L’invasione della sigaretta elettronica

Avete fatto un giro per il nostro bel quartiere ultimamente? La crisi porta sempre più commercianti a chiudere bottega eppure i loro locali restano sfitti per poco tempo. Arrivano i muratori e i pittori, un po’ di polvere qualche martellata e in breve le saracinesche sono di nuovo aperte. E voi state lì a chiedervi cosa mai ci sarà, mettendo da parte l’idea di un supermercato di cui ormai Pianura è satura. Ma potrebbe esserci magari un negozio di abbigliamento, o di articoli etnici, una profumeria, un’erboristeria, una libreria, un negozio di giocattoli.

No, perché, per quanto riguarda le attività commerciali, Pianura ama essere aggiornata e seguire le mode, e come, quando va un paio di scarpe, tutti indossano quello stesso paio di scarpe, così nel nostro quartiere ci sono i boom. Qualche anno fa chiudeva una panetteria e si apriva un punto vendita di un qualche gestore telefonico, era più semplice trovare un telefonino marchiato Tim che uno sfilatino fresco.

Poi si è iniziato con le sale scommessa, Bet a destra e sinistra, perché così, i soldi risparmiati con il nostro nuovo abbonamento telefonico li potevamo investire in slot e scommesse sportive.

Dopo le sale scommessa sono arrivati i cinesi. Cioè, loro ci sono sempre stati, nascosti, in qualche negozietto ricavato da uno scantinato, ora hanno i locali commerciali più grandi sul territorio, come un franchising, il Made in China shop.

E a proposito di franchising e made in China, il nuovo boom tra le attività commerciali pianuresi e non solo, è la sigaretta elettronica.

Negli ultimi cinque mesi c’è stata la vera e propria invasione della così detta e-Cig.

Ovunque, quasi più dei cinesi.

Quindi, tirando le somme, ci piace comunicare con il cellulare all’ultima moda, scommettere e giocare alle slot, ci piace fumare e poi restiamo senza soldi e andiamo a comprare dai cinesi.

Ma torniamo sulle sigarette elettroniche.

Il boom non è solo nel nostro quartiere, ma a livello mondiale.

Si stima che, sul territorio italiano, ogni settimana vengano aperti venti nuovi punti vendita, per un giro d’affari di circa cento milioni di euro. Negli Stati Uniti tra un paio d’anni, il ritorno economico della sigaretta elettronica potrebbe essere di almeno un miliardo di dollari.

Ma è solo un boom? Una volta provata la gente continuerà ad usarla? Diventerà sul serio indispensabile come il telefonino?

(to be continued…)

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