Rivoluzione sessuale e prostituzione

Emancipazione e libertà sessuale sono due concetti che negli ultimi anni si sono sempre abbinati alla parola “donna”. Ovviamente questo nostro passo avanti nell’acquisizione di diritti e spazi nell’era moderna non ha portato benefici solo a noi, ma anche ai nostri cari colleghi del genere umano: i maschi.

Infatti l’apertura culturale a cui le donne si sono finalmente lasciate andare ,abbandonando i vecchi stereotipi e chiusure mentali derivanti da religione e maschilismo hanno dato via alla così detta rivoluzione sessuale. Per farvela breve oggi è molto più facile fare sesso anche al di fuori di una relazione. Le donne sono diventate cacciatrici, come gli uomini anche loro si lasciano andare più facilmente al semplice piacere fisico, non bisogna più attendere la prima notte di nozze per tirar giù le mutande di lana, anzi, come ci insegnano Britney Spears e Paris Hilton, è molto facile trovare donne che le mutande non le indossano proprio. E allora la domanda sorge spontanea: perché la prostituzione aumenta anziché diminuire?

Non vorrei, ma il riferimento alla calde notti di Arcore e le sue gare di burlesque è obbligatorio. Da questo punto di vista mi permetto di affermare che oltre all’emancipazione sessuale, il genere femminile è andato incontro anche ad un’altra specie di evoluzione, anzi, involuzione, quella degli ideali, per cui è molto più semplice trovare una donna “per bene” che però non si privi di concedersi in cambio di danaro o favori. Ecco, allora forse è questa la risposta.

In una società in continua evoluzione, il mercato cambia e si adatta ed è per questo che nonostante “procurarsi sesso” sia diventato più semplice (ed economico), la prostituzione ha sempre più richiesta, perchè oggi non le chiamiamo più “prostitute”, ma “escort” o “accompagnatrici”. Se una ragazzina minorenne vende il suo corpo in cambio di soldi non la chiamiamo “Ruby la prostituta” ma “Ruby rubacuori”, abbiamo portato la prostituzione ad un livello superiore grazie al quale quasi non è più una vergogna. Abbiamo sdoganato la prostituzione. Perchè in fondo, che differenza c’è tra una che fa sesso per soldi da una che va in tv davanti a milioni di persone solo perchè ha un bel sedere? Che differenza c’è tra una prostituta dichiarata e la ventenne bellona di turno che sposa il vecchio miliardario di turno dicendo pure di esserne innamorata? E all’uomo questo non può far che comodo, perchè per quanto sia diventato più semplice portare a letto una donna, ci sarà sempre quello che preferisce pagare per andare sul sicuro, per trovare un servizio completo, per avere tutto sotto controllo, o ci sarà sempre quello a cui nessuna avrebbe ma il coraggio di darla se non in cambio di consistenti somme di danaro.

Una cosa è certa, ogni donna dovrebbe essere libera di decidere con coerenza cosa fare del proprio corpo, ma tutt’oggi la parola prostituzione non è associabile alla parola libertà, anzi, resta comunque sinonimo di schiavitù e come tale deve essere combattuta.

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