“Trattato sulla tolleranza” di Voltaire

Non è un libro semplice, non per me almeno. Non per l’idea di base, ma per gli svariati cenni storici che si rincorrono nelle sue 130 pagine, rendendo alcuni capitoli praticamente inutili per mia testolina vuota,  che con nomi, luoghi e date ha sempre avuto non po’ di problemi. Ma filtrato dai vari paragrafi e capitoli storici traboccanti di nomi francesi, fatti realmente accaduti, e personaggi di cui ignoro la natura, “Trattato sulla tolleranza” e un libricino che tutti dovrebbero leggere almeno una volta, i cui concetti moderni sono espressi in modo semplice affrontando una visione della religione attuale, nonostante Voltaire non faccia altro che riprendere quelli che erano gli insegnamenti basilari tramandati da Gesù e poi reinterpretati a proprio uso e consumo dalla Chiesa nel corso dei secoli.

In una prima parte Voltaire affronta proprio la storia della tolleranza partendo dai greci, fino ai romani per poi arrivare a quella dei cristiani e delle persecuzioni subite, rileggendole da un punto di vista obbiettivo ripulendole da tutte le bugie create nella storia per vittimizzare i quelli che furono chiamati poi martiri.
Di seguito dà quella che è la sua opinione sul significato di tolleranza e sugli eventi che nel corso della storia l’hanno messa da parte in nome di Dio. Voltaire si definisce un buon cristiano, ma non per questo, dice, è costretto a condividere le azioni passate della Chiesa quando è Dio stesso a condannarle. Ci tiene a citare le parole stesse di Gesù o alcuni estratti della Bibbia per dare valore alle sue tesi secondo le quali nessun dio ha mai detto “non uccidere il prossimo tuo a meno che non la pensi in modo diverso da te”.
Sembra che il fanatismo, da un po’ di tempo irritato per i progressi della ragione, si dibatta con più rabbia sotto i colpi di questa.”

“Non cercate di turbare i cuori e tutti i cuori saranno vostri”
“Il miglior mezzo per diminuire il numero dei maniaci,se ne rimangono, è affidare questa malattia dello spirito al regime della ragione, che lentamente, ma infallibilmente illumina gli uomini”

“L’umanità lo richiede, la ragione lo consiglia e la politica non puó averne timore”

Il diritto naturale è quello che la natura indica a tutti gli uomini […] il diritto umano non può in nessun caso fondarsi che su questo diritto di natura; e il geande principio, il principio universale dell’uni e dell’altro, è su tutta la terra: non fare ciò che non vorresti sia fatto a te.
Più la religione cristiana è divina, meno si addice all’uomo di imporla; se Dio l’ha fatta, Dio la sosterrà anche senza di voi.
Egli ci insegnava che la vera forza, la vera grandezza, consistono nel sopportare dei mali sotto i quali la nostra natura soccombe. Vi è un coraggio estremo nel correre alla morte temendola.”

Tu non ci hai dato un cuore perchè ci odiassimo, nè delle mani perchè ci strozziamo
La natura dice a tutti gli uomini: vi ho fatto nascere deboli e ignoranti, affinché vegetiate alcuni minuti sulla terra e la ingrassiate con invostri cadaveri. Poiché siete deboli, aiutatevi reciprocamente, poiché siete ignoranti, reciprocamente illuimnatevi e sopportatevi.”

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