Supernatural Legend e le TV series moderne – terza parte

Terza ed ultima parte dell’intervista a Giuseppe P. Columbanu il creatore di Supernatural Legend, il primo e più importante sito in Italia dedicato a Supernatural

Tornando a Supernatural, cosa ne pensi della premiere dell’ottava stagione?

– Questo commento fa riferimento al solo episodio premiere 8×01 – C’è una cosa da dire, subito, senza perdere del tempo: quest’anno Supernatural promette veramente scintille, intendo quelle luminose e scoppiettanti, perchè dopo le discrete ma assolutamente inconsistenti ultime due stagioni, era dai tempi delle season 4 (perchè è a quella che l’accosto) che non si vedeva una season premiere così ben costruita. Posto che nel finale della settima stagione Dick venne ucciso lasciando (apparentemente?) sulla terra i suoi piccoli, è stato giusto non dimenticare la questione Leviatani e quindi averla ripresa tramite il test di Dean verso Sam e Kevin verso i bros – secondo voi gli autori ci ritorneranno su, quanto meno per darci un’ultima e speriamo soddisfacente conclusione?
Senza dubbio, l’episodio ricorda parecchio (positivamente) pur avendo una dignità propria la season premiere della Season 4. Al momento del ritorno, sono il solo ad aver pensato all’arrivo di un Angelo? Non riesco a capire questo passaggio, come mai Dean è tornato in questo modo? Il personaggio appare cambiato sin dalle prime scene in cui parla, ma non solo, è sicuramente un persona nuova sotto svariati punti di vista, considerato quello che avrà affrontato in Purgatorio – e qui entra in scena una delle migliori novità di questa stagione: Benny.
Già dalla sua prima comparsa promette di farci gustare il suo personaggio. Dimenticavo, interessantissima la questione del braccio come bagaglio porta anima-di-vampiro, spero che ci faranno vedere come questo è avvenuto, mi stuzzia non poco. Il rapporto che vi è tra i due appare estremamente interessante quanto estremamente simile a quello che Sam ebbe con Ruby ai tempi della quarta stagione. Dean, sembra sia pronto a distaccarsi da Benny, come se ora, tornato sulla terra dovesse chiudere i ponti con quella che è stata una parentesi Purgatoriana e che nel suo spazio-tempo non può e non deve continuare (fa tanto slash ahah); e secondo me viene praticamente palesato dalla parte finale della puntata in cui Dean da una sorta di congedo momentaneo a Benny in cui gli dice di stare alla larga dai guai… sembra uno di quei discordi che si fanno ad una persona che parte, che non rivedremo per un pò, o con la quale, non avremo più quel rapporto stretto di un tempo. Potrebbe essere per via di Sam che stava qualche metro più in là e avrebbe potuto sentire la chiamata, ma non penso proprio, c’è qualcosa, un qualcosa che Benny e Dean hanno fatto in Purgatorio (ancora, non sto slashando lol) che ora, come dire, assume un significato e/o gravità diversa, tanto da far rendere pienamente cosciente Dean e fargli voler chiudere i conti con questa storia, mettendo tra lui e Benny delle distanze.Parlando di Sam, la questione è abbastanza, come dire: offuscata. Ci sono dei punti a suo favore ed altri che, apparentemente gli vanno totalmente contro. Premetto che secondo me gli autori ci stanno giocando parecchio con le dichiarazione rilasciate sia attraverso gli spoilers, sia ultimamente su twitter/conventions, perchè altrimenti non si spiegherebbero alcune cosette. Anzi, l’unica spiegazione sarebbe che hanno combinato una vera porcheria in termini di logica.
Ok, si è parlato tanto del fatto che Sam non avesse neppure provato a cercare suo fratello, pur non sapendo dove fosse, anche se facendo due più due ci sarebbe potuto arrivare (insomma è Sam) visto che Dean era scomparso insieme a Dick, chissà mai dove, a Disneyland? No, in Purgatorio!
Quindi, al 90% credo e soprattutto spero con tutto me stesso che dietro ci sia una ragione, una grande spiegazione che getterà luce sul perchè Sam non ha cercato Dean. Che poi, anche questo, secondo me non è del tutto vero, intendo l’affermazione. Quando Sam arriva al cottage ha quello sguardo da “Sono triste, mi guardo intorno ricordando i bei/brutti momenti vissuti qui con mio fratello”, ma al contempo sembra stia scrutando l’ambiente come se stesse aspettando di vedere Dean comparirgli davanti. Stessa cosa quando viene testato con il borax, ha un’espressione non propriamente sopresa. E’ vero che al momento della scomparsa Dean non era morto, però dopo un anno, un minimo di incredulità avanti ad una persona come tuo fratello, inesistente da tutto questo tempo ce l’avrai, o no? Qui, nulla di nulla, anche le battute, non comunicano niente che possa far riferimento alla totale sorpresa di Sam, quindi a mio avviso – sebbene un produttore abbia confermato che Sam non sapeva della presenza di Dean all’intero del capanno – non è così; spero vivamente che sia un depistaggio e che ci mostrino l’altra apparente faccia della medaglia. In caso contrario, beh…questa sarebbe la prima ‘grande’ falla della stagione, perchè diciamocelo, la scena è stata totalmente differente dall’abbraccio in 4×01 ‘Lazarus Rising’ e, paradossalmente ci vidi più sentimento – nonostante RoboSam – in 6×01 ‘Exlie on Main Street’, pensate XD. Inoltre, gli autori sarebbero dei veri pazzi ad inemicarsi il fandom con bassezze di questo tipo. Continuo, dietro tutto c’è qualcosa di grosso, qualcosa che è assolutamente collegato ad Amelia e alla figura incappucciata quando Sam esce di casa. Parlando di quest’ultima, concordo con chi dice che a primo impatto è sembrata una stronza inside, ma immagino faccia parte di quella barriera che si sarà costruita per proteggersi dagli altri visto il suo passato. C’è da dire che i migliori personaggi femminili sono sempre stati introdotti come dei masochisti e bitch inside, ricordate Jo e Ellen con quel loro modo badass e bitchy iniziale? Passando alla parte tecnica della puntata, mi è piaciuta moltissimo la scelta registica in alcune particolari scene, tipo lo slowmotion quando Crowley fracassa il collo della ragazza di Kevin, o quando quest’ultimo prepara il rituale e bloccano la scena sul fiammifero; per non parlare dei filtri e contrasto utilizzato per la rappresentazione dei flashaback sul Purgatorio, nettamente diversi da quelli utilizzati per Sam, luminosi e ovviamente più saturi. Anche gli effetti speciali, come le location dell’episodio mi sono piaciute molto (va beh, in questo tipo di show datemi una chiesa e delle candele accese e sono felice). Che dire infine, una premiere che getta basi apparentemente solidissime per una stagione che potrebbe – e qui non voglio gufare come accaduto per la season 7 – risollevare lo show dallo stato in cui alleggiava sulle ultime due stagioni. Fra l’altro, cosa che secondo me segna una svolta positivissima nella narrazione, è che al contrario delle ultime due stagioni, forse di più per la settima anche se avrebbero potuto lavorarci benissimo in questo senso, nel caso specifico la mitologia è strettamente collegata alle situazioni personali dei personaggi, ogni cosa dipende da loro, è causata dalle loro azioni. Questo tipo di forte impronta personaggi/mitologia non la notavo sin dalle prime cinque stagioni e un pò nella sesta per via di SoulessSam, quindi, sono fiducioso. In chiusura, Premiere bellissima se non fosse per quelle due piccole pecche sul ritrovo dei due Bros, ma spero di aver ragione sul fatto che ci verranno date delle giustificazioni a riguardo.

 

Dal punto di vista maschile, Dean o Sam?
Nonostante ami entrambi i personaggi, sono un Sam-boy, assolutamente. Credo che il motivo per il quale Sam mi piaccia così tanto è perchè sin dall’episodio pilota ha avuto un’evoluzione coerente e interessantissima. (Si) è sempre (stato) visto come il freak di turno ma anche grazie a questa sua condizione è riuscito ad emergere tantissimo e a mostrare una profondità che mi ha sempre colpito, questo grazie ad una brillante scrittura da parte di Kripke e il resto dei writers.

 

Supernatural Legend e le TV series moderne – seconda parte

Supernatural Legend e le TV series moderne – prima parte

 

 

Supernatural Legend e le TV series moderne – seconda parte

 

Continua l’intervista a Giuseppe P. Columbanu, giovane appassionato, che ha messo su un sito dedicato a Supernatural  praticamente prima che Supernatural arrivasse in Italia, diventando il punto di riferimento online più cliccato in Italia.
Iniziamo quindi, in questa prima parte, a conoscere lui e il suo lavoro su Supernatural Legend.

….

Prima le serie tv erano poche, com’è cambiato il concetto di tv show con l’avvento di tutti questi nuovi canali?

E’ verissimo, prima le serie tv da seguire erano davvero poche, o meglio, era sempre tante (sempre meno di oggi) ma più gestibili anche perchè si doveva per forza aspettare la messa in onda televisiva, e come ben sappiamo diluita nel corso della settimana – quindi meno impegnative rispetto ad oggi. In questo momento per noi telefili la questione è sempre più spinosa, sempre più ingombrante anche perchè i telefilm che vengono prodotti ogni stagioni sono davvero tantissimi, sicuramente più di quanto ci sia realmente bisogno. Ogni canale produce tanti di quegli show che lo spettatore non riesce a seguirli tutti, quindi si ritrova a dover registrarli o recuperarli in un secondo momento grazie ai nuovi metodi di fruizione (internet, tv on demand etc). Questo tipo di soluzioni e/o alternativi stanno tutt’ora giocando un ruolo fondamentale in questo campo, perché ormai la creazione di uno show televisivo ben scritto e girato non è un privilegio delle sole reti broadcast (vedi ABC, NBC; FOX e The CW), a queste si sono man mano aggiunte le reti via cavo, ormai consacrate come le paladine e produttrici di prodotti qualitativamente altissimi – ma tutto ciò non si ferma qui, perché recentemente nel mondo dello showbiz televisivo si sono fatti strada società sempre appartenenti all’ambiente ma non più di tanto, pensiamo a Netflix o Amazon che stanno macinando successi dopo successi grazie alle loro produzioni originali di serie tv e film. Infine, ma non meno importanti sono le web-serie, fenomeno ormai largamente presente un po’ ovunque, anche qui in Italia. Questo per dire che la forma di intrattenimento sta cambiando, anzi, è già cambiata e sta procedendo talmente velocemente che prestistissimo la cara e vecchia tv generalista potrebbe diventare un semplice ricordo a pari del caro lettore cd.

Si dice che “Desperate Housewives” sia l’ultima serie tv della vecchia generazione, è così?

Molto probabilmente quello che dici è vero, serie come ‘Desperate Housewives’, ‘Grey’s Anatomy’ (le prime stagioni) e ‘Lost’ partite tutte nella stagione 2004/2005 (definita un pò da tutti i critici, la stagione d’oro) sono le ultime serie ad aver portato in tv qualcosa di, non dico totalmente nuovo, ma rielaborato ottimamente, con dei concept triti e ritriti come ad esempio il medical drama, e qui pensiamo a’Grey’s Anatomy’ oppure a dei contenuti assolutamente originali pur attingendo a vecchi generi come la soap opera & la telenovela e qui mi viene in mente ‘Desperate Hosewives’ ma comunque rielaborati e scritti in modo impeccabile. Poi, se dobbiamo citare ‘Lost’, personalmente lo inserisco in quella cerchia degli show più originali e ben fatti della storia, almeno per quanto mi riguarda, sopratutto facendo un confronto con quello che ho visto nella mia breve vita. Con questo non voglio assolutamente dire che tutti i prodotti nati dopo quest’era siano (stati) tutti delle ciofeche, tutt’altro, esistono dei prodotti attualmente in onda degni di nota sotto diversi aspetti ma sembra quasi che la predilezione delle reti sia quella di provare tanto per… si crea uno show con delle basi mediocri e qui mi riferisco un pò a tutto (concept di base e questioni tecniche), sembra quasi con l’intenzione di mandarlo in onda per qualche stagione e poi farlo fuori. La maggior parte degli show attuali durano si e no due stagioni, quando non vengono cancellati dopo la messa in onda di pochi episodi a causa dei pochi ascolti, il che è tutto un dire. Su questo fronte, gli unici show che si salvano parzialmente sono quelli che vanno in onda su i canali via cavo, quest’ultimi maggiormente interessati alla qualità dei loro prodotti e ovviamente agli abbonati alla loro rete, stessa cosa vale per i nuovi colossi come Netflix e Amazon. Sicuramente la qualità a livello tecnico, di cast e soprattutto di storia e scrittura si trova in quegli show che vanno in onda sulla cable tv, dove grazie anche a grandi budget rispetto a show in onda sulle reti generaliste, hanno dietro una produzione super qualificata e alle volte nomi di un certo livello.

E di questa vecchia generazione quale secondo te è la serie che più andrebbe ricordata?
Facendo una lista in ordine sparso e qui sono almeno un paio: ‘Charmed’, ‘Lost’, ‘Desperate Housewives’, ‘Alias’ e ‘Gilmore Girls’. Tutte a modo loro per diverse ragioni, ma soprattutto per aver portato in scena delle storie originali e innovative, con personaggi molto simili a quelli che potremmo definire parenti o semplicemente amici.

 

E della nuova?

Sicuramente ci sono tante serie tv attualmente in onda che meriterebbero essere menzione, ma mi viene in mente una serie del 2011 e conclusasi proprio quest’anno, sto parlando di ‘Enlightened’. Credo si tratti di uno dei migliori show televisivi mai creati in grado di far riflettere l’uomo, di aiutarlo, di curarlo e quindi fungere in qualche modo da psico-terapeuta. Nonostante basi le sue fondamenti su argomenti più che normali e apparentemente superficiali, si tratta di uno show molto particolare, forse per questo non apprezzato da tutti, ma onesto, sincero e mai banale.

 

Quest’ampia scelta ha aumentato solo il numero di serie tv o anche la qualità?

Ovviamente no. Come del resto nella vita di tutti i giorni, quantità non sta necessariamente a qualità, alle volte accade, ma non tanto spesso come si vorrebbe. Il problema è che ci si concentra più sulla quantità che senza tardare troppo scompare e riappare a discapito della qualità. E’ rarissimo che un prodotto riesca a mantenere la qualità per diverso tempo, purtroppo.


Supernatural Legend e le TV series moderne – prima parte

 

Supernatural Legend e le TV series moderne – prima parte

Un po’ di tempo fa ho rivelato al mondo la mia passione per “Supernatural”, quel telefilm con i due fratelli fighi che cacciano mostri, vampiri e demoni.
In realtà ormai ci sono così tante serie TV che faccio fatica a giostrarmi tra i vari protagonisti e canali dedicati.
Prima c’erano Beverly Hills 90210 e Twin Picks…ora c’è il caos totale, così totale che anche la stessa serie ha tre o quattro versioni diverse (C.S.I.).
Così ho deciso di parlarne con qualcuno che se ne intende, qualcuno pratico del settore che potesse dirmi quale, secondo lui, è la situazione attuale di tutto questo caos “in serie”.
Lui è Giuseppe P. Columbanu, giovane appassionato, che ha messo su un sito dedicato a Supernatural (ecco come l’ho conosciuto) praticamente prima che Supernatural arrivasse in Italia, diventando il punto di riferimento online più cliccato in Italia.
Iniziamo quindi, in questa prima parte, a conoscere lui e il suo lavoro su Supernatural Legend.

Cos’è Supernatural Legend, e tra tutti i tv show come mai hai deciso di dedicare così tanto esclusivamente a ‘Supernatural’?

Supernatural Legend è il primo e tutt’ora unico sito web Italiano sulla serie tv di successo del canale americano The CW, nato il 13 Febbraio 2007…mi fermo e cito direttamente dalla sezione ‘About SL’ la storia di questo sito: “Già dal mese di Maggio 2006 sentii parlare della serie Supernatural, il cui pilot venne proiettato in esclusiva nazionale alla Telefilm Festival 2006. Il mese successivo al festival comprai il tradizionale numero di Telefilm Magazine, in allegato vi era un volumetto in cui vi erano descritte in modo generico tutte le serie proiettate, tra queste c’era anche Supernatural, appena vidi la casa di produzione ovvero la tanto amata The WB mi incuriosì e iniziai a leggere la recensione. Restai subito colpito, come trama mi piacque subito anche grazie all’atmosfera molto dark/horror e quel velo di mistero che certo arricchii il tutto anche perché mi ricordava “Charmed”, comunque sia dopo averlo letto per bene accantonai il librettino. Nei mesi successivi, tipo a Novembre/Dicembre 2006 incominciai a girovagare sul web alla ricerca di qualche informazione in più su questo show che già da subito mi aveva conquistato, cercai siti e blog italiani, per sapere almeno la data della messa in onda sui canali in chiaro. Riuscii a trovare alcuni forum i cui conobbi alcuni membri come Woman in White (Alessia) con cui allacciai subito un rapporto. Il tempo passava e sempre più mi balenava in testa l’idea di dedicare uno spazio a questo telefilm sebbene non avessi mai visto nessuna episodio, ma a pelle sapevo che era un buon prodotto e che mi sarebbe piaciuto. Tra vari ripensamenti a fine Novembre decisi di costruire il sito, mi diedi da fare iniziando a visitare i principali siti americani dedicati alla serie così da poter reperire materiale utile. Non so nemmeno io come feci ma tra Dicembre 06 e metà Gennaio 2007 riuscì a completare tutto il sito, anche se molte sezioni come la video-gallery e la guida episodi della seconda stagione dovevano essere ancora completate. La cosa che restava da fare ma non meno importante era quella legata al nome, ero indecisissimo sulla scelta, tra le varie opzioni prese in considerazione vi erano (Supernatural Life, Supernatural Side, Supernatural World, ma anche Supernatural Italia), quest’ultima scartata subito vista la pochissima originalità, mi concentrai ancora per trovare quel nome che facesse la differenza, alla fine mi vennero due parole in mente, (Supernatural e Leggenda, in fondo gran parte delle trame degli episodi si basavano sulle tantissime leggende metropolitane americane, lo stesso creatore Eric Kripke dichiarò che lo show si basava principalmente sulla narrazione delle tante leggende, a quel punto pensai ad un sito in cui nel nome si potesse capire sin da subito l’essenza della serie, optai finalmente per “Supernatural Legend”. Il 20 Gennaio… boom arriva la grande notizia, Supernatural sarebbe arrivato con la prima stagione a partire dal 13 Febbraio 2008 ogni martedì alle 22:35 dopo la seconda stagione di ‘Lost’. Ero felicissimo, perché avrei così potuto vedere il tanto atteso pilot, ma da una parte pensavo all’altra opzione, quella che annullava tutto, nel senso che magari al momento non mi sarebbe piaciuto e a quel punto avrei sprecato fatica, perché francamente stavo aprendo un sito completamente alla cieca. Arrivò il tanto atteso 13 Febbraio e pubblicai il sito, grazie a tutti i conoscenti del web, il sito ebbe un record di visite sin da primo giorno pari a 220 visite, ero sbalordito. La notte dopo aver visto il pilot (1×01 ‘La Caccia ha iniziò) rimasi letteralmente fulminato (in senso buono), non solo la serie aveva confermato quello che pesavo, ma mi aveva preso davvero tanto, in quel momento pensai che aver aperto un sito su quella serie ancora pochissimo conosciuta in Italia era stata la cosa più giusta. In un solo anno il sito è diventato uno dei più visitati in Italia, contando il fatto che in quanto a forum ce ne sono parecchi ma di siti veri e propri sono davvero pochissimi. Non voglio fare il presuntuoso, ma basandomi sui fatti posso affermare che Supernatural Legend è il vero sito Italiano, e dico questo poiché in così poco tempo è stato completato di qualunque materiale inerente alla serie, quale (news sul cast e sulla serie, spoilers sempre aggiornati, guide agli episodi dettagliatissime, guida alle musiche e i dati auditel di ogni stagione e molti contenuti extra). No manca la Video e la Photo Gallery sia sugli episodi, sul cast e sulla promozione. Particolare interesse è stato dato anche alla sezione Media, Made By sezione esclusiva in cui vari progetti ideati e curati dal sito (Fan Fiction, Eventi, Interviste esclusive e Concorsi) vengono proposti ai visitatori, con il solo scopro di coinvolgerli sempre più. Insomma se questo sito è diventato in così poco tempo il più visitato in Italia, devo ringraziare principalmente voi visitatori che contribuite attivamente. Vorrei fare anche un ringraziamento speciale ad alcuni amici del web che mi hanno sostenuto prima e dopo la pubblicazione del sito, ed in parte è merito anche loro, grazie a Spike per avermi passato front page (indispensabile per la creazione del sito) quando avevo ancora una connessione schifosa xd, grazie a Bryan per avermi aiutato e dato consigli, grazie a Marianna (nominata da me “l’Ausiella all’italiana) e Ferey le prime vere collaboratrici assieme ad Alessia che il sito ha avuto, e grazie al mio socio Marcello. Un ultimo grazie va tutti i visitatori assidui e di passaggio che ogni giorno visita e aiuta il sito a crescere, alla critica che ha citato Superatural Legend, ovvero: Coming Soon Television, Antonio Genna Blog, Series Magazine, Fiction Tv magazine, FoxTv.it (Sky) e Telefilm Magazine (Telefilm Festival 2008/09/10), Radio Up, Bonsai Tv e tanti altri enti e personaggi. Noi di Supernatural Legend, oltre ad essere un normale fan site che pubblica materiale sul telefilm e sui protagonisti offre qualcosa in più. Questo qualcosa è l’esclusiva, che va oltre i normali contenuti che ‘tutti’ i siti web pubblicano. La sezione Made By ne è la prova, all’interno varie sezioni e progetti speciali ideati e curati interamente dallo staff del sito. Il nostro sito viene abbreviato anche come “SL” che sarebbero le iniziali delle due parole che compongono il nome del sito. Dai nostri utenti viene anche chiamato come “Il Legend” o “Super Legend”.”

Woodkid, da Katy Perry ad Assassin’s Creed

Oggi ho voglia di parlarvi di un tizio che ha un anno in più a me, ma ha fa il regista, il grafico e il cantante, ha lavorato con Luc Besson, Dior si è ispirata a lui per una collezione e ha diretto un paio di video musicali tipo per Katy Perry e Drake. Si chiama Yoann Lemoine, ma sul web, soprattutto sui social, è conosciuto come Woodkid.

Io me ne stavo lì a sbavare sul trailer appena sfornato di Assassin’s Creed Revelation quando mi rendo conto che la canzone che lo accompagna è forse la cosa che rende quel trailer unico e allora parte la ricerca. Tale pezzo è “Iron”, il primo, e all’epoca mi pare l’unico, singolo sfornato da Woodkid.
 

 
Poi dopo AC Revelation inizio a sentire le note di “Iron” in qualche spot e, all’improvviso, mentre sorseggiavo una Corona sui divanetti del Beach Brothers, il dj mi fa partire un remix, mi blocco e inizio a canticchiare e mentre canticchio, Conor, un ragazzo della Navy, mi guarda e mi fa “la conosci? Io adoro Woodkid!”. Venuto a conoscenza del fatto che l’avevo sentita per la prima volta in AC  e stabilito che ero una nerd, mi fa ascoltare “Run boy run” e fu amore, per Woodkid ovviamente!
 

 
Yoann Lemoine nasce nell’ormai lontano 1983 a Reims, in Francia, studia animazione e illustrazione all’Emile Cohl School dove si diploma con il massimo dei voti. Continua i suoi studi a Londra per poi tornare a Parigi nel 2004 e lavorare con il team di Luc Besson al progetto “Arthur and the Invisibles”.

Nel 2010 riceve 5 Leoni al Cannes Lions International Festival of Creativity conosciuto anche come Advertising Festival per la campagnia contro l’AIDS “Graffiti”.

Nel 2012 riceve il premio come miglior regista dell’anno agli MVPA (Music Video Production Association) Awards di Los Angeles e 6 nomination agli MTV Video Music Awards per i video di Lana Del Rey, Drake e Rihanna.

Poi non contento, s’è messo a cantare. E nel 2011 Incide “Iron” che, come detto, viene inserito nel trailer di Assassin’s Creed Revelation, ma sarà utilizzato anche in Django Unchained e nella serie televisiva Teen Wolf. In più, Dior, prendendo ispirazione da una frase della canzone, crea un’intera collezione chiamata “Soldier on my own”.
 

 

Poi ha tirato fuori “Run boy run”, il cui video, da lui diretto, ha avuto una nomination ai Grammy Awards 2013 come Best Video of the Year.

Not bad, not bad!

Poi all’improvviso accendi la tv alle 2 del pomeriggio e su canale5 stanno passando “Iron” e invece scopri che Adriano Celentano ha copiato di sana pianta, ma copiato copiato, il video di Woodkid per pubblicizzare il suo concerto.

Vabbè.

Il 18 Marzo è prevista l’uscita del suo primo CD “The golden age” e intanto è uscito il video di “I Love You”
 

 
La cosa bella è che sto tizio, oltre alla fantasia, la bravura e tutto il resto, c’ha proprio na bella voce, calda, accogliente, malinconica.

Ovviamente ha dichiarato di essere gay. Dico ovviamente perché ormai sono convinta che, se tra gli etero e i gay ci può essere una differenza è che è molto più probabile trovare una mente geniale tra i gay che non tra gli etero.

Comunque ad Aprile sarà in tour in Italia. Vale la pena andarci.


 

Michael Fassbender, Assassino e Bastardo senza gloria

 

E poi arriva la notiziona, sempre più confermata, che tra qualche mese dovrebbero iniziare le riprese del film tratto dalla serie di videogames Assassin’s Creed, in particolar modo con riferimento al primo capitolo, quello con il mio assassino omicida senza scrupoli preferito, Altair. E sono sempre più vive le voci che vogliono che ad interpretarlo sia tale Michael Fassbender.

Mmmmh, dalla foto sembra niente male ed ha anche un viso conosciuto, fammi vedere, forse se gli allungo i capelli…Si! E’ uno dei 300 spartani dagli addominali scolpiti che buttano il sangue insieme a Leonida, lì, alle Termopili.

Ma andiamo con ordine e verifichiamo se tale tizio è all’altezza di indossare la lama celata del caro mentore assassino.

Michael Fassbender (giuro che non li scelgo apposta con questi nomi strani) nasce nel 1977 in Germania da padre tedesco e madre irlandese. A 2 anni si trasferisce in Irlanda. Ok.

Studia recitazione, ma nessuno se lo fila, fino al 2001, anno in cui ha la possibilità di recitare nel serial televisivo della HBO-BBC “Band of Brothers”, prodotto da Spielberg e scritto e diretto da Tom Hanks.

Inizia così a lavorare molto per la TV tra Londra e Los Angeles, fino a che, nel 2006 indossa i pochi panni di Stelios nel kolossal “300” al fianco di Gerard Butler. L’anno successivo recita nel film “Angel- la vita, il romanzo”.

Nel 2008 perde diciotto chili per interpretare il ruolo dell’attivista nordirlandese Bobby Sands nella pellicola “Hunger” di Steve McQueen, interpretazione che gli frutta il premio come miglior attore ai British Independent Film Awards del 2008.

Nel 2009 ha poi l’incontro con Quentin Tarantino che lo vuole di fianco a Brad Pitt in “Bastardi senza Gloria”.

Il 2011, a livello professionale, si rivela un anno importante; interpreta Rochester nella versione di Cary Fukunaga di “Jane Eyre”, veste i panni di Erik Lensherr, alias Magneto, nel film “X-Men – L’inizio di Matthew Vaughn e fa parte del cast di “Knockout – Resa dei cont”i di Steven Soderbergh. Sempre nel 2011, due film da lui interpretati vengono presentati in concorso al Festival di Venezia 2011, “A Dangerous Method di David Cronenberg, dove interpreta il ruolo dello psichiatra svizzero Carl Jung e “Shame, in cui torna a collaborare con Steve McQueen, dove interpreta un uomo d’affari dipendente dal sesso, un’interpretazione che gli vale la Coppa Volpi per la miglior interpretazione maschile alla 68ª Mostra Internazionale del Cinema di Venezia.

Nel 2012 poi lavora con un certo Ridley Scott in un certo film chiamato “Prometheus”.

Come dire, pochi, ma buoni!

  • 300, regia di Zack Snyder (2007)
  • Angel – La vita, il romanzo (Angel), regia di François Ozon (2007)
  • Hunger, regia di Steve McQueen (2008)
  • Eden Lake, regia di James Watkins (2008)
  • Blood Creek, regia di Joel Schumacher (2009)
  • Fish Tank, regia di Andrea Arnold (2009)
  • Bastardi senza gloria (Inglourious Basterds), regia di Quentin Tarantino (2009)
  • Centurion, regia di Neil Marshall (2010)
  • Jonah Hex, regia di Jimmy Hayward (2010)
  • Jane Eyre, regia di Cary Fukunaga (2011)
  • X-Men – L’inizio (X-Men: First Class), regia di Matthew Vaughn (2011)
  • A Dangerous Method, regia di David Cronenberg (2011)
  • Knockout – Resa dei conti (Haywire), regia di Steven Soderbergh (2011)
  • Shame, regia di Steve McQueen (2011)
  • Prometheus, regia di Ridley Scott (2012)

Articoli

– Hugo Weaving e V per Vendetta ha le orecchie da elfo
– Togli la maschera a Bane e c’è Tom Hardy
– “Leave Colin Farrell alone”…ma anche no!
– Ciao Biancaneve, sono Chris Hemsworth, il cacciatore.

 

Hugo Weaving e V per Vendetta ha le orecchie da elfo

V per Vendetta si è di sicuro preso il suo posticino nella storia del cinema, tratto dal fumetto di Alan Moore, il personaggio di V è arrivato al grande pubblico diventando, con la sua maschera, il simbolo del popolo che insorge contro il governo. Di solito in questi casi c’è sempre un attore che poi viene associato al ruolo d’eroe, ma nel caso di V il faccino dell’attore non si vede mai. E voi sapete chi è?

Hugo Weaving.

E chi è?

Ebbene se siete fan delle trilogie ve lo siete trovati davanti alle…davanti parecchie volte.

Il caro Hugo non è altro che l’agente Smith nel virtuale mondo di Matrix e il re Elrond nel fantasioso pianeta del Signore degli Anelli. Strano eh? Cioè, almeno a me ha fatto uno strano effetto sapere che dietro “Questo Viso non è Vacuo Vessillo di Vanità, ma semplice Vestigia della Vox populi, ora Vuota, ora Vana.” ci sia la faccia spigolosa di questo tizio.

Che però non ha fatto solo quei film lì eh, ne ha fatti anche altri…

Hugo è nato il 4 aprile 1960 in Nigeria da genitori britannici. Trascorre il suo primo anno di vita in Africa e poi rientra in Inghilterra dove studierà poi recitazione presso gli istituti più prestigiosi della capitale.

Dopo diverse miniserie, sit-com e piccoli film, nel 1994 aumenta la sua visibilità interpretando una delle drag queen protagoniste di “Priscilla, la regina del deserto”, mentre nel 1995 è il doppiatore del pastore tedesco in “Babe, maialino coraggioso” (ve lo immaginato un pastore tedesco che parla come V?). Doppiaggio che ripeterà nel 1998 in “Babe va in città”.

Nel 1999 la carriera di Weaving decolla definitivamente. Viene, infatti, scritturato per recitare la parte dell’agente Smith, al fianco del già affermato Keanu Reeves, nel film di fantascienza Matrix, diretto dai fratelli Wachowski. Nel 2003, nuovamente sotto la direzione dei fratelli Andy e Larry Wachowski, recita ancora nei panni dell’agente Smith, nel secondo episodio della saga, Matrix Reloaded e nel terzo ed ultimo, Matrix Revolutions.

Nel 2001, fresco del successo di Matrix, viene ingaggiato dal regista Peter Jackson per vestire i panni di Elrond, signore degli Elfi, nel film fantasy La Compagnia dell’Anello, primo episodio dell’adattamento cinematografico de Il signore degli anelli. Nel 2002 e successivamente nel 2003 conclude la saga recitando, ancora nei panni del signore di Gran Burrone, in Le due Torri ed Il ritorno del Re.

Il sogno di tutti gli attori, avere la parte in un film che in realtà è una trilogia, stai apposto almeno per tre anni (vedi anche Orlando Bloom)

Nel 2006  i fratelli Wachowski, creatori della trilogia di Matrix, per interpretare il ruolo di V, personaggio immaginario creato dal fumettista Alan Moore, scritturano l’attore inglese James Purefoy. Tuttavia questi dopo sei settimane di riprese rinunciò poiché non riusciva a calarsi nel personaggio e quindi la loro scelta andò sul caro Hugo.

Nel 2011 interpreta il Teschio Rosso nel film Captain America – Il primo Vendicatore.

Il 2012 è l’anno dei ritorni per Weaving: di fatto ritorna a lavorare coi fratelli Wachowski, in collaborazione col regista tedesco Tom Tykwer nel film Cloud Atlas, in uscita il 26 ottobre 2012 sul suolo americano e il 13 gennaio 2013 in Italia, mentre ritorna a rivestire i panni di Elrond nel prequel de La Compagnia dell’AnelloLo Hobbit – Un viaggio inaspettato, in uscita a fine 2012, nella seconda parte del 2013 Lo Hobbit – La desolazione di Smaug e nell’ultima del 2014, Lo Hobbit – Andata e ritorno dirette tutte e tre da Peter Jackson

Ah, ha anche prestato la sua voce a Megatron nei vari “Transformers”

Nel 1973, quando Hugo ha solo 13 anni gli viene diagnosticata una forma di epilessia, manifestatasi anche durante un’esibizione al Sydney Opera House di Sydney (Australia), dove crollò a terra e fu colto da convulsioni. Si disse che a scatenare la violenta reazione furono le luci stroboscopiche poste nel teatro. Proprio per il timore di essere colto da una crisi ha sempre rifiutato di conseguire la patente di guida. Tuttavia questo inconveniente non gli ha impedito, nel 1984, di sposare l’attuale moglie, Katrina Greenwood la quale gli ha dato due figli, Harry nato nel1989 e Holly venuta alla luce nel 1993. Inoltre aderisce alla dieta pescetariana (????!!!!!?????)  ed è ambasciatore per l’Australia per i diritti degli animali nell’associazione Voiceless.

Filmografia

  • …Maybe This Time (1980)
  • The City’s Edge (1980)
  • Bodyline (1984)
  • For Love Alone (1986)
  • Melba (1987)
  • Specchi del desiderio (1987)
  • Trappola mortale (Deathtrap), regia di Sidney Lumet (1988)
  • The Dirtwater Dynasty (1988)
  • Bangkok Hilton – Mini Serie TV (1989)
  • …Almost (1990)
  • Proof (1991)
  • Road to Alice (1992)
  • Scherzi maligni (1993)
  • Robin Hood Junior (1993)
  • The Custodian (1993)
  • Seven Deadly Sins (1993)
  • Exile (1994)
  • Priscilla, la regina del deserto (1994)
  • What’s Going On, Frank? (1994)
  • Bordertown (1995)
  • Naked: Stories of Men episodio Coral Island (1996)
  • The Bite (1996)
  • Vero amore e confusione (1997)
  • Halifax episodio Isn’t It Romantic (1997)
  • Frontier (1997)
  • Camere e corridoi (1998)
  • The Interview (1998)
  • The Kiss (1998)
  • Strange Planet (1998)
  • Little Echo Lost (1999)
  • Matrix (1999)
  • Il Signore degli Anelli – La Compagnia dell’Anello (2001)
  • Russian Doll (2001)
  • Il vecchio che leggeva romanzi d’amore (2001)
  • Matrix Reloaded (2002)
  • Il Signore degli Anelli – Le due Torri (2002)
  • Il Signore degli Anelli – Il ritorno del Re (2003)
  • Matrix Revolutions (2003)
  • After the Deluge (2003)
  • Peaches (2004)
  • Everything Goes (2004)
  • V per Vendetta (2005)
  • Little Fish (2005)
  • The Key Man (2007)
  • The Tender Hook (2008)
  • Wolfman (2010)
  • Captain America – Il primo Vendicatore (2011)
  • Cloud Atlas, regia di Andy e Lana Wachowski e Tom Tykwer (2012)
  • Lo Hobbit – Un viaggio inaspettato (The Hobbit: An Unexpected Journey), regia di Peter Jackson (2012)
  • Babe, maialino coraggioso (1995)
  • Babe va in città (1998)
  • Happy Feet (2006)
  • Transformers (2007)
  • Transformers – La vendetta del caduto (2009)
  • Il Signore degli Anelli – La conquista (2009) – videogioco
  • Il regno di Ga’Hoole – La leggenda dei guardiani (2009)
  • Transformers 3 (2011)

Articoli correlati

– Togli la maschera a Bane e c’è Tom Hardy
– “Leave Colin Farrell alone”…ma anche no!
– Da Sparta con furore: Gerard Butler
– Paul Walker, sei il Fast o il Furious?
– Ciao Biancaneve, sono Chris Hemsworth, il cacciatore.

 

Che delusione, MTV!


Era il lontano 1994, più o meno, correggetemi se sbaglio, quando una rete nazionale di poco conto iniziò a passare per sole otto ore al giorno (forse otto, forse sei, no ricordo 😀 ), il segnale di MTV America. Un certo Enrico Silvestrin apriva e chiudeva il collegamento e vedere il suo viso per me significava avere il sottofondo perfetto alla mia vita per otto ore.
Tutto era in inglese, programmi, VJ’s, spot, classifiche, senza sottotitoli e senza Laura Pausini. MTV in quelle otto ore passava Aerosmith, Green Day, Metallica, Tupac, TLC, Whitney (pace all’anima sua), Mariah Carey ancora in fase positiva, Missy Elliot, Oasis e chi più ne ha più ne metta, per concludere con quello che, rispetto alla musica che c’era in giro, io consideravo commerciale, come un Puff Daddy.
Poi si passò a MTV Europe, h24, fantastico!
Io e la mia amica Claudia facevamo le nottate aspettando quello che per noi era l’evento dell’anno, l’MTV Music Award, lo registravamo e ce lo riguardavamo, imparavamo le performance a memoria, commentavamo i premi, durante la diretta speravamo che i nostri cantanti preferiti cantassero o vincessero. Seguivamo con passione ogni categoria, ci piaceva tutto. Per farvi un esempio, nel 1995 le nomination per il Video of the Year furono:
TLC con “Waterfalls”
Green Day con “Basket Case”
Weezer con “Buddy Holly”
Michael Jackson e Janet Jackson con “Scream”

e queste non erano nulla se consideriamo che l’anno prima tra le nomination c’erano i REM e i Nirvana.

MTV ci stava formando, era la nostra maestra, ci aveva dato della basi e ci aiutava a sviluppare i nostri gusti. Ogni compleanno o festa era la scusa per comprare un cd, Snoop Dogg, Boyz II Men, R.Kelly, George Michael e benché i nostri gusti partissero dalla black music, la nostra cultura musicale era vasta, perchè MTV ci dava il sapere, ci dava il rap, il dava il rock, ci dava il pop, tutto insieme.

L’anno dopo vinsero gli Smashing Pumpinks, e anche se all’epoca non mi facevano impazzire, sapevo, grazie ad MTV, che era meritato. E poi l’anno seguente Madonna e poi Lauryn Hill.

Era come vedere delle interrogazioni nelle quale la maestra (MTV) valutava sempre in modo giusto e corretto i suo alunni.
Io mi fidavo di MTV.

Poi è arrivata MTV Italia e un pò per tempo, un pò per gusti, ho smesso di guardarla.

Ieri sera facendo zapping, incappo negli EMA, Europe Music Award. Non ricordo chi stava presentando il premio per “Best Look of the Year”, la prima nomination era Nicki Minaj.
Dio santo, che look ha Nicki Minaj? Il look della troia fluo? Non è un look, è un continuo carnevale!
Comunque, andando avanti, all’improvviso, di stramacchio, senza farsi sentire, la presentatrice fa “ah, vi volevo dire che il migior video rock abbiamo deciso di darlo ai Linkin Park” due minuti in collegamento con i Linkin Park senza nemmeno sapere quali fossero le altre nomination. E poi, alla fine, “Best Video of the Year” a chi va? PSY “GANGNAM STYLE”.
Lì ho cambiato e mi sono messa a guardare X-Factor.
Dai MTV, cosa mi combini? Dov’è la tua credibilità musicale? Quella con cui sono cresciuta, quella grazie alla quale affidavo a te la mia cultura pop?
Era così bello quando eri solo un contenitore musicale nel quale ci buttavi dentro di tutto, eri davvero pop, eri rivoluzionaria, eri musica moderna a 360gradi, che fosse commerciale o più ricercata.
Ora MTV Italia non si può guardare perchè è più pubblicità e programmi deficienti che altro. Per il resto, sti cazzo di canali tematici, si bellissimo, se mi piace il rock ho 24 ore di rock continuo, ma il resto? Era così bello quando potevo ascoltare tutto insieme, quando potevo affidarmi alla tua selezione musicale.
La mia maestra è passata da Herman Hesse a Fabio Volo.
Dai MTV, è stata davvero più credibile la selezione delle canzoni di Morgan a X-Factor, che le tue nomination agli EMA!
Che tristezza, che angoscia, che delusione.
Cosa ci possiamo aspettare dal futuro, quando una cultura musicale non ricercata, ma semplicemente più vasta, sembra destinata solo agli appassionati? Quando tu, MUSIC TELEVISION, mi dici che il miglior video dell’anno è stato GanGnam Style?
Che delusione….

Togli la maschera a Bane e c’è Tom Hardy

Quando penso alla trilogia di Batman targata Christopher Nolan penso a Christian Bale. A me quel tizio mi intriga assai, non chiedetemi perchè. Eppure, se ho visto per ben due volte “The Dark knight rises”, il merito non è di Bruce, ma del cattivone di turno, Bane.
Grosso e con la maschera, i suo globuli rossi trasportano cazzimma invece che ossigeno (se non sapete cos’è la cazzimma…arrangiatevi!), ma in qualche modo è in grado d’amare. Nonostante il suo volto fosse coperto, durante la prima visione del film il perosnaggio di Bane mi trasmetteva quella bellissima e rara sensazione di avere di fronte un uomo…UOMO! Si, ok, tralasciando i tubi per respirare e la propensione all’omicidio e allo sterminio di massa. Talvolta però non è tanto il personaggio a darci determinate sensazioni, quanto l’attore che lo interpreta. Così sono tornata a casa e mi sono chiesta: chi è in realtà Bane? Chi c’è dietro quei tubicini?

Dietro quei tubicini, Google mi ha detto, che c’è un tale chiamato Tom Hardy.

E chi è questo tale Tom Hardy?

Edward Thomas “Tom” Hardy nasce a Londra nel 1977 dove studia recitazione. Appena terminata la scuola vola subito negli Stati Uniti dove lo scelgono per una parte nell miniserie HBO “Band of Brothers”, per poi lavorare con un piccolo regista, un tale Ridley Scott in “Black Hawk Down”, ma il ruolo che lo avvicina di più al pubblico è quello di Shinzon, clone del capitano Jean-Luc Picard, ovviamente in “Star Trek: La Nemesi”.

Torna in patria dove si dedica per lo più al teatro, grazie al quale ottiene anche una candidatura al “Laurence Oliver Awards”. Dopo diversi ruoli in miniserie televisive, torna al cinema e vince come miglior attore ai “British Independent Film Award” grazie alla sua interpretazione in “Bronson” per la quale si rende praticamente irriconoscibile, tagliandosi i capelli e aumentando in modo spropositato la sua massa muscolare.

Nel 2009 recita in “The Code” con Morgan Freeman e Antonio Banderas, per poi entrare nelle grazie di Christopher Nolan che lo vuole in “Inception”. A questo segue “Warrior” nel quale recita con Nick Nolte.

E poi è arrivato Bane e “The dark knight rises” per il quale Tommasino ha di nuovo dovuto metter mano alla palestra e aumentare la sua stazza fisica.

Sempre per il 2012 è in programma l’uscita del film “Lawless”, mentre nel 2013 sarà sul grande schermo nel ruolo che fu di Mel Gibson in “Mad Max: Fury Road”.

Tommaso è divorziato ed è papà di Louis Thomas. Nonostante l’idea di mascolinità che mi comunica ha affermato di aver avuto diverse esperienze omosessuali in gioventù. Non fa niente, sei perdonato!

 

Filmografia

  • Black Hawk Down, regia di Ridley Scott (2001)
  • Star Trek: La nemesi (Star Trek: Nemesis), regia di Stuart Baird (2002)
  • The Reckoning – Istinti criminali (The Reckoning), regia di Paul McGuigan (2003)
  • LD 50 Lethal Dose, regia di Simon De Selva (2003)
  • Dot the I – Passione fatale (Do the I), regia di Matthew Parkhill (2003)
  • The Pusher (Layer Cake), regia di Matthew Vaughn (2004)
  • EMR, regia di James Erskine e Danny McCullough (2004)
  • Minotauro (Minitaur), regia di Jonathan English (2006)
  • Marie Antoinette, regia di Sofia Coppola (2006)
  • Scenes of a Sexual Nature, regia di Ed Blum (2006)
  • Uragano (Flood), regia di Tony Mitchell (2007)
  • WΔZ, regia di Tom Shankland (2007)
  • The Inheritance, regia di Charles Henri Belleville (2007)
  • Bronson, regia di Nicolas Winding Refn (2008)
  • RocknRolla, regia di Guy Ritchie (2008)
  • Sucker Punch, regia di Malcolm Martin (2008)
  • Perfect, regia di Christopher Obi (2009)
  • The Code (Thick as Thieves), regia di Mimi Leder (2009)
  • Inception, regia di Christopher Nolan (2010)
  • Warrior, regia di Gavin O’Connor (2011)
  • La talpa (Tinker, Tailor, Soldier, Spy), regia di Tomas Alfredson (2011)
  • Una spia non basta (This Means War), regia di McG (2012)
  • Il cavaliere oscuro – Il ritorno (The Dark Knight Rises), regia di Christopher Nolan (2012)
  • Lawless, regia di John Hillcoat (2012)

Articoli correlati

– “Leave Colin Farrell alone”…ma anche no!
– Da Sparta con furore: Gerard Butler
– L’uomo delle trilogie: Orlando Bloom
– Paul Walker, sei il Fast o il Furious?
– Ciao Biancaneve, sono Chris Hemsworth, il cacciatore.

 

“Leave Colin Farrell alone”…ma anche no!

Poi mi hanno detto “hey Onda, tutti sti tipi di cui parli, non credi che ci starebbero bene anche due paroline sul quel frescone di Colin Farrell?
E vedi tu! Anzi, le richieste sono ben accette!!

Comunque, mi sono resa conto che tra quelli di cui ho parlato fino ad ora, nonostante tutti siano delle icone del cinema americano, in pochi sono di origini statunitensi, Australia, Inghilterra, Irlanda…

Anche in nostro bel Collin nasce a Dublino il 31 maggio del 1976.
La madre volle dare al figlio un’educazione artistica e quindi cosa fa? Lo iscrive ad un bel corso di danza (anche Robert Dowing Jr studiò danza classica, ma vi rendete conto! Ah, è anche lui ha origini irlandesi). Ma Colin vuole diventare un calciatore come il padre e allo stesso tempo, a 17 anni partecipa ad un provino per entrare nei Boyzone.

Trascorre un anno in Australia e per fortuna lì capisce che ne la danza, ne il calcio ne le boyband fanno per lui, così rientra in Irlanda e prosegue i suoi studi come attore. Prima ancora di finire la scuola entra nel cast di una serie tv inglese Ballykissangel grazie alla quale viene notato da Tim Roth che lo vuole nel suo “Zona di guerra”. Poi inizia a recitare in teatro, è lì che Kevin Spacey lo vede e lo vuole al suo fianco in “Un perfetto criminale”, ma sarà Joel Schumacher e “Tigerland” a portarlo in terra holliwoodiana. Ed è proprio lo stesso regista a dargli un ruolo come protagonista in “In linea con l’assassino” trasformando il giovane Collin, a soli 25 anni, in uno degli attori più ricercati di Holliwood.

Lavora con Bruce Willis in “Sotto corte marziale”, con Tom Cruise in “Minority Report”. Interpreta il cattivo in “Daredevil” e affianca Al Pacino il “La regola del sospetto”

Negli anni successivi alterna lavori tra mega-produzioni e film indipendenti, da menzionare “Una casa alla fine del mondo”, il controverso “Alexander” di Oliver Stone e “The New World – Il nuovo mondo” di Terrence Malick. Nel 2004 viene nominato ai Razzie Awards nella categoria peggiore attore dell’anno per il film “Alexander”, risultando sconfitto da parte del Presidente degli Stati Uniti, George W. Bush.

Nel 2005 è apparso in un episodio della serie TV “Scrubs – Medici ai primi ferri”; lo stesso 2005 ha lavorato con Michael Mann nella versione cinematografica della serie televisiva “Miami Vice”, interpretando il ruolo di Sonny Crockett. Curiosità: durante le riprese del film, i paparazzi cominciarono a seguire Colin ovunque. Così l’assistente di produzione Angie Lee Cobbs ebbe l’idea far indossare all’intera troup delle magliette con la scritta “Leave Colin Alone”. Il progetto ottenne tanto successo da diventare una vera e propria linea di abbigliamento “anti paparazzi” in difesa delle star Brad Pitt, Angelina Jolie, Reese Witherspoon, George Clooney, David Beckham, Victoria Adams e Naomi Watts.

Viene in seguito contattato per interpretare uno dei sei protagonisti del film Io non sono qui, ma rinuncia alla parte, che sarà invece affidata all’australiano Heath Ledger.

Nel 2006 è protagonista insieme a Salma Hayek del film “Chiedi alla polvere”.

Nel 2007 recita al fianco di Ewan McGregor nel film di Woody Allen “Sogni e delitti”, mentre l’anno successivo viene scelto dal regista Martin McDonagh come protagonista del film “In Bruges – La coscienza dell’assassino”, ruolo che gli garantisce un Golden Globe come miglior attore protagonista.  La pellicola ottiene un notevole successo di critica e pubblico, e viene scelta per aprire il Sundance Film Festival del 2008.

Nello stesso periodo, l’attore partecipa in veste di narratore alla realizzazione del documentario “Kicking it”, che segue le vite di sei senzatetto provenienti da diversi paesi, impegnati nel tentativo di qualificarsi alla Homeless World Cup.

Sempre nel 2008 esce nelle sale il film “Pride and Glory – Il prezzo dell’onore”, nel quale recita a fianco di Edward Norton nelle vesti di un poliziotto corrotto. La pellicola viene presentata al Toronto International Film Festival e al Festival internazionale del film di Roma.

Dopo la prematura morte dell’attore australiano Heath Ledger, Colin Farrell è stato uno dei tre attori, insieme a Johnny Depp e Jude Law, ad essere stati ingaggiati dal regista Terry Gilliam per portare a termine il film “Parnassus – L’uomo che voleva ingannare il diavolo”, presentato in anteprima al Festival di Cannes del 2009. Al termine delle riprese Colin, Jude Law e Johnny Depp hanno deciso di donare il proprio cachet per il film alla figlia di Heath Ledger, Matilda.

Nello stesso anno, dopo aver lavorato in “Triage”, insieme a Paz Vega, Colin ha partecipato alle riprese di “Crazy Heart”, accanto al protagonista Jeff Bridges, in cui Colin esibisce le sue doti canore cantando tre delle sedici canzoni che compongono la colonna sonora del film. Sempre nel 2009 il regista Neil Jordan l’ha voluto in “Ondine – Il segreto del mare”, accanto ad Alicja Bachleda, madre dell’ultimo figlio di Colin.

Durante il 2009 e il 2010 ha lavorato in due film: “The Way Back “di Peter Weir e “London Boulevard” di William Monahan, accanto a Keira Knightley.

Nel 2011 l’attore recita nella commedia del regista Seth Gordon “Come ammazzare il capo… e vivere felici”, accanto agli attori Jennifer Aniston, Kevin Spacey e Jason Bateman, dove interpreta uno dei tre tirannici datori di lavoro che rendono impossibile la vita dei loro impiegati. Nello stesso anno è il protagonista della pellicola “Fright Night – Il vampiro della porta accanto”, targataDreamworks e diretta da Craig Gillespie, remake del film di Tom Holland”Ammazzavampiri” (1985). Farrell interpreta il ruolo di Jerry, un bellissimo e apparentemente giovane vampiro che si trasferisce vicino allo studente Charlie (Anton Yelchin). Nel cast anche David Tennant e Toni Collette. Infine, nell’estate 2011 Colin è a Toronto (Canada), per prendere parte alle riprese del remake del film “Atto di forza”, diretto da Len Wiseman con il titolo “Total Recall – Atto di forza”. Nella pellicola, Colin interpreta il ruolo che fu di Arnold Schwarzenegger.

Nel 2012 Colin partecipa a 2 progetti: la nuova pellicola di Martin McDonagh “Seven Psychopaths”, insieme agli attori Sam Rockwell, Mickey Rourke e Christopher Walken, e il film “Dead Man Down”, insieme all’attrice Noomi Rapace.. Inoltre, presta la sua voce come doppiatore nel film di animazione “Epic – Il mondo segreto di Moonhaven”.

Nel 2001 sposa l’attrice Amelia Warner, con una cerimonia molto intima celebrata su un’isola polinesiana, perchè poteva mai sposarsi al comune o in chiesa come tutti gli esseri umani? Al posto della fede, Colin si fa tatuare sull’anulare il nickname Milly. Il “matrimonio” (risultato essere tuttavia privo di alcun valore legale) termina soltanto 4 mesi dopo, nel novembre dello stesso anno (meno male che non era andato al Comune).

Nel 2003 il settimanale People lo inserisce tra i 50 uomini più belli del mondo, consacrandolo come sex symbol, e come ogni sex symbol ha un corattero oscuro, ama gli eccessi ed è propenso al “vaffanculo”.

Nel 2003 è diventato padre del piccolo James, avuto dall’ex fidanzata, la modella Kim Bordenave. Il piccolo è affetto da un raro disordine genetico chiamato sindrome di Angelman.

Dalla fine del 2005 è stato messo in rete un filmino hard che Farrell aveva girato privatamente con l’ex fidanzata Nicole Narain. Con il suo staff ha lottato acolpi di ingiunzioni contro questi siti internet, allo scopo di bloccarne la diffusione.

Sempre nel 2005, terminate le riprese del film “Miami Vice”, è volontariamente entrato in un centro di riabilitazione. In un’intervista alla rivista GQ inglese, ha parlato delle cause che lo hanno indotto a disintossicarsi: tra queste, l’abuso di cocaina, ecstasy e alcolici.

Nel 2006 gli viene attribuito un flirt con l’attrice Salma Hayek, sua amante in “Chiedi alla polvere”, ma i due hanno sempre smentito, asserendo di essere semplicemente colleghi e amici. Durante le riprese di “Alexander” gli viene attribuito un flirt con Angelina Jolie. Se venisse a Napoli gli attribuirebbero un flirt anche con me…Collin ti aspettiamo.

Nel 2007 inizia una relazione con la studentessa irlandese Muireann McDonnell, mentre dall’estate del 2008 all’inverno dello stesso anno Colin è sentimentalmente legato alla scrittrice inglese Emma Forrest.

Nel maggio 2009 è stata resa pubblica la sue relazione con l’attrice polacca Alicja Bachleda-Curus, conosciuta sul set di “Ondine – Il segreto del mare”; i due, il 7 ottobre 2009, hanno dato il benvenuto al figlio Henry Tadeusz Farrell, che è stato battezzato con rito cristiano a Cracovia, Polonia.

Il 15 ottobre 2010 il settimanale People ha annunciato che Colin e Bachleda si sono separati.

A partire dal 2003, inizia la sua collaborazione con l’organizzazione internazionale delle Special Olympics, di cui è attualmente portavoce ufficiale. Nel 2005 Colin si è recato in Uruguay, e ha donato ad una scuola locale $100,000 per l’acquisto di computer e altri articoli necessari agli studenti. La notizia e le foto del suo viaggio sono state rese pubbliche solo 2 anni dopo, nel settembre 2007.

Sempre nel 2005, per raccogliere fondi da destinare alle vittime dell’uragano Katrina, si è messo all’asta insieme all’ereditiera Paris Hilton; la donna che ha vinto l’appuntamento con lui ha speso ben 20,000 $. Colin ha contribuito personalmente alla raccolta fondi partecipando all’asta di un ritratto di Ray Charles, venduto alla star per il prezzo di 50,000$.

Durante il Toronto International Film Festival del 2007, è inoltre apparso sui giornali per aver aiutato un senzatetto locale, soprannominato “Stress”. Dopo averlo accompagnato a comprare alcuni vestiti, l’attore gli ha donato dei soldi, convincendolo a cambiare stile di vita e abbandonare l’alcol.  Lo stesso anno realizza uno spot per il Fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia.

Nel gennaio 2010 ha partecipato insieme ad altre star al telethon Hope For Haiti, organizzato per raccogliere fondi da destinare alla popolazione di Haiti, sconvolta dal terremoto.  Ad aprile dello stesso anno diventa ambasciatore della ISPCC (Irish Society for the Prevention of Cruelty to Childen) e viene coinvolto in un progetto di raccolta fondi per la DEBRA, associazione per la ricerca sull’epidermolisi bollosa.

Nel maggio 2010 partecipa ad un evento benefico organizzato dalla On-Q, associazione benefica no profit fondata dall’attrice Q’Orianka Kilcher. Nel dicembre 2011 riceve invece un premio durante gli American Giving Awards per il suo supporto alle varie associazioni umanitarie.  Sempre nel 2011 partecipa alla campagna contro il maltrattamento dei minori organizzata dalla ISPCC.

Articoli correlati

– Da Sparta con furore: Gerard Butler
– Sam Worthington, da Avatar a Call of Duty MW3
– Ralph Fiennes: Lord Voldemort…con il naso
– Paul Walker, sei il Fast o il Furious?
– L’uomo delle trilogie: Orlando Bloom

 

Da Sparta con furore: Gerard Butler


E Re Leonida disse:

“Godetevi la vostra colazione, perchè stasera ceneremo nellade!!!”

E Ondina pensò:

“Mio dio, vengo volentieri se ceniamo insieme e soprattutto se resti con questi slippini…si puoi tenere anche il mantello, e prego che quegli addominali non te li abbiano disegnati in post produzione.”

Non lo avete pensato anche voi? Mi riferisco alle ragazze ovviamente. In un film dove finalmente ci sono più uomini svestiti che donne, il re di tale esercito di palestrati può permettersi di portarmi a cena anche all’Inferno, soprattutto se quando indossa i vestiti e non l’elmo si fa chiamare Gerard Butler.
Devo dire che la prima volta che l’ho visto dopo “300” e mi hanno detto “questo è il tizio che ha fatto -300-” ho impiegato un pò a riconoscerlo e ad abituarmi al suo viso senza barba. Mi piaceva tanto la barba. Ma il caro Gerardo è il tipico bel tenebroso che a noi donne, a molte donne, piace con o senza barba.

Comunque. Nasce il 13 Novembre del 1969 a Paisley, in Scozia. Si trasferisce in Canada per un breve periodo da piccolino per poi tornare in terra scozzese.
Si appassiona subito al cinema ed è un piccolo attore già a 12 anni, ma gli dicono di lasciare stare quella via per diventare avvocato.
Ma le vie del signore sono infinite. Si trasferisce a Londra dove incontra per caso l’attore regista Steven Berkoff grazie al quale torna a recitare al teatro.
Nel 1997 interpreta il suo primo ruolo cinematografico in “La mia regina” e tutti lo amano! Ottiene altri piccoli ruoli anche in “007: il domani non muore mai”.
Nel 2002 è insieme a Christian Bale in “Il regno del fuoco” e  affianca Angelina Jolie in “Tomb, Raider: la culla della vita” .
Nel 2003 è insieme a Paul Walker in “Timeline” e nel 2004 Joel Schumacher lo chiama per il suo “Fantasma dell’Opera”.

Ma è nel 2007 che arriva al grande pubblico come protagonista nei “pochi” panni di Leonida, re Spartano nella trasposizione cinematografica della graphic novel “300” di Frank Miller.
Senza barba, ma sempre con lo sguardo da bel tenebroso, interpreta due commedie romantiche “La dura verità” e “Il cacciaotre di ex”, per tornare nei panni di un “guerriero” nel futuristico “Gamer”.

Nel 2010 è l’antagonista di Denzel Wshington in “Giustizia privata”.

Per il 2012 è prevista l’uscita di “Quello che so sull’amore” di Gabriele Muccino.

Articoli correlati:

– Paul Walker, sei il Fast o il Furious?
– Ciao Biancaneve, sono Chris Hemsworth, il cacciatore.
– Robert Downey Jr: I am Ironman
– Il lato oscuro di Batman: Christian Bale
– Hugh Jackman, tra X-Men e Broadway