Ti spiego al volo cos’è la Superbike…

 

(Articolo scritto per Il Corriere di Pianura)

Il nome di Max Biaggi è, nel motociclismo mondiale, un’icona riconosciuta anche da chi di motociclismo non ne sa nulla. Di solito i piloti che riescono ad arrivare al grande pubblico sono quelli che vincono, anche se, soprattutto in Italia, negli ultimi dieci anni, i piloti i cui nomi riecheggiano nei bar i lunedì mattina, sono quelli che, in modo o nell’altro sono stati associati al pilota per eccellenza: Valentino Rossi.
Ecco perchè, per il popolo degli sportivi “generici”, Max Biaggi non è il quattro volte campione del mondo, ma è quello che, ogni domenica, prendeva questioni con il Rossi nazionale.
Così sono un paio d’anni, anzi, tre, che la gente è un po’ confusa. Mi incontra e mi dice “Ho sentito che Biaggi ha vinto il mondiale. Ma all’improvviso è diventato più forte di Valentino?”
Allora ti prendi qualche secondo di tempo per fargli notare che sono ben cinque anni che Biaggi corre in una categoria diversa che non ha nulla a che vedere con Valentino Rossi, la misteriosa “Superbike”. “Ah” ti rispondono loro “la 250!”. “No. La Superbike”.
E che cos’è la Superbike?
La definizione tecnica dice che la Superbike è il campionato delle derivate di serie. In pratica vi prendono parte dei team che gareggiano utilizzando come base moto presenti sul mercato. A differenza della MotoGP (Categoria in cui corre il Valentino), le cui moto sono dei prototipi, di solito utilizzati dalle case madri per sviluppare la tecnologia che viene poi applicata sul mercato di serie.
E qui cala l’entusiasmo, perchè da sempre, chi non è proprio del settore, considera la Superbike una categoria inferiore alla MotoGP. La sensazione è quella e deriva da un motivo che con il motociclismo non ha nulla a che vedere: i soldi.
In MotoGP ne girano di più, molti di più, una valanga in più.
In realtà, soprattutto negli ultimi anni, chi bada alla sostanza e non all’apparenza, sa che il campionato da guardare è quello della Superbike. Ancora non sporcato dal dio danaro, propone non solo una griglia di partenza ricca di marchi e team, ma piloti incentivati dalla passione e non dai guadagni. In più ogni gara è formata da due manches. Questo crea uno spettacolo “doppio” senza pari per chi vuole godere dell’adrenalina di gare costruite con sorpassi e duelli e non di monologhi in solitudine come ci hanno abituati ultimamente Stoner e compagni. Si può far riferimento a uno dei piloti simbolo della Superbike, il tre volte campione del mondo Troy Bayliss, che dopo un incidente in Gara1 chiese che gli fosse amputato un dito in modo da poter correre, dopo poche ore, Gara2. O ancora basti pensare che Max Biaggi si è aggiudicato il mondiale appena concluso per solo mezzo punto.
Ma il nostro Biaggi non è l’unico pilota passato da quella che è definita “la classe regina” alla Superbike. Anche Marco Melandri, considerato all’epoca come il successore di Rossi, ha preso la stessa strada di Max. Questo perchè i costi minori e la costante crescita di pubblico hanno portato molti team e molti sponsor a puntare sulle derivate dalla serie per il futuro del spettacolo motociclistico, tanto che dall’anno prossimo sarà trasmessa in Italia, non più da La7, ma su Italia1. Speriamo solo che i cari amici di Mediaset si rendano conto che tormentoni come “Rossi c’è” e “Tutti in piedi sul divano” con il campionato mondiale Superbike non hanno nulla a che vedere. In breve, speriamo che cambino cronista!

6 thoughts on “Ti spiego al volo cos’è la Superbike…

  1. Pingback: Rossi VS Biaggi
  2. Pingback: WTF is Onda ?!?!?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

INSTAGRAM