“La voce del maestro” di Kahlil Gibran

Quando l’anima del Maestro “rigetta la schiavitù del corpo”, lascia il compito di  diffondere le sue parole al discepolo Almuhtada, il quale, nel nome del suo mentore, inizia un pellegrinaggio fatto di insegnamenti e verità, meditazione e saggezza.

“Ascolta la mia storia” gli dice il Maestro poco prima di morire “Sta attento, ma non commiserarmi: giacché la commiserazione è da rivolgere ai deboli, mentre io sono ancora forte pur nelle mie afflizioni”.

“La voce del maestro” è una raccolta di pensieri e riflessioni pubblicata postuma nel 1963 e nella quale Gibran affronta, con la sua classica poesia spirituale temi come “il primo sguardo” o ” la musica”.

Come ogni libro del genere, bisogna essere predisposti. Non è un romanzo, non vi sono raccontate storie, e non è un manuale di filosofia, è un inno alle parole attraverso le quali Gibran cerca di descrivere alcuni aspetti dell’animo umano e della vita stessa per i quali spesso non è semplice trovare dell’espressioni adatte nell’intero vocabolario.

“O sei un capo religioso, che dalla semplicità dei fedeli tesse un manto scarlatto per il suo corpo; e dalla loro generosità una corona d’oro per la sua testa; e che mentre vive intanto nell’abbondanza della fortuna sputa parole d’odio contro Satana? Se così è, tu sei un eretico, e non importa che tu digiuni tutto il giorno e preghi tutta la notte”

“E tuttavia, quando poi riguardai, vidi dentro il tuo cuore amante un altro cuore solitario che invano invocava di rivelare i suoi segreti a una donna: e, dentro alla tua anima colma d’amore, un’altra solitaria anima simile a una nuvola errante, che invano desiderava di potersi sciogliere in gocce di pianto negli occhi della tua amata…”

“Anche il più saggio fra noi si piega sotto il formidabile peso d’Amore; eppure esso è, in verità, leggero come la brezza lieve del Libano”

“(il primo bacio) è il nesso tra il silenzio dei sentimenti e il loro canto dispiegato. E’ una parola espressa da quattro labbra che dichiarano il cuore un trono, l’amore un re, e la fedeltà una corona.”

“Cristo guarì i ciechi, gli storpi, i paralitici e i lebbrosi. Ma non potè curare gli sciocchi”

“La musica è il linguaggio degli spiriti”

“Non rinunciare alla speranza, non abbandonarti alla disperazione a causa di ciò che è passato, giacché rimpiangere l’irrecuperabile è la peggiore delle umane debolezze”

“(il vento) Scrivi i tuoi canti sul volto delle acque; e rapido li cancelli. Così fa il poeta quando crea”

“La Verità sceglie il silenzio per trasmettere alle anime amate quel che vuole significare”

“La donna che io ho amato […]”…è mite come una colomba, astuta come il serpente, fiera come il pavone, amabile come il bianco cigno, terribile come la livida notte. E’ composta di una manciata di terra e di una spruzzata di schiuma marina. […] La donna che il mio cuore ha amato si chiama Vita

“Vidi i poveri che gettavano il seme e i forti lo mietevano: mentre l’oppressione, impropriamente chiamata Legge, stava a difesa”

“Io ero parola senza suono nel cuore della Notte; oggi sono un canto sulle labbra del Tempo”

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