La truffa delle finte escort, le mie scuse

Purtroppo ho dovuto “censurare” alcuni dati presenti nel mio articolo “la truffa delle escort on line” per aver violato la privacy dell’intestataria delle carte Postepay tramite le quali vengono messe in atto le truffe delle finte escort . In effetti devo porgere le mie scuse a tale donna che mi ha scritto di aver denunciato l’esistenza di queste due carte ricaricabili ben QUATTRO anni fa, ma a quanto pare le Poste sono lente anche nel bloccare due carte pre-pagate.

Non ho nessuna prova che le carte postepay siano legate direttamente a lei, cioè che sia lei ad utilizzarle. Ma come le ho scritto lascio a sua disposizione il mio blog per avvisare le probabili vittime di questa ignobile truffa e quindi invitare a non effettuare pagamenti su carte Postepay registrate a suo nome. Purtroppo, per privacy, non vuole che il suo nome e il suo codice fiscale vengano riportati.

Se dovesse cambiare idea resto a sua disposizione, e , come mi ha fatto giustamente notare, ho inviato la segnalazione alla Polizia Postale, l’organo che deve occuparsi di queste indagini.

Riporto di seguito il suo messaggio che è stato anche da lei pubblicato sulla mia pagina Facebook e la mia risposta.

 

Buonasera mia cara” scrittrice” , tramite un “amico” ho trovato l’articolo che ha scritto sul mio conto , inanzitutto le premetto che ad effettuare indagini ci pensa la polizia postale e non di certo una pseudo scrittrice come lei , tra l’altro ha inserito i miei dati personali assieme alle sue iillazzioni e potrei denunciarla per questo , credo proprio che lo farò , ho già parlato con il mio avvocato in quanto non ci sono prove su ciò che scrive e non ci sono prove che la persona ad operare in questo modo sia io o altra persona ,dato che ho denunciato 2 carte postepay circa 4 anni fa ,mi chiedo come si permette di giudicare o fare illazzioni senza prove di ciò che asserisce le ricordo che la menzogna o la diffamazione sono un reato abbastanza grave , per cui le intimo di togliere i mie dati personali quali , nome e cognome , codice fiscale e indirizzo dal suo blog in quanto violano la mia privacy e non mi risponda che google dà queste informazioni, in quanto anche il signore che ha scritto l’articolo su il mio percorso di mi MANDA RAI TRE è gia stato denunciato per uso illecito di dati sensibili , e mi ha risarcito a livello monetario ,in quanto mi aveva creato danni morali non indifferenti ,come vede sono stufa di persone come lei che credono a tutto ciò che leggono , senza pensare che da delle supposizioni si accusano persone che non hanno a che fare con i fatti reali e disturbano elle stesse , fino qui sono stata gentile in seguito non lo sarò. buonaserata”
“Gentile signora *****, mi dispiace che lei non gradisca il mio stile e mi rendo conto che forse il mio è solo un misero blog, ma purtroppo pare che in questo periodo Marco Travaglio sia parecchio impegnato, altrimenti avrebbe di sicuro preso a cuore tale questione.
Come può appurare ho avuto cura di sostituire i suoi dati come da lei richiesto, anche se, prestando più attenzione nella lettura, si sarebbe accorta che il codice fiscale era già riportato incompleto.
Se il suo avvocato ha parecchio tempo da perdere gli consiglio di fare un giro in rete e minacciare di denuncia tutti quelli che dicono di essere stati vittime di truffa tramite carte postepay intestate a lei. A tal proposito, seppur solo una pseudo scrittrice, le metto a disposizione il mio blog per mandare un messaggio a chi rischia di cadere vittima di chi evidentemente sta truffando anche lei. Se ha denunciato le carte postepay 4 anni fa sarebbe anche il caso di fare un passaggio alle Poste, magari insieme al suo avvocato, perché di solito in seguito ad una segnalazione simile le carte vengono bloccate anche istantaneamente.
Mi permetto anche di dirle che se il suo nome è stato utilizzato così spesso in azioni poco chiare e legali è il caso di prendere provvedimenti.
Spero che la polizia postale potrà esserle d’aiuto.
Buonagiornata.”

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