“”Uomini che odiano le donne” di Stieg Larsson

 

Ci ho messo un po’ di tempo a finirlo, parecchio tempo, ad un certo punto ho pensato anche di lasciarlo a metà, ma non rientra nel mio regolamento da “lettrice incallita” e quindi ho preferito farmi forza e leggerne poche pagine a sera, che per 676 pagine significa impiegarci tanto tanto tempo.

Il libro ovviamente è bello. Inizia con due storie principali che sembrano solo sfiorarsi per poi intrecciarsi e unirsi alla fine. La prima è quella del giornalista Mikael Blomkvist, appena sopravvissuto ad un processo che lo ha dichiarato colpevole di diffamazione nei confronti di un grande uomo d’affari. A Mikael viene richiesto, in cambio di un’ingente somma di danaro, di indagare sulla scomparsa di Harriet Vanger, nipote di Henrik Vanger, potente industriale svedese, scomparsa da trent’anni in modo misterioso.

La seconda storia è quella di Lisbeth Salander, hacker sociopatica abilissima nello scoprire i segreti più nascosti al servizio di una agenzia di sicurezza e investigazioni private. Lisbeth viene ingaggiata dall’avvocato di Henrik Vanger per avere quante più informazioni possibile su Mikael Blomkvist per assicurarsi che sia la persona giusta per indagare sulla scomparsa di Harriet.

La prima parte del libro, cioè le prime 350 pagine, mi hanno lasciata un po’, come dire, a tratti annoiata a tratti scioccata. Metà del racconto infatti serve da preparazione. Mikael si trasferisce in questo paesino in culo al mondo, su di un isolotto abitato essenzialmente dai membri della famiglia Vanger e allora inizia tutta una parte in cui sembra di leggere il catalogo di Ikea, piena di nomi complicati con una descrizione minuziosa dei vari componenti di questa grossa famiglia, cosa fanno nella vita, cosa hanno fatto nel loro passato, a chi erano figli e quanti figli hanno, nipoti e amanti per concludere con chi schifa chi e chi va d’accordo con chi. Una sorta di Beautiful svedese versione ospizio, visto che il più giovane c’ha cinquant’anni.

Nel frattempo Lisbeth subisce violenze sessuali da parte dell’avvocato suo tutore. Ora, non è che l’autore si è limitato scrivere “abusò di lei” o “la violentò” o cose simili, che già di per sé racchiudono quanto di più brutto possa esserci per una donna, no. Scende nei particolari, particolari raccapriccianti che tu donna vorresti picchiare lo scrittore solo per aver pensato di scrivere cose del genere. E’ vero che nel mondo esistono sul serio uomini che godono nel fare certe cose, ma le scene descritte nel libro sono totalmente fini a se stesse, senza nessuna ripercussione nella storia, giusto per. Ed ecco che il mio interesse per il libro è calato. Ma poi ho visto la pila di “librichevoglioleggere” crescere sempre di più e allora, complice anche la mia permanenza a Milano, sono riuscita a divorare le ultime trecento pagine in tre giorni, che poi è stata anche la parte più movimentata e veloce, quella della soluzione dell’enigma.

Certo ci sono tremila argomenti, storie e sottostorie che volendo ci potevi fare uscire tre o quattro libri l’uno indipendente dall’altro. Tra il giallo, il trhiller, l’inchiesta giornalistica, la frode economica e lo sfondo religioso io a un certo punto mi sono persa, anche se, ripeto, molte cose le mette lì giusto per mettercele, poi dopo un po’ puoi tranquillamente dimenticartele ma forse la mia è solo invidia perché non sarei mai in grado di scrivere una cosa così articolata!

Ma devo dire che una cosa mi ha delusa. Dal titolo pensavo che la questione de “Gli uomini che odiano le donne” fosse affrontata in maniera più sociale, che il movente fosse affrontato da un punto di vista più “Impegnato”. Invece no, tutto si riduce ad un normalissimo…e vabbè non ve lo dico.

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