Coming out “supernaturale”

 

Tutti abbiamo dei segreti, delle cose che facciamo, ma che non abbiamo il coraggio di ammettere. Ci chiudiamo a chiave in bagno, apriamo l’acqua assicurandoci che nessuno ascolti e con la tazza come unico testimone, divoriamo la nostra vergogna. C’è chi sniffa cocaina, chi ascolta Gigi D’Alessio, chi è ghiotto di omogeneizzati per bambini, chi parla da solo. Donne adulte che vanno in giro con il santino di Edward Cullen nel portafogli, padri che comprano PlayStation ai figli per poi giocarci di nascosto nel buio.

Io guardo uno show televisivo.
Ma parlo anche da sola.

Da ragazza che si avvia a compiere ventordici anni, mi rendo conto che invece di pensare ad un telefilm, invece di sbavare su i suoi protagonisti e di fantasticare su come sarebbe averne uno tutto mio (di protagonista intendo), dovrei cercarmi un ragazzo in carne ed ossa e rendermi conto che mai e poi mai mi imbatterò in un esorcismo e che da sempre il sale serve solo a rendere meno insipida la pasta e non a difendersi dai fantasmi.

Il telefilm di cui sto parlando è “Supernatural”.

I miei amici stretti erano già a conoscenza di questo mio piccolo vizio (hanno partecipato al mio finto matrimonio con uno dei fratelli Winchester), ma oggi ho deciso di fare coming out.

Perché?

Perché ieri ho trascorso tre ore della mia vita a tradurre un articolo che per l’appunto parlava di Supernatural, in particolar modo dei suoi fans. E se donne adulte hanno ammesso dinnanzi ai miei occhi di essere delle “twilighters” a questo punto tocca a me dire “si, faccio parte della SPN Family (termine che ho imparato ieri) e si, avevo pensato di spendere 300€ per andare ad una convention a Roma e incontrare dal vivo il mio ex-marito virtuale.”

Ora l’unica cosa che mi resta da fare è scrivere un racconto in cui Carrie Bradshaw incontra Dean e Sam a causa di un paio di Manolo Blahnik maledette.

Il tutto per rendervi partecipe del fatto che ho inizato una collaborazione con il maggiore sito di fans di Supernatural presente in italia per il quale ricoprirò il ruolo di traduttrice. Interessante vero?

Beccatevi il primo articolo, che se non seguite il telefilm non vi può fregare di meno, però magari è la volta buona che vi andate a vedere una puntata. Solo lì capirete perchè una ragazza può seguire con così tanta passione un telefilm del genere!

Supernatural Legend: il fenomeno Supernatural

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