“Vita di Pi” di Yann Martel

Sono decisamente sentimentale ed istintiva, per questo quando ho visto il trailer del film tratto dal libro “Vita di Pi” ho stabilito che sarebbe stato un grande film.
Ovviamente, come sempre accade, sommersa nella mia profonda ignoranza, ignoravo, per l’appunto, dell’esistenza del libro. Così, quando nel periodo natalizio, durante la mia solita passeggiata per negozi, l’ho visto lì, ovviamente con la copertina che riprendeva la locandina del film, mi sono fermata e senza nemmeno sapere di cosa parlasse l’ho comprato, impacchettato e messo sotto l’albero. Era il mio regalo di Natale da me a me. Come ogni anno.

Il film poi l’ho visto, ed è stato speciale per diversi motivi. Ma non è del film che voglio parlarvi, ma del libro, che finalmente, messo da parte “Il lupo della steppa” di Herman Hesse, sono riuscita a terminare.

Ora ovviamente avendo visto il film la mia immaginazione se n’è stata lì rinchiusa nelle immagini abilmente messe insieme dal Ang Lee, ma non importa, perché la forza di Pi va oltre ogni immagine o effetto speciale.

Piscine Molitor Patel è un ragazzino indiano ed è destinato ad avere una vita differente, infondo già il solo fatto di portare il nome di una piscina di Parigi lo rende diverso dagli altri bambini che amano prenderlo in giro, fino al giorno in cui, cambiata scuola, Piscine ha la possibilità di ricominciare daccapo e diventare per i suoi nuovi compagni “Pi”.

Pì ama dio, dio in tutte le sue forme e manifestazioni. Indù per “nascita”, Pì incontrerà poi Gesù ed infine Allah seguendo i riti di tutte e tre le dottrine.

Pì ha sedici anni, suo padre gestisce uno zoo e la sua vita è ricca di poesia, amore e fede, fino al giorno in cui la sua famiglia decide di vendere gli animali dello zoo e trasferirsi in Canada.

Durante il lungo viaggio il mercantile che trasporta loro e gli animali verso una nuova vita affonda in misteriose circostanze. Nessun sopravvissuto. Nessuno a parte Pì, una zebra, un orango e una iena. Tutti sulla stessa scialuppa di salvataggio. Ma nessuno dei quattro immagina la presenza di un altro ospite, Richard Parker, una tigre del Bengala adulta.

In breve i sopravvissuti al naufragio diventano due, Pi e la tigre. Ma Pi, nonostante la sua giovane età, ha lo spirito di un guerriero, e soprattutto, ha fede. Una volta realizzato che le probabilità di essere salvato in breve tempo sono scarse capisce che l’unico modo per andare avanti è sopravvivere e per sopravvivere non è sufficiente restare a fissare l’orizzonte in attesa di una nave, soprattutto se sei su una scialuppa di salvataggio con una tigre di duecento chili.

Allora inizia ad imparare, imparare a pescare, a proteggersi dal sole, a gestire una tempesta, a distillare acqua dolce e ammaestrare Richard Parker.

Odia quella tigre, ma sa che è lei la sua forza, sa che senza di lei non sarebbe andato avanti più di un giorno. Odia quella tigre che riduce i suoi spazi di vita già minimi, ma la ringrazia per tenere viva in lui la paura e la speranza.

Richard Parker è l’anima guerriera di Pì.

“Se la morte è così attaccata alla vita non è per necessità biologica, ma per invidia. La vita è così bella che la morte se ne innamora, un amore possessivo e geloso che afferra tutto quello che può”

“Scegliere il dubbio come filosofia di vita equivale ad eleggere l’immobilità a proprio mezzo di trasporto”

“L’anima individuale tende verso l’anima del mondo come il fiume verso il mare. L’energia che alimenta l’universo e la nostra essenza impalpabile sono la stessa cosa”

“Offrii le mie preghiere a Cristo, che è vivo. Poi lasciai la collina di sinistra per quella di destra: volevo ringraziare Krishna per aver messo Gesù di Nazareth, un dio straordinariamente umano, sulla mia strada.”

“La sua mente a volte è confusa, però sorretta dalla fiducia di una Presenza e di un fine ultimo”

“Bapu Gandhi ha detto – tutte le religioni sono vere – . Io voglio solo amare Dio”

“Se fino a questo momento sono sopravvissuto per miracolo, adesso trasformerò il miracolo in abitudine. Tutti i giorni si compirà l’incredibile. Lotterò con tutte le forze. Sì, finché Dio è con me, non morirò. Amen”

“Combattiamo all’infinito. Combattiamo senza curarci di quanto ci costa, delle sconfitte che incassiamo, dell’improbabilità del successo. Combattiamo fino all’ultimo respiro. Non è una questione di coraggio. L’incapacità di arrendersi è un dato caratteriale. Forse è semplicemente stupida fame di vita.”

“la paura, la vera paura, quella che ti scuote fino alle ossa, quella che provi quando sei faccia a faccia con la morte, si annida nella tua memoria come una cancrena: minaccia di far marcire tutto, anche le parole per esprimerla. Dunque devi sforzarti di parlarne. Se non lo fai, se la paura diventa un’oscurità inespressa che cerchi di evitare e che forse riesci persino a dimenticare, ti esponi ai suoi attacchi futuri. Perché hai lasciato che ti colonizzasse”

“Scrutare l’orizzonte e limitarsi a sperare equivale a morire sognando”

“Nei momenti di meraviglia, è facile abbandonare i pensieri piccini per quelli che coprono il raggio dell’universo, catturando il tuono e il tintinnio, ciò che è etereo e ciò che è pesante, ciò che è vicino e ciò che è lontano.”

“Il dolore ha bisogno di compagnia, e la follia lo accontenta volentieri”

“Se ciò che è difficile da credere vi turba tanto, per cosa vivete? Non è forse difficile credere nell’amore?”

“Ma se siete troppo razionali, rischiate di buttare via l’universo con l’acqua sporca”

 

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