Cos’è il Servizio Civile?

(Articolo scritto per il Corriere di Pianura) Come volontaria del servizio civile mi capita molto spesso che la gente mi chieda esattamente cosa si intende quando si utilizzano tali parole. In realtà, per chi fosse interessato a diventare volontario, il significato di servizio civile è fondamentale già in sede di primo colloquio. Altrimenti sarebbe come andare a fare il colloquio come art director e non sapere cos’è un art director.

In principio vi era il servizio di leva obbligatorio. Chi non sentiva di avere in sé uno spirito da soldato non poteva far altro che opporsi è divenire così “obiettore di coscienza”.

Gli obiettori di coscienza esercitavano il loro dovere di difesa della patria, dovere sancito dall’articolo 52 della Costituzione, dall’interno, fornendo cioè un servizio sul territorio che garantisse “la prevenzione dei bisogni della società civile”. Non è possibile né sufficiente, difendere i propri confini o dedicarsi a missioni militari all’estero, se lo stesso territorio che tentiamo di difendere non è in equilibrio.

Ed è per questo che, nonostante il servizio di leva non sia più obbligatorio, il servizio civile non è mai stato abolito.

Attualmente il servizio civile funziona su progetto. Enti privati o pubblici presentano la loro proposta al Ufficio Nazionale per il Servizio Civile, che li giudica e li approva. La durata di un progetto è di un anno. Nell’arco di dodici mesi quindi, giovani tra i 18 e i 28 anni hanno la possibilità di dedicare un seppur breve, periodo della loro vita al volontariato contribuendo allo sviluppo sociale, economico e culturale della nostra bella nazione.

Questo attraverso la salvaguardia del territorio sia a livello ambientale che del patrimonio artistico, e l’aiuto della fasce più deboli, come anziani o bambini.

Ma chi segue il percorso annuale del servizio civile, aiuta sicuramente anche se stesso, soprattutto se non ha mai avuto a che fare con il mondo del lavoro, ha la possibilità di entrare a contatto con quelle che sono le prime responsabilità di un impiego e con tutte le difficoltà che un progetto di gruppo comporta, ma lo fa prestando i propri servizi per una giusta causa, venendo ogni giorno a contatto con persone sempre diverse, meno fortunate, alle quali né le famiglie né il territorio su cui vivono, hanno potuto garantire aiuto o un’istruzione di base. Allora, oltre i propri obblighi verso la nazione e verso le responsabilità di un lavoro, si tocca con mano la responsabilità del nostro futuro, si percepisce l’importanza del singolo e il potere che abbiamo. Perché non tutte le guerre si combattono imbracciando un fucile.

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