13 lezioni da imparare da “13 reasons why” (Spoiler alert)

Quando ho aperto Netflix e mi sono ritrovata in homepage le schermate di presentazione di questa nuova serie 13 Reasons why, ne sono stata subito incuriosita. Un teen drama dalla svolta misteriosa, perché no! L’ho messo in lista dietro una decina di serie ancora da vedere. E ne ho di serie da vedere, cioè, al di la di Netflix, non ho ancora finito l’ultima di The Walking Dead, porca puzzetta.
Ma io le serie le divido in due gruppi, il primo è quello “da vedere mentre lavoro all’uncinetto” il secondo è “da vedere con Giulio la sera dopo cena”. 13 Reasons why era sicuramente da primo gruppo, insieme a The Crown, Teen Wolf, Modern Family, New Girl e cose simili, quelle serie che ti prendono, ma puoi anche distrarti un attimo tra una maglia alta e una mezza maglia bassa che non fa niente.
Poi all’improvviso BOOM, tutti a parlare di sto 13 di qua e 13 di la, così ha scalato di forza la lista di tutte le altre serie e l’ho iniziato a vedere.
La prima puntata mi ha preso tantissimo, il mistero delle cassette, l’ispanico figo che ha 17 anni, ma pare che ne ha 30, il nerd che cita Star Wars. Alla seconda puntata si è unito anche Giulio e pensavo che ce le saremmo sparate tutte di fila anche se erano già le 7 di sera. Alla fine della terza puntata ci siamo guardati e:
“Guardiamo Big Bang Theory?”
“OK”.
Lenta e noiosa, e ve lo dice una che stravede per Downton Abbey…

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Lavoro all’uncinetto…e allora?

Se fare l’uncinetto e lavorare a maglia viene da alcuni ancora oggi considerata un’attività da nonna allora diciamoci la verità, le nonne sono davvero fighe. Il detto “sta a casa a fare la cazetta” ormai ha lo stesso significato del “va in palestra a fare yoga”. Sempre di più si sente parlare di bar e locali a tema dove se vi presentate con ferri e filo siete i benvenuti come un hipster con un Mac in uno Starbucks e se girate su Youtube i tutorial e video dedicati a questa attività sono sempre di più.
Si pensa che ferri e uncinetto possano creare solo maglioni di dubbio gusto e centrini stile country senza considerare il fatto che imparando una di queste attività vi si apre un intero nuovo mondo di creatività. E’ sufficiente acquistare una qualsiasi rivista a tema o navigare un po’ su internet per comprendere la vastità dei capi e degli oggetti che è possibile realizzare partendo da un filo di cotone. Cappelli, maglie, scaldamuscoli, guanti, costumi, borse il tutto personalizzabile nei colori e nelle forme, dal momento in cui si è appresa un po’ di manualità. Per non parlare della così detta tecnica dell’ amigurumi.

L‘amigurumi è l’arte (si arte) giapponese del creare all’uncinetto, o a maglia, piccoli e kawaii (adorabili) pupazzetti imbottiti.
Ha origini antiche, ma è probabile che sia diventata popolare soprattutto nel periodo della seconda guerra mondiale come tecnica “economica” per creare giocattoli durante il periodo di crisi. Ma è solo dall’inizio del nuovo secolo che quest’arte ha iniziato a diffondersi nel resto del mondo soprattutto grazie a siti di handmade come Etsy e se non sapete cos’è Etsy è arrivato il momento di saperlo…e magari farvi anche un giro sul nostro negozio 😀

Gli amigurumi non servono a niente, esattamente come i centrini che faceva la nonna. Ma a differenza dei centrini sono dolci e colorati 😀

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Cartoomics Milano 2017

Con giusto qualche giorno (una settimana) di ritardo ecco qualche foto dal Cartoomics di quest’anno. Anche questa volta ci siamo presentate vestite da noi stesse (vergogna)…
Come ogni anno è stata una bella esperienza, e questa volta siamo riusciti a girare tutta la fiera senza perderci seguendo le indicazioni di Giulio che a differenza nostra non viene risucchiato dal vortice degli stand che vendono cose a caso, che sono quelli che di base io e Sara preferiamo.

Le origini del Carnevale

Lo scorso Halloween, come ogni anno, si sono scatenate le proteste di chi vive la celebrazione di tale festività come un’esaltazione del demonio legata alle sue origini pagane. Ho letto di mamme che ritenevano opportuno evitare che i figli partecipassero a quei festeggiamenti e che l’unico momento in cui ci si dovrebbe travestire sia il Carnevale, non solo perché festa di origine italiana (gli irlandesi festeggiamoli a casa loro), ma perché comunque legata alla tradizione della Chiesa cattolica. Effettivamente il Carnevale si presenta con una nota più allegra rispetto ad Halloween, ma mi sono posta una domanda: perché ci si traveste? Cosa c’è di cattolico in “A Carnevale ogni scherzo vale”?. Assolutamente nulla, anzi. Ma andiamo per gradi.
Oggi il Carnevale è considerato come una festa per bambini, ricco di colori, musica e scherzi, ma le sue origini sono ben più cupe e profonde.

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FertilityDay: pensieri di una donna appena sposata che da 3 mesi subisce sempre la stessa domanda

Questa cosa del Fertility Day ci ha veramente spiazzati. Anche se fosse stato un scherzo sarebbe stato di cattivo gusto.

E invece è una cosa seria che ha portato alla luce la gravità della situazione culturale generale in Italia.
Si, siamo tornati indietro. Di parecchi anni anche. Alcuni hanno pensato all’epoca fascista, il mio primo pensiero invece è andato a lei, immagine tonda e abbondante della dea della fertilità. C’è da dire che nei periodi in cui le divinità andavano forte di solito la fertilità era indicata in senso lato, cioè, tanto quella di una donna, tanto quella del terreno. Quindi la invocavi un po’ per i figli un po’ per il raccolto di pummarole. Allora se la mettiamo così io ci sto, anche perché credo che la dea della fertilità sia dalla mia. In un vaso sul balcone infatti è spuntata una bella pianta di pomodori, così, selvatica e magari sto autunno mi ci faccio na bella fresella.
L’unica mia preoccupazione per questo FertilityDay è che proprio non so dove trovare una vergine e 3 capretti da sacrificare. Forse per i 3 capretti ci riesco pure, ma la vergine proprio mi manca.

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Riflessioni sulla donna da spogliarellista

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Eccoci arrivati ai giorni post 8 Marzo e tutti questi commenti sulla festa delle donne mi hanno fatto ragionare.
Partiamo dal presupposto che per me la festa delle donne è un po’ una cagata. Non una cagata come alcuni dicono del San Valentino o come quelli che affermano di odiare il Natale.
Per me la festa delle donne è una cagata perché mi sa tanto di contentino, di quel giocattolo dato alla bambina rompipalle per farla stare zitta.
Che significa “ricordare le lotte e i nostri diritti”? Insomma, io trovo giusto che ci sia tipo una giornata della memoria per le vittime dell’olocausto, che se no veramente ce le dimentichiamo. Ma abbiamo bisogno di un giorno per ricordarci dei nostri diritti? Noi non siamo vittime nel senso che siamo morte e ci dovete ricordare, noi siamo vive, che i nostri diritti vengono calpestati e che ci facciamo un culo a tarallo per essere rispettate ce lo ricordiamo ogni maledetto giorno, dal momento in cui apriamo gli occhi.
Quindi per me sta storia della festa delle donne bla bla bla è na grande cazzata.
Comunque, chiarito sto concetto, arriviamo al punto.
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Che fine ha fatto la nostra immaginazione?

hqdefaultSono arrivata ad una conclusione, si, mentre me ne stavo lì sul gabinetto nella mia sessione mattutina di “Facebook nel bagno” mi sono imbattuta nelle solite 4 o 5 foto che ti aiutano a svegliarti, quelle di cani martoriati, bambini morti e pseudo violentatori linciati dalla folla. Purtroppo stanno lì, non ci devi nemmeno cliccare sopra, tra un unicorno arcobaleno e un gattino paffutello…BAAAAM…cane impiccato….e ti sale un machessangechivebbiv che veramente ti fa porre delle domande. Anzi, una domanda.
Perché?

Si mi sento un po’ ripetitiva, ma non ci posso fare nente. Lo dirò fino alla morte, come mai smetterò di sputtanare la gente che pubblica bufale senza accertarsi della fonte.
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Voglio un matrimonio Mulino Bianco :D

 

maxresdefaultDue settimane fa abbiamo iniziato il corso prematrimoniale.
Ok, sono solo due incontri, è presto per giudicare e io sicuramente parto prevenuta, però ieri ci hanno costretti a guardare degli spezzoni di un film con Fabio Volo e devo dire la verità sono riusciti nel loro scopo, farmi pregare, perché ho pregato che finisse il prima possibile.
Però non mi spiego il senso di un corso prematrimoniale, infatti quando mi hanno chiesto cosa mi aspettavo da suddetto corso io non sapevo cosa rispondere. A che serve? Ad insegnarti ad essere sposata? Per ora l’unico effetto che hanno ottenuto è farmi venire l’ansia, perché il matrimonio è una rosa e una rosa c’ha pure le spine, il matrimonio è una barca e se uno dei due non rema non si va avanti e bisognerà affrontare dei problemi, e non bisogna stare soli…e i problemi…e le difficoltà…e si l’amore….ma i problemi?
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Le foto profilo e il tricolore francese

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Io di guerra e terrorismo non ne capisco niente. Non sono un’esperta di geopolitica, non sono un super comandante dell’esercito, sono solo una che ama il vintage e per questo pensa che il buonismo vada sempre di moda.
Cosa che invece non sembra piacere alla maggioranza della popolazione mondiale.
Ecco, su di un argomento un po’ di esperienza ce l’ho, e sono i social. Lo specchio più o meno distorto della nostra società.
I social sono come un matrimonio, qualunque cosa organizzerai ci sarà sempre qualcuno che si lamenta. E io oggi voglio parlare della reazione dei social. Volevo farlo con un semplice post, ma la questione si è rivelata troppo lunga. E quindi eccomi qui.
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