“Blu” di Sergio Bambaren

 

Il mio soprannome è Onda e non posso non amare i libri di Bambaren. In verità ne ho letti solo due. Il primo, “Il delfino” me lo fece leggere una persona molto cara che oggi non c’è più, la stessa, che cercando la parola “Onda” mi fece conoscere Ludovico Einaudi e il suo lavoro più famoso, “Le Onde”.

Ma ecco che nella mia libreria trovo questo volume, “Blu”, la copertina è per l’appunto, blu, con un corallo rosso. Mi ricorda un’isola Greca, ma in verità la storia è ambientata a Tobago, nei Caraibi. L’autore, il protagonista, insomma, lui, decide di intraprendere un viaggio su quest’ isola poco conosciuta, per surfare. Ma nell’attesa delle onde che non arrivano, la delusione cresce, fino a quando una cameriera, scorto il viso triste del turista, lo spinge a cercare altrove quello che le onde tardano a portare. Se stesso. E se il mare non può essere cavalcato, può essere esplorato. Il surfista mette da parte la sua tavola sostituendola con un paio di bombole e una maschera iniziando la scoperta dei fondali dell’isola e trovando nella quiete al di sotto della superficie quello che aveva sempre raggiunto solo nella furia delle onde.

Il libro è questo, un percorso attraverso le diverse immersioni fino a raggiungere quelle che sono dette “gli angeli del mare”, le mante. I linguaggio è semplice, a volte forse un pò ripetitivo, ma è il modo migliore per esprimere concetti che non tutti possono percepire. Sentirsi non parte del mondo, ma il mondo stesso, capire in quale modo ci sentiamo vivi e sapere che esistono varie strade per arrivare alla stessa meta se solo si ha la forza di tenere gli occhi aperti e focalizzati sul tutto e non solo sull’uno, essere disponibili alle esperienze diverse che la vita ci pone di fronte e, soprattutto, non avere paura.

“Vede, pensavo che sarei stato vecchio a diciott’anni. Ma quando ho raggiunto quell’età, ho creduto chemi sarei sentito vecchio a trent’anni. E poi quando li ho compiuti, che mi sarei sentito vecchio a quarantacinque anni. E a quarantacinque anni, ero sicuro che mi sarei sentito vecchio a sessant’anni. Ora ne ho sessantacinque, e ancora non mi sento vecchio. Non trova che sia meraviglioso?”

“La vera felicità ti abbraccia quando riesci a vedere quelle persone che hanno imparato a vivere soltanto con ciò di cui hanno realmente bisogno”

“La paura non è qualcosa con cui siamo nati. E’ qualcosa che impariamo sulla nostra pelle, dopo. E’ qualcosa che altri ci insegnano, Dio sa perchè”

“Ho pochissimi amici e i migliori sono l’oceano e quella voce speciale che sgorga da dentro”

“La gente sogna con la propria libertà, ma al tempo stesso si innamora in qualche modo delle catene che la trattengono. L’immaginazione è la voce di chi osa”

“Ciò che a molti sembra pazzia è soltanto un sogno per pochi”

“La paura è parte integrante del sentirsi vivi, non sei d’accordo, Andrè?”

“Forse sono nato per errore tra gli uomini, perchè ho sempre sentito di appartenere di più al mondo di acqua salata.”

“Perchè mi sono reso conto che non è importante ciò che fai per vivere. Semmai è ciò che fai per sentirti vivo”

“La paura pu essere ladra, la più temibile del covo dei sentimenti. Può portarti via ogni cosa, persino i tuoi sogni più dolci”

“Non avere paura. Capisco quanto solo e ramingo ti sentirai quando abbandonerai l’oceano. Eppure è quello che capita spesso a coloro che hanno la volontà di vivere l’esistenza con tanta intensità: la maggior parte delle volte vedono una luce dove gli altri possono scorgere soltanto tenebre”

“L’universo non ci è dato due volte. Vedi e tocca la meraviglia che è in ogni cosa”

“Faccio surf da più di tre ore. Il mio viso è scottato dal sole. Mi fanno male i muscoli. Mi sento tremendamente stanco, ma non ci faccio caso. E’ quasi l’ora del tramonto, e so che devo fare mia l’ultima onda. Aspetto. E lei mi viene incontro”

“…e il rendersi conto che le cose migliori della vita sono gratuite, e nascono avendo per culla la libertà…”

 

– “Il Profeta” di Kahlil Gibran
– “Summer and the City” di Candace Bushnell
– “La fratellanza della Sacra Sindone” di Julia Navarro
– “La voce del maestro” di Kahlil Gibran
– “Il manuale del guerriero della luce” di Paulo Coelho


 

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