Il privilegio del lavoro

 

Lavoro, disoccupazione. Disoccupazione e lavoro. Ecco di cosa si parla principalmente nell’ultimi periodi, diciamo da qui a un paio d’anni andando a ritroso. Crisi, lavoro, disoccupazione. La crisi che elimina il lavoro che quindi crea disoccupazione.
Eppure io questa scena la vivo da un bel po’ di anni, da un bel po’ prima che si parlasse di crisi e l’ho vissuta in una maniera così completa che l’ultima volta che ho parlato con una sindacalista non credeva che davvero mi fossi trovata in tutte quelle situazioni. E io vorrei parlarvene, un po’ per sfogo e un po’ perché ormai non riguarda solo l’emarginato sud, la disastrata Napoli, è così ovunque, e quasi mi sento avvantaggiata ad avere già tutta questa conoscenza nel settore e ritengo sia giusto condividerne un po’.
Non vi racconterò tutto, perché in dieci anni ho lavorato davvero tanto, ricoperto ruoli completamente diversi tra loro. Dalla commessa alla segretaria, alla cameriera. Ho lavorato in un’agenzia che organizzava concerti, in una videoteca, in un pub. Ho addirittura fatto una prova in un’agenzia di investigazioni private. Ho fatto la hostess in un supermercato e venduto abbonamenti porta a porta. In dieci anni ho fatto così tanto che ho dovuto iniziare a omettere i vecchi impieghi dal curriculum, divenuto una sorta di Divina Commedia del lavoro.
E’ per questo che a volte rido quando per consolarmi mi viene detto “dai, fa curriculum!”….

continua su: http://www.fanpage.it/la-crisi-prima-della-crisi/#ixzz31gc6bopg

SOS Party su Sky

Più complesse di un ricevimento nuziale, le feste di compleanno dei bambini riescono spesso a condurre un genitore sull’orlo di una crisi di nervi. Sono i momenti più belli, quelli che il piccolo non dimenticherà mai, per questo vogliamo che siano perfetti. La giusta location, gli amici, la sua torta preferita e l’animazione più adatta a lui.
Se quindi volete regalare ai vostri bambini il party perfetto, ma non sapete se è meglio Peppa Pig o le Principesse Disney, da oggi avrete un’aiuto in più, oltre la vostra fantasia.
Va in onda su Easy Baby, canale 127 di Sky, “Sos Party”, nuova serie in 13 puntate nella quale uno staff di super-esperti dell’intrattenimento vi mostrerà come organizzare una festa che sia degna di questo nome.
Qual’è il bello?
Che il tutto è “made in Pianura”. Il format nasce infatti da un’idea di Flavio Massimo e Aurora Manuele, entrambi pianuresi. Il primo intrattenitore da una vita e speaker radiofonico, la seconda guru del settore animazione e party.
I due mettono a disposizione le loro conoscenze a livello nazionale, affiancati da Peppe Gifuni, il boss delle torte napoletano Francesco D’Alena, la caramellante Laura Antignani e la speaker Anna Pisco attualmente impegnata con lo stesso Flavio Massimo nella conduzione di “Al Massimo arriva la Pisco”, in onda tutti i week end su RadioClub91.
“SOS Party” non si limiterà all’organizzazione di semplici feste, ma aiuterà i protagonisti e gli spettatori a trovare idee sempre più originali e divertenti partendo dalla location, passando per gli inviti e le decorazioni fino all’animazione a tema.
Per info sugli orari di messa in onda www.easybaby.it
Per partecipare al programma www.animazioneincorso.info

Aperte le selezioni per il Santa Claus Village

Flavio Massimo, speaker di RadioClub91, pianurese di nascita e fortemente legato alle sue origini, è a capo della Direzione Artistica della terza edizione del Santa Claus Village, struttura interamente dedicata ai bambini e alle tradizioni del Natale.
All’interno del Villaggio di Babbo Natale sono finemente ricostruiti tutti i luoghi simbolo della vita di Babbo Natale, come l’Ufficio Postale, l’officina degli Elfi, la cucina e la sala lettura. I bambini possono visitare l’intera struttura che sorge all’interno della pineta Varca D’Oro, ma anche partecipare ai laboratori di cucina decorando biscotti, e di creatività insieme agli elfi apprendendo le vere origini delle tradizioni più classiche. Nella stalla poi avranno l’occasione di incontrare delle vere renne e tutti i week end sono previsti spettacoli.
Flavio Massimo ci informa anche che l’agenzia che produce il Santa Claus Village, “Animazione in corso”, è alla ricerca del nuovo volto di Babbo Natale per una nuova campagna pubblicitaria, oltre a ragazzi/e che sappiano cantare, ballare o recitare per arricchire lo stuff del villaggio. Per partecipare alle selezioni è sufficiente inviare il proprio curriculum sul sito www.animazioneincorso.info.
Il Santa Claus Village sarà aperto dal 30 Novembre al 6 Gennaio e all’interno della struttura è possibile anche fermarsi per il pranzo o per lo spuntino.
Tutte le info sono su www.santaclausvillage.eu.

 

– Pianura come Scampia?
– Diventare Bartenders
– Sale slot e scommesse, il business che non muore mai

 

 

 

“Ombre alla ricerca della luce” di Diego Cozzolino


Giovedì 4 Luglio presso la libreria Loffredo di Via Kerbaker, al Vomero, è stato presentato il libro d’esordio di Diego Cozzolino, “Ombre alla ricerca della luce” edito da Edizioni Eracle.
 Diego, classe 1984, è un giovane pianurese distaccatosi dalla realtà del quartiere periferico napoletano grazie alla sua passione per la cultura, la filosofia, la musica e, ovviamente, la scrittura. La sua famiglia non è nuova nell’ambiente artistico, Diego è difatti cugino della famosa cantante e attrice partenopea Serena Autieri.
Inizia a riversare i suoi pensieri su carta sotto forma di poesia a 16 anni, ma solo nell’ultimo periodo riesce a realizzare il suo intento di dedicarsi alla narrativa, pur mantenendo uno stile a metà strada tra prosa e poesia con contenuti che si rifanno alla cultura classica e religiosa, ma anche alle filosofie orientali come ci spiega lui stesso:“I miei libri sono carichi di simbolismo per un interesse mio verso le religioni, culti sacri, mitologia, sia orientale che occidentale.”dato evidente anche nella scelta dei nomi dei suoi protagonisti, a volte casuale, altre volte voluta. Orfeo, Elena, Giovanna , Nadir, sono elementi che, anche estrapolati da un qualsiasi contesto, riescono da soli a raccontare storie in grado di trasportarci indietro nel tempo e lontano nello spazio.
“Ombre alla ricerca della Luce” è un romanzo dell’anima che diventa scenografia in grado di accogliere i veri protagonisti, i sentimenti, quelli nascosti nell’Ombra e quelli esposti alla Luce, volutamente e non.
Quando hai iniziato a scrivere?
Ho iniziato a scrivere intorno ai 16 anni, poesie; poi sono diventate canzoni, ho fatto il cantautore per un po’ di tempo, proponendo le mie canzoni in giro, voce, chitarra ed armonica a bocca… tutto da autodidatta… ho divorato una quantità mostruosa di libri nel tempo, ho sempre desiderato di scrivere narrativa ma ne sono stato capace solo adesso.
Da cosa nasce il tuo desiderio di mettere nero su bianco i tuoi pensieri?
Mi viene naturale farlo; ho iniziato con le poesie intorno ai 16 anni… è tutto così naturale per me.
Hai già altri libri nel cassetto o altri lavori in corso?
Ombre alla ricerca della luce è un libro sull’Essere, sono già impegnato a scrivere un nuovo libro sull’Avere; anche nel prossimo libro sarà mantenuto lo stile raffinato ma essenziale che caratterizza “Ombre alla ricerca della luce” (una specie di approccio Zen alla letteratura); anche nel prossimo libro ci saranno tantissimi riferimenti simbolici… sarebbe bello vedere, un giorno, raccolti in un unico libro “Ombre alla ricerca della luce” e l’altro sull’Avere; In questo libro sull’Avere sarà indagata la ricerca dell’appagamento del piacere che coinvolge noi tutti, e saranno spesso citati alcuni eminenti personaggi della letteratura italiana, Leopardi, D’Annunzio, come si sono relazionati loro con l’Avere (e con la ricerca del piacere) e come ha contribuito in loro l’appagamento alla lacuna interiore mediante nei confronti dell’Essere.
“Ombre alla ricerca della Luce” è disponibile in libreria ad un prezzo di copertina di 13,00 euro.

 

– Pianura come Scampia?

– Anche Pianura80126 ha una biblioteca!

– Cos’è il Servizio Civile?
– Sagy’s Gym e l’International Wingchun Sanda Accademy

 

Pianura come Scampia?

 

Droga, armi, omicidi di camorra, blitz dei Carabinieri. Non è Scampia, è Pianura, da oggi sorvegliata speciale. Sorvegliata speciale per evitare che questi avvenimenti raggiungano i livelli dell’ormai famoso quartiere, il cui nome è arrivato alle orecchie di tutti in Italia, nel mondo, come una delle più grandi piazze di narcotraffico in Europa. Il narcotraffico e tutte le sue conseguenze.

E ora, dopo quel drammatico periodo della così detta “emergenza spazzatura”, Pianura torna a far notizia a livello nazionale per fatti di cronaca che questo territorio già martoriato e in fase di rinascita, davvero non merita.

All’inizio erano piccoli casi di piccoli spacciatori, i soliti, i piccoli mali. Piccoli mali che nell’ultimo anno sono diventati sempre più frequenti e che spesso hanno coinvolto donne. Piccoli mali che hanno iniziato a mescolarsi con i grandi fatti di cronaca, piccoli male divenuti sintomo di un’infezione che lentamente si sta espandendo.

Gennaio 2012, Pianura, viene arrestata una donna di 78 anni la cui casa, protetta da tecnologiche telecamere, era diventata un via vai di tossici. La donna aveva addosso quasi 10mila euro, frutto della vendita di stupefacenti.

Stesso periodo, stesso quartiere, viene arrestata una donna di 28 anni per spaccio di hashish e extasy. Come la nonnina, anche lei utilizzava la sua casa come luogo di ritrovo. Viveva con i suoi due bambini.

Marzo 2012, la polizia arresta in flagrante un ragazzo di 21 anni che utilizzava come base l’androne del suo palazzo. Al momento dell’arresto una scena classica, i suoi coinquilini lo difendono cercando di sottrarlo alle mani degli agenti di polizia.

Ancora Marzo, ancora una donna, 59 anni, incensurata. La sua casa fungeva da deposito e luogo di spaccio.

Maggio 2012, una giovane donna di 22 anni viene trovata in possesso di 4kili di hashish, una pistola e relative cartucce.

Agosto 2012, viene arrestato a Pianura Alfredo Vigilia, 45 anni, pluripregiudicato ai vertici del clan Grimaldi per il quale gestiva lo spaccio di droga.

Maggio 2013, in un agguato 3 uomini scaricano circa 20 colpi di arma da fuoco su Bruno Alfonso, pregiudicato affiliato al clan Mastella-Pesce.

Fine Maggio 2013, di fianco ad una scuola materna, nascosti in un cunicolo, i Carabinieri sequestrano una pistola Smith & Wesson, 600 munizioni di vario calibro e due giubbotti antiproiettile in kevlar, il tutto riconducibile al clan Mastella-Pesce.

Giugno 2013, altra donna, 26 anni, incensurata, gestiva la sua piccola piazza per lo spaccio di droga all’interno della sua abitazione.

Sempre Giugno, i Carabinieri arrestano due uomini che confezionavano la droga protetti da 3 porta blindate, 2 barriere di metallo e 2 grate, più diverse microtelecamere di sorveglianza.

Fine Giugno, Fosco di Fusco, legato al clan dei Lago, viene freddato sotto il suo palazzo a Pianura.

Luglio 2013, di nuovo una donna incensurata in possesso di grosse dosi di marihuana a cocaina che spacciava nel suo appartamento.

Stesso mese, blitz dei Carabinieri a Pianura, durante il quale vengono arrestate 22 persone con l’accusa di associazione a delinquere di stampo mafioso, narcotraffico, detenzione illegale di armi comuni e da guerra, ricettazione ed estorsioni. Tra gli indagati, oltre ad alcuni esponenti del clan Lago, anche alcuni membri dell’elite del clan Marfella con i quali i Lago avevano intrecciato i loro rapporti.

Era invece, con molte probabilità, legato al clan Mele il ventiseienne il cui cadavere è stato ritrovato il 15 Luglio nella campagne della contrada Spadari, ucciso da un proiettile che gli ha perforato la mascella.

Piccole pedine controllate da grandi giocatori. Giocatori che sanno esattamente quale campo di gioco scegliere. Affidano i loro affari alle donne, chi può sospettare di una ragazza con due figli, chi può pensare che possa spacciare droga in casa mentre i bambini giocano nell’altra stanza. Si fanno scudo con la disperazione altrui, traggono guadagno dalla miseria che li circonda vendendo altra miseria in cambio di soldi.

Pianura, un quartiere che boccheggia per restare a galla, ma che qualcuno cerca di tenere sott’acqua. Le istituzioni dall’alto la spingono giù, la malavita dal basso la tira verso di sé.

Eppure continua a combattere, continua a nuotare, a cercare appigli, a sperare in qualcuno che le tiri un salvagente, pronta a dimostrare il suo vero valore, l’orgoglio che la sua gente onesta porta nel cuore, perché più maltrattano le cose che ami, più le ami.

 

– Sale slot e scommesse, il business che non muore mai
– Tutti vogliono un pezzetto di cultura italiana, tranne l’Italia.
– Le sigarette elettroniche fanno male?


Kovy e Stevex e la loro “Come Back”

Il futuro della musica dance porta il marchio made in Naples, più esattamente Pianura.
Sono infatti queste le origini dei due DJ che hanno firmato il brano “Come back”, in onda su diverse radio come KissKiss, Radio Marte e Club91. Loro sono Kovy e Stevex e sono riusciti a piazzare la loro opera prima nella Top Ten in Turchia e Grecia. I due già affermati nel mondo delle discoteche partenopee, si sono incontrati proprio grazie al loro lavoro che li porta a girare i locali più importanti di Napoli e non solo. Trovata la loro base in uno studio di registrazione nel quartiere Soccavo, hanno creato la loro prima collaborazione.
Il loro successo è solo agli inizi. Mentre erano ospiti della trasmissione “Al Massimo c’è la Pisco”, condotta da Flavio Massimo, hanno infatti ricevuto la notizia che il loro brano è attualmente nella classifica delle 25 canzoni preferite da Rihanna. Merito della tecnologia che permette a un duo pianurese di arrivare alle orecchie di Rihanna dall’altra parte del mondo, ma soprattutto merito del loro pezzo. In attesa di poterlo ascoltare come tormentone, è possibile scaricarlo da iTunes e Amazon, mentre il video è disponibile su YouTube.
 

 

Diventare Bartenders

Se siete soliti bazzicare tra bar e locali è molto probabile che chi vi ha servito da bere abbia imparato a preparare i suoi cocktail a Pianura sotto l’attenta guida di Maurizio la Spina.

Maurizio la Spina è il classico esempio di chi riesce, con impegno e dedizione, a fare della sua passione il proprio lavoro. Nel 2002 infatti decide di evolvere il suo status di bartender dimostrando che preparare un drink non è solo una questione di chimica, ma è un’arte vera e propria, nella quale i movimenti dell’artista devono sposarsi con le dosi della sua opera creando non semplici bevande, ma un mix di piaceri per i quali anche la preparazione deve far parte della ricetta stessa, intrattenendo il cliente di turno.

Partendo da Pianura, Maurizio inizia il suo viaggio nel mondo dei cocktail, un mondo che di solito prende vita di notte ed è fatto di musica, locali e tanto sudore. Ricco di nuove esperienze e una cultura nel campo che lo pone tra i nomi più importanti esperti del settore, torna a casa, Pianura, e nel 2010 incontra il suo socio, Giorgio Fontana, con il quale mette su la “Bartender s S.A.S.”.

Nella loro sede in Via Arcangelo Corelli è possibile vivere l’apprendimento di questa disciplina sia dal punto di vista pratico che teorico, con aule dedicate alle diverse esperienze. I corsi si ripetono con cadenza mensile e contano circa dieci allievi ciascuno. Una volta conclusosi, è la scuola stessa che aiuta i propri studenti nella ricerca di un lavoro sia su Napoli che sull’interno territorio nazionale, ma a volte possono spingersi anche oltre. La gente ama divertirsi e i bartenders sono una parte importante del loro viaggio verso il divertimento.

E’ possibile richiedere maggior informazioni sul sito bartendersitalia.com


 

 

 

Sale slot e scommesse, il business che non muore mai

Passeggiando per Pianura è facile notare come alcune cose, nell’arco degli anni non siano mai cambiate. Le mattine durante la settimana le strade sono piene di donne, ragazze che, portati i bambini a scuola si alternano tra supermercati, fruttivendoli e parrucchieri. In certe vie e in certi orari a Pianura sembra che non esistano uomini, come se il mondo fosse abitato solo da donne, donne e buste della spesa, e che gli unici uomini presenti siano stati messi lì solo per servire il genere femminile. Prima ne saltava fuori uno ogni tanto, qualche ragazzino su un motorino, qualche marito che nel suo giorno di festa accompagnava la moglie a comprare la frutta o qualche pensionato con cane al guinzaglio. Oggi è diventato più difficile incontrare un uomo che solca le strade pianuresi nelle mattine feriali. A meno che non si sappia dove cercare. Non nelle chiese, non nelle sedi di partito, non nei circoli ricreativi, ma nelle sale scommesse.

Mi sono armata di pazienza e scarpe comode e ho iniziato la mia passeggiata. Mantenendomi solo lungo le strade principali, senza addentrarmi per vicoli e vicoletti, ho potuto contare almeno 20 tra sale scommesse, punti gioco e sale slot. Su di un territorio di 11,45km quadrati, quanto è grande il nostro quartiere, questo significa che abbiamo la bellezza di un punto gioco ogni 420 metri. Non male se consideriamo che chi vive su Via Montagna Spaccata deve percorrere circa 2 km per arrivare al primo bancomat utile. Questo ci pone d’innanzi all’evidenza dei fatti, a Pianura è molto più semplice e, forse necessario, perdere soldi che andarli a ritirare.

Ma non c’è da meravigliarsi, abbiamo visto come i nuovi imprenditori del nostro quartiere amino investire nelle nuove tendenze. Ne abbiamo parlato citando la nuova moda delle sigarette elettroniche e ci siamo chiesti se avranno un effetto cometa oppure manterranno il mercato. Non è questa una domanda da porsi invece se parliamo del gioco d’azzardo.

Attualmente in Italia il gioco d’azzardo è la terza impresa a livello di fatturato con un bilancio sempre in attivo. Ma vediamo un po’ i numeri vincenti del nuovo potere economico della penisola.

L’Italia è il secondo paese al mondo per diffusione del gioco e il primo in Europa. A fronte di una popolazione che rappresenta l’1% a livello mondiale, l’Italia detiene il 15% del mercato europeo e il 4% di quello mondiale. Legalmente vengono fatturati circa 76 miliardi, illegalmente si arriva solo a 10 miliardi annui. Si contano più di 2 milioni di giocatori occasionali e circa 800mila con patologie da dipendenza, per una spesa pro capite di 1450€ annui, neonati compresi, 400mila slot machine, una ogni 150 abitanti, 10 concessionari del Monopolio e 41 clan mafiosi coinvolti.

I giochi di cui parliamo sono legali e ordinariamente tassati dal governo. Si potrebbe quindi dire che il costante aumento del fatturato proveniente da questa nuova fonte serva in qualche modo a riempire le casse di uno Stato in crisi. Ma ci sono due questioni. Una è etica. Il gioco d’azzardo affonda le sue radici in terreni già prosciugati e le intreccia con quelle della miseria. Può quindi uno Stato cercare la rinascita sulle spalle di chi già vive in povertà?

Secondo. Nonostante la crescita esponenziale dei fatturati provenienti dal gioco d’azzardo i guadagni dello Stato Italia sono minimi poiché uno dei prodotti meno tassati dallo Stato stesso.

Cosa ai limiti dell’assurdo è che addirittura gli spot pubblicitari vengano considerati dal nostro Stato come d’interesse nazionale e per questo gli stessi passaggi pubblicitari vengono “offerti” gratuitamente o fiscalmente agevolati.

Dovrebbero poi essere messe in conto tutte le spese che derivano dalle conseguenze devastanti che il proliferare di queste sale gioco portano. Cioè tutti i soldi che lo Stato deve investire per tenere sotto controllo le infiltrazioni mafiose che si sono viste porgere su un piatto d’argento una facile via verso l’usura e il riciclo. Clan come i Casalesi, i Mallardo, i Lo Piccolo e gli Schiavone utilizzano ogni giorno il gioco legale come veri e propri bancomat per il riciclaggio di soldi sporchi e ne sono così invischiate da definirsi l’undicesimo concessionario occulto del Monopolio. I metodi sono i più vari, si sostituiscono le slot machine “legali”, si importano soldi da tutto il mondo grazie ai siti di gioco on line che fanno capo a concessionari esteri e addirittura si arriva ad acquistare dai giocatori con soldi sporchi i biglietti vincenti di lotterie e gratta&vinci spesso anche con un implemento del 15% per poter poi incassare soldi “puliti”. E lo fanno in tutta tranquillità poiché i guadagni sono elevati, ma le pene non sono paragonabili a quelle, ad esempio, dello spaccio di droga.

Ecco qui che quindi, passeggiando per le strade del mio quartiere, mi trovo di fronte un’immagine chiara e nitida di quello che il paese in cui vivo, un paese pieno di contraddizioni, un paese dove la gente risparmia sul cibo, ma non sull’illusione di arricchirsi senza sforzo, un paese dove lo Stato combatte le mafie, ma allo stesso tempo le alimenta, in poche parole, vedo negli 11,45km quadrati di Pianura, l’Italia intera.

Tutti vogliono un pezzetto di cultura italiana, tranne l’Italia.

Il Comune di Napoli, attraverso la Rete delle Biblioteche Comunali, favorisce la crescita culturale individuale e collettiva e riconosce il diritto dei cittadini all’informazione e alla documentazione, allo scopo di creare un punto di aggregazione e presidio di legalità, promuovere lo sviluppo della personalità e la consapevole partecipazione alla vita associata mediante la promozione della lettura, anche in sinergia con tutti gli altri attori della filiera del libro e dei documenti su diversi supporti.”

Questo è quanto dichiarato nel regolamento della Rete delle Biblioteche Comunali di Napoli.

Favorire la crescita culturale e individuale mediante la promozione delle lettura, come richiesto, tra l’altro, dall’Unesco. E allora perché la biblioteca di Pianura non ha i fondi nemmeno per la cartucce della stampante? E quali sarebbero i documenti su “diversi supporti”, in un luogo di cultura dove, nel 2013, manca una libera connessione wi-fi, cioè l’accesso alla più ampia raccolta d’informazioni possibile?

Le risposte sono varie.

Si potrebbe dire che c’è crisi.

Ma diciamo la verità, la crisi noi l’abbiamo sempre vissuta. Basti pensare che per 5 anni fino al 2010, la biblioteca, Pianura, non l’ha proprio avuta, e quelli non erano gli anni della crisi.

Si può far riferimento alla riforma del decentramento amministrativo della città di Napoli, grazie alla quale alcuni di quelli che erano i compiti del “governo centrale” sono passati nelle mani delle singole municipalità, e se la municipalità di Pianura non ha fondi per tappare le voragini che si aprono dopo cinque minuti di pioggia nelle nostre bellissime strade, come potrebbe permettersi l’acquisto di libri?

I libri non tappano le buche.

Non quelle delle strade almeno.

Ma sono in grado di riempire canyon, quelli scavati dai fiumi dell’ignoranza che sempre di più si gonfiano nelle nuove generazioni.

Ma la realtà è che viviamo in un paese definito “la culla della cultura” che ha però da tempo abbandonato i suoi figli.

L’Italia, patria della pittura, della musica, del teatro, della letteratura, e non parliamo di piccoli nomi conosciuti solo a livello locale, ma di grandi personaggi che hanno cambiato la storia del mondo.

L’Italia, un paese dove se scavi anche in quartiere di periferia come Pianura, ti saltano fuori reperti storici e siti archeologici.

L’Italia, che potrebbe svegliarsi ogni mattina con le casse piene di guadagni solo grazie alla sua storia è, secondo l’Eurostat “il fanalino di coda dell’Europa” con un investimento nella cultura dell’1,1% della nostra spesa pubblica, seguita solo dalla Grecia.

Se Dante fosse vissuto ai giorni nostri probabilmente si sarebbe spostato in Estonia, al primo posto in classifica, con un investimento del 5% della spesa pubblica.

Eppure noi, la cultura, l’arte, continuiamo ad avercela nel DNA, a seguirla o crearla, in tutte le forme in cui si è evoluta come il design o la moda. In qualche modo riusciamo ancora ad essere ammirati ed imitati per questo. Nella moda abbiamo marchi come Gucci, secondo solo a Louis Vuitton…ah no, Gucci non è più italiana, ma è stata acquisita dalla holding PPR, francese e proprietaria anche di Bottega Verde.

Nel design abbiamo la Ducati, famosa in tutto il mondo. Ah no, ora è stata comprata da Audi che a sua volta appartiene al 90% alla Wolkswagen che, possiede al 90% anche la Italdesign Giugiaro, l’azienda creata da uno dei più grandi designers italiani.

Si potrebbe andare avanti per ore.

E poi ci sorprendiamo se non ci sono i fondi per comprare il libri alle biblioteche.

 

La libertà, il benessere e lo sviluppo della società e degli individui sono valori umani fondamentali. Essi potranno essere raggiunti solo attraverso la capacità dei cittadini ben informati di esercitare i loro diritti democratici e di giocare un ruolo attivo nella società. La partecipazione costruttiva e lo sviluppo della democrazia dipendono da un’istruzione soddisfacente, così come da un accesso libero e senza limitazioni alla conoscenza, al pensiero, alla cultura e all’informazione.” Manifeste UNESCO sulle Biblioteche pubbliche.

 

Anche Pianura80126 ha una biblioteca!

Fino al 2010, Pianura non aveva una vera e propria biblioteca.

Ospitata dalla scuola Palasciano, era solo un punto prestito, ma era pur sempre un luogo dove poter usufruire di un po’ di cultura free, prima che fosse chiusa per 5 anni e tornare attiva con una nuova forma in una nuova sede.

Ora la Biblioteca di Pianura ha trovato la sua collocazione all’interno della scuola Massimo Troisi, in via G. De Chirico. Ha due sale per lo studio e una vasta collezione di manuali. Ma questo non basta.

Attualmente, la biblioteca del nostro quartiere è l’unica in tutta Napoli il cui orario va dalle 9 del mattino alle 15 anziché le 19, come tutte le biblioteche comunali.

Abbiamo parlato con il responsabile Ilario Franco, il quale ci ha messi di fronte alla dura verità

Mancano i fondi. Per tutto.

Per pagare il personale e permettere la chiusura alle 19.

Per ampliare la collezione di libri.

Per comprare il toner della stampante.

Nell’era di internet, mentre movimenti politici basano intere campagne elettorali sull’accesso alla rete libero per tutti, la biblioteca di Pianura non ha il wi-fi. I bar hanno il wi-fi. La Biblioteca no.

Lo ha avuto per un mese, grazie ad un progetto messo su in collaborazione con l’associazione “A voce alta”, ma per problemi di burocrazia è stato disattivato.

Attualmente la biblioteca accoglie progetti per bambini ed eventi. Lo scorso anno è stato ospite il commediografo Salvatore Moscato, il cui nome riuscì a portare tra le mura della biblioteca anche l’Assessore alla Cultura del Comune di Napoli, Antonella di Nocera.

Ma questo non è sufficiente. Molti ragazzi avrebbero bisogno di un luogo dove studiare anche il pomeriggio, magari con una connessione wi-fi per approfondire lì dove libri e manuali non bastano. Chi va a scuola o all’Università la mattina, non ha poi il modo di usufruire dei servizi messi a disposizione dalla biblioteca. E se poi ci fosse la possibilità di ampliare la collezione di libri, la biblioteca di Pianura potrebbe diventare un vero e proprio punto di riferimento per i giovani del nostro quartiere.

– La Sagy’s Gym al Kung fu Legend di Roma
– L’invasione della sigaretta elettronica
– Oriental Life, le Arti Marziali a Pianura
– Corso di antiagressione Femminile “Donne al Sicuro”