Le rotonde di Pianura…

(Articolo scritto per il Corriere di Pianura)

Esiste una Pianura diversa, una Pianura che vuole distaccarsi da quell’immagine che tanti anni di degrado hanno aiutato a costruire, una Pianura che con orgoglio vuole rinascere. E’ una Pianura che grida forte la sua presenza anche solo percorrendo la lunga e trafficata Via Montagna Spaccata, arrivata agli occhi di tutti gli italiani in quelle immagini disastrose che fecero il giro dei media durante la crisi della spazzatura. Ora, proprio quelle zone, quelle famose “rotonde” sono state le prime a rinascere, a rifarsi il look per allontanarsi il più possibile da quel passato che non ci appartiene più.

Ma non pensate che dietro queste ristrutturazioni ci siano ordini provenienti dall’alto. Pianura non è il commerciale Vomero o la turistica Mergellina. Pianura è ai confini, è terra di nessuno. Almeno è quello che vogliono farci credere, perché in realtà c’è qualcuno che ancora sente questo quartiere come suo, e sono i suoi abitanti, in particolar modo quelli che, nonostante tutto, non sono fuggiti e hanno continuato ad investire le proprie risorse in un territorio su cui nessuno voleva più scommettere.

Sono loro che si sono presi cura, a livello PRIVATO, di quelle piccole aiuole.

I maldicenti, quegli che gli americani chiamano “haters”, hanno subito pensato ad una trovata pubblicitaria. Ben vengano pubblicità simili! Ma vi assicuro che il ritorno in danaro non vale assolutamente l’investimento che questi imprenditori hanno affrontato mettendo mano alle loro tasche. Il ritorno in danaro no, ma il ritorno in immagine per loro e per l’intero quartiere, quello non ha prezzo.

Abbiamo parlato allora con uno di questi imprenditori, Luigi Musella e suo figlio Roberto.

Luigi, è un uomo simbolo dell’economia pianurese. Partito da zero, come in molti, ha creato, proprio lungo Via Montagna Spaccata, una struttura moderna, punto di riferimento per chi vuole arredare casa, e per tre anni, ha avuto il permesso di prendersi cura della rotonda e delle aiuole che lungo la via, danno il benvenuto ai suoi clienti..

Ogni mattina, uno dei dipendenti di Luigi, si occupa per circa un’ora della pulizia della strada e ogni settimana ci sono i giardinieri che si prendono cura delle aiuole.

Luigi e Roberto tengono all’impatto visivo della loro azienda, sanno che l’immagine conta tanto nel commercio, più del commercio stesso e vi hanno investito. Così facendo si sono resi conto non solo di aiutare la propria attività, ma lo stesso quartiere che li ospita. Altri imprenditori lo stanno facendo, seguendo un esempio finalmente positivo. Ma non basta.

“Cosa succederebbe se ognuno di noi si prendesse cura di un angolino di quartiere?”

Questa è la domanda che si pone Luigi Musella.

“Tutti gli imprenditori di Pianura dovrebbero unirsi e prendersi la responsabilità del loro quartiere”

Il messaggio che Musella intende comunicare è che dove mancano le istituzioni li deve subentrare il privato. Dove i governanti non hanno interesse ad intervenire, il cittadino deve reagire e non utilizzare tali dimenticanze come alibi per continuare a vivere come “loro” vogliono lasciarci vivere. Una piccola aiuola può essere un grande esempio, può rappresentare una grande speranza per un recupero del territorio che arrivi dal territorio stesso.

E questo l’invito di Luigi Musella “Imprenditori, unitevi e riscattate Pianura!”.

Chi raccoglierà il suo invito?

 

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