“Sposala e muori per lei”

(Articolo scritto per TuDonna)

Costanza Miriano conosce bene gli uomini. Ne fa una descrizione dettagliata nel suo secondo libro “Sposala e muori per lei” disponibile in libreria e preceduto lo scorso anno da “Sposati e sii sottomessa”.

Dicevamo, la Miriano conosce bene gli uomini, sa quanto possono essere pigri mentalmente e fisicamente, sa quali sono i loro limiti, e, soprattutto, conosce in quali aspetti si differenziano dalla donne. Quegli aspetti di cui noi ci lamentiamo sempre, quel “in casa non muove un dito” o il “non distingue un pannolino da un assorbente”. Infondo la stessa Miriano è una donna sposata con parecchi figli a carico, quindi chi meglio di lei può conoscere questa situazione, chi meglio di lei può parlarci degli uomini e di come affrontarli.

Mettete da parte la vostra Carrie Bradshow e le sue perle di sopravvivenza urbana, Costanza Miriano ha le sue di perle di saggezza e nel formularle scomoda addirittura San Paolo.

Ed ecco venire fuori il manuale della perfetta sposina, che probabilmente duemila anni fa sarebbe stato un best seller, ma che oggi suona un po’ come un azzeramento di cinquant’anni di lotta per l’emancipazione femminile.

Si, perchè Costanza Miriano conosce bene gli uomini e nonostante lasci trasparire una sottile vena di “matriarcato” («la grandezza di un uomo sposato non può prescindere da quella della sua donna, mentre a lei può succedere di trovare la sua grandezza anche vicino a un uomo non esattamente nobile») il suo consiglio per combattere l’uomo poco collaborativo è di non combattere per niente.Diverse volte ho scritto di come la figura del maschio stia cambiando, di come in realtà non esista più, dei motivi per cui a volte gli uomini sono più donne di noi donne. Su questo, io e la Miriano ci troviamo d’accordo se non fosse che come soluzione a tale problema lei propone un’involuzione della figura femminile, che deve tornare ai fornelli e ai pannolini, lasciando che gli uomini montino i mobili e portino i soldi a casa.Non credo che la Miriani metta in discussione la parità dei sessi, non parla di superiorità di uno nei confronti dell’altra, ma di diversità. Diversità che non vanno cambiate.La donna ha i pannolini, l’uomo aggiusta le cose. Non possiamo lamentarci di una figura maschile poco virile se pretendiamo che questo indossi il grembiule e prepari da mangiare!Purtroppo la cara Costanza utilizza parole come “Chanel” e “sottomissione” nello stesso libro nel quale non si parla di sottomissione alla moda, ma ad un uomo. Sembra quasi che voglia comprare le sue lettrici con quel pizzico di glamour che tanto va nei romanzi rosa, quando poi sta esprimendo concetti che non solo non sono mai stati “giusti”, ma che finalmente sono stati combattuti. La Miriani sembra voler occultare gli anni di evoluzione che la figura femminile ha subito, sembra rinnegare l’epoca in cui vive, un’epoca in cui non solo la donna necessita di una propria identità che va ben oltre la moglie e la madre, ma nella quale è la società stessa a richiedere che i due sessi si eguaglino in diritti e doveri. In conclusione, cercare di spiegare il matrimonio prendendo come punto di riferimento San Paolo, con tutto il rispetto per il santo, è un po’ come cercare di spiegare il funzionamento di un iPhone basandosi sugli scritti di Meucci (quello che nel 1871 ha inventato il telefono, giusto per capirci).Fortunatamente ci sono donne che preferiscono lottare piuttosto che fingere di essere sottomesse.

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