sorveglianza.

Fine Giugno, Fosco di Fusco, legato al clan dei Lago, viene freddato sotto il suo palazzo a Pianura.

Luglio 2013, di nuovo una donna incensurata in possesso di grosse dosi di marihuana a cocaina che spacciava nel suo appartamento.

Stesso mese, blitz dei Carabinieri a Pianura, durante il quale vengono arrestate 22 persone con l’accusa di associazione a delinquere di stampo mafioso, narcotraffico, detenzione illegale di armi comuni e da guerra, ricettazione ed estorsioni. Tra gli indagati, oltre ad alcuni esponenti del clan Lago, anche alcuni membri dell’elite del clan Marfella con i quali i Lago avevano intrecciato i loro rapporti.

Era invece, con molte probabilità, legato al clan Mele il ventiseienne il cui cadavere è stato ritrovato il 15 Luglio nella campagne della contrada Spadari, ucciso da un proiettile che gli ha perforato la mascella.

Piccole pedine controllate da grandi giocatori. Giocatori che sanno esattamente quale campo di gioco scegliere. Affidano i loro affari alle donne, chi può sospettare di una ragazza con due figli, chi può pensare che possa spacciare droga in casa mentre i bambini giocano nell’altra stanza. Si fanno scudo con la disperazione altrui, traggono guadagno dalla miseria che li circonda vendendo altra miseria in cambio di soldi.

Pianura, un quartiere che boccheggia per restare a galla, ma che qualcuno cerca di tenere sott’acqua. Le istituzioni dall’alto la spingono giù, la malavita dal basso la tira verso di sé.

Eppure continua a combattere, continua a nuotare, a cercare appigli, a sperare in qualcuno che le tiri un salvagente, pronta a dimostrare il suo vero valore, l’orgoglio che la sua gente onesta porta nel cuore, perché più maltrattano le cose che ami, più le ami.

 

– Sale slot e scommesse, il business che non muore mai
– Tutti vogliono un pezzetto di cultura italiana, tranne l’Italia.
– Le sigarette elettroniche fanno male?


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

INSTAGRAM