“Nora” the making of :D

E’ andata più o meno così.
Ho iniziato a scrivere “Nora” non so nemmeno io perché, mi andava di scrivere e questo è il motivo per cui spesso scrivi, o disegni, o suoni uno strumento o vai in giro ad ubriacarti. Perché ti va.
Smisi di lavorarci perché il lavoro e il fidanzato non me lo permettevano. Il lavoro non mi dava tempo, il fidanzato diceva che ero brava, ma non riusciva a distinguere la realtà dalla fantasia ed era convinto che tutto quello che facesse Nora fossero cose che stavo facendo anche io. Ma questi sono dettagli 😀
Lasciai il lavoro per seguire un corso di Grafica e Design, che però era solo la sera, quindi il giorno avevo tutto il tempo per scrivere. Quindi durante l’ultimo mese di convivenza scrivevo, tanto.
Finito il lavoro finì anche il fidanzato e finì anche “Nora”.
E’ strano perché poi ti ritrovi che hai scritto un libro, ma infondo hai vergogna di farlo leggere agli altri, quindi una volta che lo hai finito stai lì e pensi “e ora che me ne faccio?”. Cioè, bello, wow, ho scritto un libro, dove lo trovi? No, no, in libreria no, c’è una bella cartella sul mio computer protetto da password, puoi leggerlo lì.
Il primo step fu quindi quello di convincermi ad abbattere le barriere architettoniche del mio cervello e ascoltare i pochi “fortunati” a cui avevo fatto leggere qualcosa che non facevano altro che dire “apriti un blog, apriti un blog”. E lo feci.
Pubblicai “Nora” a puntate sul blog e devo dire che pareva piacesse.

Il blog sta qui da più di due anni ormai, esattamente quanto “Nora” è rimasta nel mio pc e quanto è durato il mio periodo da single.
Dopo nemmeno un mese da fidanzata ero talmente sicura della mia relazione che alla sua richiesta di leggere il libro che avevo scritto dissi “ok” e glielo mandai. Lo lesse due volte e poi mi disse “lo devi pubblicare”.
Non credevo che fosse all’altezza di essere pubblicato, era solo un romanzetto. Certo, a volte ti ritrovi a leggere titoli pubblicati da grandi case editrici che veramente ti fanno cadere le braccia, comunque perché non provare.
La forza dell’amore.
Con lui mi sentivo forte, sapevo che a ogni casa editrice che mi avesse detto di no, lui mi avrebbe dato una motivazione per andare avanti o mi avrebbe aiutata ad entrare nell’ottica “almeno ci hai provato”.
Arrivò il primo no, ma fu più colpa mia che di “Nora”. Totalmente estranea al mondo delle case editrici non mi resi conto che alcune i romanzetti proprio non li prendono in considerazione.
Poi arrivò il gruppo Albatros che comprende anche la casa editrice Vertigo, cioè è sempre la stessa casa, hanno solo diversi modi per prenderti per il culo. Ti arriva a casa questa busta piena di depliant e una lettera bellissima in cui ti dicono che il libro è stato valutato positivamente e sarà pubblicato e pubblicizzato e bla bla bla, tu sei emozionata, già salti di gioia, addirittura ti mandano già il contratto da firmare, quando alla fine leggi che c’è un obbligo di acquisto di 2.257,50 eurozzi e finché non li cacci col cazzo che ti pubblicano il libro. A queste case editrici, insieme al manoscritto è bene mandare anche un estratto del conto corrente per giudicare se anche quello è idoneo alla pubblicazione.
p.s. di queste lettere pompose me ne sono arrivate due, una a nome Albatros e una Vertigo.
Ma sono andata avanti.
Una spinta in più me lo diede anche intervistare per il “Corriere di Pianura” una ragazza, Antonella Sgueglia, che stava per uscire con il suo primo romanzo “A scuola con portamento”.
Mi aiutò davvero tanto, prima leggendo il libro e poi consigliandomi la casa editrice con cui aveva pubblicato il suo romanzo, la Montecovello.
Ed eccomi qui.
Quando mi è arrivata la mail in cui la mia editor diceva che il libro era bello e sarebbe stato proposto per la pubblicazione ho mantenuto la calma, dopo la delusione Albatros/Vertigo non sentivo di voler gioire.
Ma dopo un mese è arrivata una telefonata e mentre ero al telefono la proposta di contratto è comparsa nella mia casella mail.
Solo in quel momento ho festeggiato.
La settimana scorsa ho dato l’ok alla bozza e stamattina stiamo lavorando sulla copertina.

Non mi illudo, il libro potrebbe essere una cagata mostruosa, vendere 25 copie e fermarsi lì.
Ma mai potrò dire di aver fallito.

 

– Infilati il casco e andiamo a tagliare un pò il vento

– “Nora”

 

 

[…to be continued…]

 

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