“Le quattro cose ultime” di Paul Hoffman

“Per dieci anni ha vissuto nel Santuario dei Redentori. Ha patito la fame e il freddo. Ha subito terribili punizioni e atroci torture. E, per tutto quel tempo, ha avuto un unico obiettivo: fuggire. E ci è riuscito.
Eppure, dopo aver conosciuto il mondo al di fuori del Santuario – un mondo in cui l’amicizia si è rivelata una trappola e l’amore una menzogna -, Cale è tornato, pronto a obbedire al proprio destino: diventare la Mano Sinistra di Dio e redimere i peccati dell’umanità. Annientandola.
Così addestra un manipolo di cinquecento ragazzi e li conduce a una schiacciante vittoria contro un esercito di diecimila mercenari. Per i Redentori, è un momento atteso da secoli: grazie a Cale, infine trionferanno nell’estenuante guerra che li oppone agli Antagonisti, a coloro che non credono in nessun Dio. Tuttavia, sotto una maschera di spietata ferocia, Cale nasconde una tempesta di emozioni contrastanti. Proprio lui, che ha imparato non provare pietà, è lacerato da sentimenti così impetuosi da sfuggire persino al controllo dei Redentori. Sentimenti che lo costringeranno a fare una scelta definitiva. Perché lui è la Mano Sinistra di Dio. Ma, forse, la sua strada deve essere ancora tracciata…”

Quando ho comprato “La mano sinistra di Dio”, ho affiancato a quel volume altri due libri, sono tornata a casa e ho incontrato mia cugina. Ora, la Feltrinelli sta a me, come io sto a mia cugina. Quando io dico “vado alla Fnac” mia cugina dice “Scendo da Giovanna”. Quindi, quando mi ha vista rientrare con 3 libri mi è sembrato scontato prestargliene uno e lei ha detto “Ma questo me lo porto in vacanza, tu poi cosa leggi questi 15 giorni?” e io spavalda “ma dai, ne ho comprati altri due, ho di che leggere!”.
Mia cugina è ancora in vacanza e io sto per iniziare il quarto libro. Anzi, “Le quattro cose ultime” seconda parte de “La mano sinistra di Dio” sono scesa appositamente a comprarlo.
Sapevo che la terza parte non è stata ancora pubblicata, quindi volevo andare con calma, o addirittura avevo pensato di metterlo da parte e prenderlo solo con la certezza di poter iniziare subito il finale. Ed invece l’ho finito in pochi giorni.
Devo ammettere che quello che avevo letto su alcuni siti è vero. Il secondo capitolo è un pò più lento, ma solo perchè a volte sembra di leggere i piani tattici di una guerra del 1400 anziché un romanzo. Quindi si procede un pò a rilento. Però poi, come nella prima parte, ci sono dei punti in cui guardi l’orologio e dici “Non me ne fotte, devo vedere che cazzo succede” (scusate i francesismi, ma tra queste letture e Assassin’s Creed sto iniziando a parlare come una dama medievale e ogni tanto ho bisogno di qualcosa che mi riporti nel mio fantastico 2012).
Di certo non posso raccontarvi molto della trama. Thomas Cale, freddo adolescente devoto all’omicidio, entra lentamente in contatto con il lato oscuro della forza colmandosi nuovamente di odio dopo la sua breve parentesi cittadina di cui si narra nel primo. Guiderà eserciti gli uni contro gli altri lasciando alle sue spalle una scia di distruzione, morte e sofferenza.
Le ultime 100 pagine le ho praticamente divorate per poi leggere l’ultima frase, chiudere il libro e augurare a Paul Hoffman, cioè l’autore, un’attacco di dissenteria, non prima di aver consegnato il terzo capitolo alla casa editrice.

Una cosa ve la dico. Morte, Giudizio, Paradiso, Inferno. Queste sono le quattro cose ultime.

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