Non sono tipa da Bacio Perugina


E’ così. E’ così perché non mi piace essere vittima di un gesto dovuto e scontato. Non sono tipa da Bacio Perugina a San Valentino o da mimose il giorno della festa delle donne. Non lo sono mai stata, eppure non ho mai detto di non apprezzare il San Valentino. O forse sì. Lo dicevo perché il mio ex, nella sua voglia di gridare al mondo il suo falso anticonformismo, diceva di non voler festeggiare il San Valentino (come faceva anche per l’anniversario), eppure, per due anni di seguito, è riuscito a regalarmi lo stesso identico orso della Perugina. Non due orsi diversi, lo stesso identico pupazzo, per due anni. E allora forse mi sono convinta che odiavo il San Valentino e con esso, quei fottutissimi Baci Perugina con annessi e connessi.
Ma un giorno ti svegli, un giorno che sul calendario è segnato come 14 Febbraio, ha piovuto per tutta la notte, ma ora il cielo è sgombro, limpido e il sole è tiepido, e ti rendi conto di amare il San Valentino. Amare il giorno in cui si festeggia l’amore.
Perché tutto dipende dai punti di vista. E’ come quando Robin Williams nell’Attimo Fuggente, chiede ai suoi alunni di salire sui banchi e osservare il mondo dall’alto.
Ve lo racconto, perché una cosa del genere merita di essere raccontata.
Il ragazzo che amo è lontano per motivi di lavoro, ci vediamo solo il week end. Non pensavo al fatto che a San Valentino saremmo stati lontani. Ma lui si. Così, a mezzanotte, in collegamento via Skype mi ha detto “Anche se hai la tua idea su questo giorno, buon San Valentino, amore mio” e io lì, in quell’attimo avevo già cambiato idea su questa ricorrenza, quando poi ha continuato “domani mattina, quando sarai riposata, dai uno sguardo dietro la stampante”.
Voi avreste aspettato la mattina? Ehy, ormai era mezzanotte e quattro minuti, eravamo già in San Valentino inoltrato.
Dietro la stampante c’era un pacchetto, aveva avuto cura di lasciarlo lì l’ultima volta che è venuto a trovarmi. Un pacchetto con un libro e una lettera.
Ma mentre infilavo la mano tra i cavi della stampante pensavo che mi sarebbe bastato trovare anche solo un Bacio Perugina perché il gesto, il pensiero che aveva avuto era il regalo più bello che avessi mai potuto immaginare.
E nella sua lettera c’era un concetto forte, basilare. Non è sbagliato celebrare il giorno dell’amore, ciò che è sbagliato è dimenticare di farlo per i restanti 364 giorni. E non è detto che perché tutti festeggiano in un certo modo allora non lo si possa festeggiare in maniera diversa. Fare nostro il San Valentino, crearci il nostro Bacio Perugina.
L’ho ringraziato, mi ha detto di non farlo perché tutti i suoi gesti nascono da me. Forse è vero, perché sento la stessa cosa anche io, è lui stesso la fonte di ogni mio gesto, ma è anche vero che l’amore è come un superpotere, se lo metti nelle mani del cattivo lo userà male, per saziare la sua sete di egoismo, o al massimo, non saprà cosa farsene. Per questo l’amore ha bisogno di affondare le proprie radici in un cuore fertile per dare alla luce il fiore più bello.

Tu mi fai osservare il mondo dall’alto.

One thought on “Non sono tipa da Bacio Perugina

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

INSTAGRAM